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Metti Youtube tra Obama e Hillary

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  • Tags: blog, Hillary Clinton, Osama-Barak, Phil-De-Vellis, primarie-usa, video, youtube
  • 9 commenti

Supporters del senatore dell'Illinois a Los Angeles

Gli davano la caccia da tempo. Lui, Phil De Vellis, 33 anni, quando ha capito che aveva ormai le ore contate, ha rilasciato un’intervista e scritto su un blog: “Salve. Sono Phil. L’ho fatto io. E ne sono orgoglioso”. A scanso di equivoci: Phil non ha ammazzato nessuno. Semplicemente, è l’autore di un video. Il video, in queste ore, negli Stati Uniti. Un spot pubblicitario contro Hillary Clinton e a favore di Barack Obama. Un remake di uno spot Apple del 1984, diretto da Ridley Scott, che raccontava la battaglia di Macintosh contro il totalitarismo Ibm. Phil c’ha rimesso mano, ha reso attuali alcuni riferimento al mondo Apple e mantenuto il senso orwelliano dello spot.

Il video, postato in modo anonimo su Youtube (che assegna domani i suoi awards), è diventato nel giro di qualche mese popolarissimo. Al punto che, qualche altra manina anonima, ha provveduto a mettere on line la replica orwelliana contro Barack e a favore di Hillary.


Tutto a posto? Mica tanto. Il video di Phil ha fatto rumore, è stato ripreso dai giornali e dai blog americani. Intanto, Huffingtonpost.com, un sito Internet liberal, indagava per capire chi ci fosse dietro lo spot pro Obama: dallo staff del senatore infatti arrivavano solo prese di distanza. Hillary Clinton, invece, pare l’abbia presa bene, quasi sollevata che in questo modo calasse il silenzio, dopo le ironie, su alcune sue esibizioni canore (guarda il video). Quindi, il post di Phil, che rivendica il diritto dei cittadini di fare campagna elettorale con strumenti nuovi capaci di scardinare la vecchia politica. “Questo video non è il primo spot di un cittadino, e non sarà l’ultimo. Il gioco è cambiato”, ha scritto De Vellis.
A ingarbugliare le cose c’è anche il fatto che Phil lavorava, adesso si è dimesso o è stato dimissionato ancora non si è capito, per la Blue State Digital, una società impegnata nella campagna elettorale di Obama Barack che ha subito preso le distanze dal suo ex dipendente. La vicenda fa discutere sui giornali e in rete.
Il ruolo di Internet e Youtube, la campagna elettorale e le primarie democratiche sono i temi a cui ci si appassiona e su cui ci si interroga. Per esempio: se anche lo spot di Phil avesse cambiato il modo di fare campagna elettorale su Internet, questo nuovo modo è anche capace di spostare voti? E ancora: la possibilità di fare campagna elettorale in anonimato per qualcuno, può diventare un boomerang per questo qualcuno?

  • andrea.dambrosio
  • Giovedì 22 Marzo 2007
Vi racconto il mestiere del fotoreporter di guerra »
« Quello che solo le foto possono raccontare dell’Iraq

Commenti

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Il 24 Marzo 2007 alle 19:36 talete ha scritto:

alle domande non so rispondere, ma chiedo: quanti politici italiani sanno cos’è youtube? in genere non sanno cos’è la consob….

Il 27 Marzo 2007 alle 16:59 ^shevale^ ha scritto:

e dai, lasciteli tirare in pace…

Il 30 Marzo 2007 alle 10:59 Iraqi freedom, il Pentagono sceglie Youtube » Panorama.it – Mondo ha scritto:

[...] La guerra, si sa, è fatta anche di immagini. E l’Iraq non fa certo eccezione. Foto e video portano nel salotto di casa il conflitto, sia esso rappresentato con Abu Ghraib o con un bombardamento asettico da videogioco, e contribuiscono al convincimento che le persone se ne fanno. Su Youtube da anni si possono vedere migliaia di filmati sulla guerra irachena, spesso decisamente più crudi di quelli “ufficiali” e in aperto contrasto con le scelte del presidente George W. Bush. Le divisioni che attraversano l’opinione pubblica americana e i politici, ultimo esempio la decisione del Congresso americano che ha stabilito il ritiro dei soldati entro il 2008 nonostante l’opposizione di Bush, si traducono qui in filmati e commenti. In molti casi, i video pubblicati sono stati girati direttamente da singoli soldati, spesso in esplicito appoggio a Iraqi Freedom. Naturalmente, la decisione della Multi-National Force di pubblicare direttamente su Youtube e di aprire una parte del proprio sito ufficiale ai contributi dei soldati non fornisce, come hanno sottolineato anche alcuni giornalisti americani, una prospettiva “senza filtro” e super partes, ma il punto di vista del Pentagono. L’idea di filmati non montati e senza censure è insomma un modo propagandistico di presentare un’operazione comunque significativa vista l’importanza e la popolarità di Youtube. La guerra, d’altra parte, è stata indiretta protagonista anche degli Awards, i migliori video del sito scelti direttamente dagli utenti: quello di Heather Martin, una bambina di 6 anni che canta la sua malinconia per il fratello partito marine, è stato visto da quasi due milioni di persone. La popolarità di Youtube è tale che anche la campagna elettorale per le presidenziali americane si gioca, almeno in parte, a colpi di filmati su Internet (come nel caso Clinton/Barack). Il problema però è che Youtube per definizione non può essere embedded: chiunque ha diritto di mettere on line quello che crede. Saranno poi gli utenti a decretare il successo di un video e, a volte, anche il suo senso. Questo filmato, per esempio, è stato visto da oltre 700 mila persone e commentato da qualche migliaio: [...]

