- Tags: Afghanistan, governo, Isaf, Libano, Militari, Unifil
- 3 commenti

Le difficoltà politiche del governo a inviare massicci rinforzi in Afghanistan risultano difficilmente comprensibili sul piano militare soprattutto confrontando le dotazioni del contingente a Herat con quelle dei caschi blu italiani di Unifil schierati in Libano.
Benché i “caveat” confermati da Roma impediscano ai militari di affiancare gli alleati nei combattimenti nel sud, è evidente che in Afghanistan la minaccia talebana è rappresentata da azioni terroristiche ma anche di guerriglia, come confermano i 13 attacchi registrati nel settore occidentale dall’inizio dell’anno. Inoltre un migliaio di soldati operano in un’area molto vasta dove è impossibile esercitare un reale controllo del territorio.
In Libano invece sono schierati ben 2.500 militari italiani che devono presidiare un’area di estensione limitatissima tra Tiro, il fiume Litani e il confine israeliano. I mezzi però includono blindo Centauro e corazzati Dardo. Inoltre il mandato dell’Onu limita le possibilità di impiego in combattimento e la minaccia, per ora teorica, è rappresentata da eventuali azioni terroristiche delle cellule di Al Qaeda la cui presenza è stata rilevata all’interno di due campi profughi palestinesi. Paradossalmente l’Italia schiera più truppe e mezzi pesanti dove ce n’è meno bisogno.
- Martedì 3 Aprile 2007
IL MONDO CHE SARÀ
LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
IL MONDO IN CLASSIFICA
STORIE DAL MONDO
OGGI AVVENNE
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
STATI UNITI, FRANCIA, EGITTO, RUSSIA
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
GUARDA IL VIDEO
VAI ALLO SPECIALE
I FATTI PIÙ IMPORTANTI DEL 2011
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 3 Aprile 2007 alle 20:47 rmarin ha scritto:
Siamo sempre alle solite. Ed ora che i comunisti sono al “potere”….
Siamo sempre indecisi e, credendo che la diplomazia possa risolvere tutti i problemi o che tutti amino gli italiani,ci imbarchiamo in operazioni militari in cui siamo impreparati,e mettiamo a rischio la vita dei nostri soldati.
http://www.theabsenteeballot.c.....om
Il 6 Aprile 2007 alle 11:13 Bosnia: la Nato, l’Ue, gli italiani e una missione (quasi) compiuta » Panorama.it – Mondo ha scritto:
[...] Per l’Italia la missione in Bosnia ha rappresentato il battesimo del fuoco del nuovo esercito basato sui professionisti. A Sarajevo è stata infatti schierata nella fase iniziale dell’operazione la Brigata Bersaglieri “Garibaldi” prima grande unità dell’Esercito a essere composta solo da volontari che venne impiegata come “entry force” anche in Kosovo, nel 1999. La Nato mantiene ancora un comando a Sarajevo con forze speciali e di polizia militare che hanno il compito di condurre la caccia ai criminali di guerra, in particolare il generale Ratko Mladic e l’ex presidente serbo-bosniaco Radovan Karadzic. Le operazioni in Bosnia e Kosovo hanno costituito il primo impiego bellico della Nato. Sono stati successi conseguiti impiegando un massiccio numero di soldati per controllare territori di estensione limitata. Una lezione che la Nato sembra aver dimenticato in Afghanistan dove schiera oggi appena 35.000 soldati in un’area estremamente vasta e quasi priva di vie di comunicazione. [...]
Il 6 Aprile 2007 alle 23:00 talete ha scritto:
comunisti al potere? mi devo essere perso qualcosa…
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.