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Piccola guida alle elezioni francesi

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  • Tags: francia, francois-bayrou, Jean-Marie-Le-Pen, nicolas sarkozy, segolene-royal
  • 8 commenti


Arriva il prossimo week end l’appuntamento più caldo della vita elettorale francese. Il 22 aprile si svolgerà il primo turno delle presidenziali. L’eventuale ballottaggio, qualora nessuno dei dodici candidati dovesse raggiungere il 50% più uno dei voti, è stato fissato invece per il 6 maggio. Ecco una scheda dei principali candidati.

Nicolas Sarkozy
Nicolas Sarkozy, il leader dell’Unione per un Movimento popolare, ha 53 anni. Ex ministro dell’Interno, ex rivale di Jacques Chirac nel movimento gollista, è il popolare candidato del centrodestra francese. Secondo la giornalista Brice Teinturier (TNS-Sofres) Sarkò ha martellato in questi mesi su cinque valori fondanti della République: sforzo, merito, volontà, dovere, ordine. La sua è stata una campagna tutta giocata all’attacco su temi come sicurezza, immigrazione e identità nazionale molto cari a Jean Marie Le Pen.
Il suo punto debole? La scarsissima popolarità tra i giovani francesi di origine maghrebina, che nel 2005, ai tempi della rivolta delle banlieu, aveva definito teppaglia. I sondaggi gli attribuiscono tra il 26% e il 30,5%, comunque saldamente in testa - secondo tutti gli istituti - nelle intenzioni di voto del primo turno. Un altro punto debole di Sarkò lo mette oggi in rilievo Le Monde: “La sua campagna, molto decisa, potrebbe compromettere le sue capacità di aggregare al secondo turno”.
Il sito Internet
Su Wikipedia

François Bayrou
François Bayrou, 55 anni, è il leader centrista ed europeista dell’Unione per la democrazia francese (Udf). Molto apprezzato dal premier Romano Prodi, potrebbe essere la sorpresa di queste elezioni presidenziali. Recentemente ha inasprito i toni della sua campagna elettorale e ha attaccato Nicolas Sarkozy, il candidato gollista dell’Ump, per la sua disponibilità a introdurre una correzione proporzionale al sistema elettorale francese. Non a caso un vecchio cavallo di battaglia del leader estremista del Fronte Nazionale Jean Marie Le Pen. Gli ultimi sondaggi danno a Bayrou, che chiede ai francesi di superare i muri delle ideologie, tra il 19,5% e il 21%, qualche punto sotto Ségolène Royal.

Il sito Internet
Su Wikipedia

Ségolène Royal
Ségolène Royal, 53 anni, è il candidato del Partito socialista francese. Moglie di François Hollande, madre di quattro figli, la Zapatera di Francia avrebbe, secondo i quattro principali istituti (Ifop, Tns Sofres, Ipsos e Csa ), una forbice di oscillazione tra il 22 e il 23,5%. Osteggiata da larga parte del Psf, per il suo stile eterodosso e poco legato alle liturgie tradizionali della gauche francese, la Royal sta cercando di corteggiare François Bayrou qualora (come probabile) dovesse competere contro Sarkò al ballottaggio del 6 maggio. Il suo punto debole sono paradossalmente le donne francesi che, secondo Le Monde, nel 60% dei casi avrebbero intenzione di votare per un candidato della destra. Il rischio di un nuovo choc per i socialisti viene preso molto sul serio, dopo la debacle del 2002, quando Lionel Jospin, superato da Jean Marie Le Pen, non riuscì ad arrivare al ballottaggio. Per tutta la sinistra, un nuovo fallimento della candidata socialista sarebbe una catastrofe.
Il sito ufficiale
Il blog

Jean Marie Le Pen

Lo spauracchio della République, il negazionista della Shoah, l’ex paracadutista sostenitore della supremazia francese nel mondo. Ovvero, Jean Marie Le Pen, il nemico mortale di Jacques Chirac. I sondaggi gli attribuiscono il 15% dei voti. Una percentuale che (allo stato) non gli consentirebbe di andare al ballottaggio (come nel 2002) ma che potrebbe renderlo l’ago della bilancia del secondo turno. “Sarkozy? È un uomo con cui si può parlare”, ha dichiarato all’indomani dell’apertura del candidato gollista sulla riforma elettorale proporzionalista su cui batte da anni il Fronte Nazionale. Una “corrispondenza d’amorosi sensi politici” che ha mandato su tutte le furie il centrista Bayrou, secondo il quale Sarkò sta corteggiando l’estrema destra con eccessiva disinvoltura. Una sparata di Le Pen di questa campagna elettorale? Davanti a una platea di donne nel corso di un dibattito all’Istituto di Scienze politiche di Parigi, dichiara: “Vi propongo la mia ricetta contro le gravidanze indesiderate: masturbatevi”. Il pubblico ha risposto con una selva di insulti.
Il sito del Fronte Nazionale
Il sito ufficiale