Il 30 Maggio 2007 alle 16:45 Primarie americane: febbre da My Space » Panorama.it – Mondo ha scritto:

[...] LEGGI ANCHE: Metti Youtube tra Obama e Hillary - Chi ha paura Barack “Osama”? [...]

Il 19 Giugno 2007 alle 15:05 Elezioni Usa, la rimonta dei repubblicani comincia su YouTube » Panorama.it – Mondo ha scritto:

[...] La campagna per le elezioni presidenziali americane si gioca sempre più su Internet. Dai siti di social networking come Myspace, a YouTube, dove impazzano i video che vedono Hillary, Obama e gli altri candidati alla presidenza come protagonisti. Nel bene ma anche nel male, perché gli aspiranti presidenti sono anche vittime di sfottò assai pesanti, come quello ormai famoso in cui Hillary è dipinta come il Grande Fratello di Orwell. xjo1094728975″> var flashObject = new FlashObject(”http://www.youtube.com/v/6h3G-lMZxjo”,”fm_code>xjo”,”350″,”288″,”6″,”",”",”",”",”"); flashObject.addParam(”wmode”, “transparent”); flashObject.write(”fo_targ_code>xjo1094728975″); [...]

Il 24 Luglio 2007 alle 17:56 Enrico Letta si candida al Pd. Con questo video » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Il giovin Enrico, quarantenne sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che si dichiara senza vergogna figlio degli “Eighties”, ha trovato un modo innovativo per comunicare la sua scelta : nessuna conferenza stampa, niente kermesse, nessuna intervista ai quotidiani, ma un video diffuso via web (qui). Quindi dopo il blogger Adinolfi, dopo il sito appositamente aperto dal ministro della Famiglia Rosy Bindi, pare che il tratto distintivo del centrosinistra italiano sia la scelta di internet come mezzo per annunciare idee, impegni, agende e raccogliere consensi. Una tendenza già esplosa, lo scorso marzo, nella campagna elettorale Usa, dove i candidati per la nomination democratica alla Casa Bianca rispondo alle domande poste dagli americani su YouTube. Da questo punto di vista, la scelta di Letta (nato a Pisa il 20 agosto 1966) è assolutamente diversa da quella fatta da Veltroni, il candidato ecellente per la guida del Pd. Che si presenta come politico “nuovo” ma vorrebbe incarnare il mito di John Fitzgerald Kennedy e di Giovanni XXIII: due figure enormi, però datate anni ‘60. [...]

Il 8 Ottobre 2007 alle 16:02 Impigliati nella rete: il web è in cattive acque? » Panorama.it - Cultura e società ha scritto:

[...] L’analisi di Landi risulta interessante almeno per i passaggi in cui si denunciano aspetti come la mutazione della politica in rete e il rischio di nuove “forme subdole di persuasione” (il riferimento è a Hillary Clinton e Beppe Grillo ); l’eccesso di informazioni da filtrare (”quando a tutti è concesso di parlare non si riesce a sentire più nessuno”); il predominio del marketing e dell’infotainment sull’apertura e la discussione attenta. [...]

Il 10 Novembre 2007 alle 10:26 Primarie Usa, tutte le gaffes del presenzialismo 2.0 » Panorama.it - Mondo ha scritto:

[...] Secondo un report dell’istituto di ricerca Nielsen (disponibile qui in pdf), Romney è il candidato con la più potente macchina da marketing online, seguito da Bill Richardson e Barack Obama. Anche quest’ultimo, tra l’altro, di recente è stato vittima di un incidente imbarazzante: una sua inserzione pubblicitaria è apparsa su una pagina di Amazon dedicata a un volume (”The Israel Lobby and U.S. Foreign Policy”) considerato antisemita. Altrettanto pericolose le posizioni di alcuni banner di Rudolph Giuliani pubblicati su Daily Kos, influente blog allineato con i Democratici. O quelle su Iwon.com, frequentatissimo casinò online, di Hillary Clinton, una delle candidate più bersagliate dalla contro-propaganda generata dal basso. [...]

Il 16 Gennaio 2008 alle 9:26 Obama e le sue girls: così si vincono le primarie su Internet » eBlog Network - Magazine ha scritto:

[...] Cambiano anche le strategie messe in moto dalla reciproche “macchine del fango“. Sono già tanti i siti di “Fact” creati per screditare l’avversario (qui e qui due esempi). Ma non sempre si opera in maniera trasparente. I blogger d’oltreoceano già hanno segnalato casi sospetti di astroturfing. Dietro alla famoso filmato che accosta Hillary al Grande Fratello, sembra esserci la mano dello staff di Obama. Alla vigilia delle primarie, sul popolare blog democratico Blue Hampshire un supporter dell’ex first lady è stato beccato nel tentativo di registrarsi con diversi nomi utenti per mettere in buona luce Hillary. [...]

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