Gli altri
Tre candidati trozkisti, una comunista e un esponente del movimento no global. Più la candidata dei Verdi, DominiqueVoynet, che potrebbe raccogliere consensi nello stesso bacino elettorale. A sinistra del partito Socialista e di Segolene Royal, la contesa è affollata. Come da tradizione, in Francia: nel 2002 c’erano sette candidati alla sinistra del socialista Lionel Jospin. E furono determinanti, con circa il 14 per cento dei voti, per la sconiftta dell’ex primo ministro, battuto da Jean Marie Le Pen che approdò al secondo turno con il 16,86 per cento dei voti. Ecco perché, nonostante l’attendibilità dei sondaggi sia messa in discussione anche in Francia, si guarda con particolare attenzione ai candidati della sinistra cosidetta radicale.
Al momento, il 32enne Olivier Besancenot (Lega comunista rivoluzionaria) sembrerebbe raccogliere il 5 per cento circa dei consensi. Dietro di lui, Marie-George Buffet, segretaria di un partito comunista da tempo in declino, Gerard Schivardi del Partito dei lavoratori, il leader della battaglia contro gli Ogm Jose Bové e l’eterna candidata di Lotta operaia Arlette Laguiller.
Secondo alcuni sondaggi, la sinistra radicale dovrebbe al momento raccogliere complessivamente circa il 10-11 per cento dei consensi. Voti che arriverebbero da un elettorato giovane e di estrazione popolare.
A completare il quadro dei 12 candidati alle presidenziali anche Frederic Nihous, schierato a destra con il movimento caccia e pesca, e il nazionalista Philippe De Villiers.

  • paolo.papi
  • Venerdì 13 Aprile 2007

Vedi anche:

  • François Hollande, un uomo "normale" all'Eliseo
Wolfowitz, dai calzini bucati ai favoritismi? »
« Se la Somalia sprofonda nel caos

Commenti

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Il 13 Aprile 2007 alle 15:07 missvonclausewitz ha scritto:

Questo lo conoscete?
http://observer.france24.com
Tutto sulle elezioni francesi, molto ben fatto. Tra l’altro è (anche) un blog, dovrebbe piacervi.

Il 18 Aprile 2007 alle 12:20 Allons enfants de la Patrie! La Francia al voto rispolvera il patriottismo » Panorama.it – Mondo ha scritto:

[...] Patriottismo e nazionalismo a gogò nella campagna elettorale francese per la presidenza della Repubblica, che sfocia nelle consultazioni del 22 aprile (primo turno) e 6 maggio. Tutti i dodici candidati fanno a gara nel mostrare il massimo dell’attaccamento al loro Paese e alla sua potenza, ricorrendo talvolta ai toni dello sciovinismo puro e duro. È il caso del candidato dell’estrema destra Jean-Marie Le Pen e di quello del cattolico tradizionalista della Vandea, Philippe de Villiers, a cui i sondaggi attribuiscono rispettivamente il 13 e l’1 per cento dei voti. Secondo Le Pen l’imperativo categorico della Francia è farla finita con l’immigrazione per non mettere in causa la propria superiorità mondiale. De Villiers insiste sulla diffidenza nei confronti dell’Europa. [...]

Il 19 Aprile 2007 alle 11:20 Sarkozy: “Non farò un governo all’italiana con troppi ministri” » Panorama.it – Mondo ha scritto:

[...] Tutti volevano il dibattito televisivo, ma la legge ha impedito d’organizzarlo. In vista del primo turno delle presidenziali francesi, in calendario per domenica prossima 22 aprile, le norme in vigore impongono alle reti radio e tv il rispetto della par condicio tra tutti i candidati. Dunque l’ipotetico dibattito in diretta avrebbe dovuto riunire la bellezza di dodici persone, alcune delle quali hanno per di più il vizietto d’insultarsi regolarmente tra loro. Impossibile. Però i due principali canali televisivi nazionali, che ospitano ogni sera un candidato all’ora di cena, hanno organizzato, senza volerlo, una sorta di dibattito a distanza tra quelli che saranno quasi certamente i protagonisti del secondo turno (6 maggio) di queste presidenziali: la socialista Ségolène Royal, 53 anni, è stata ospite mercoledì sera della rete privata Tf1, e il leader dell’Union pour un Mouvement populaire (Ump) Nicolas Sarkozy, 52 anni, contemporaneamente andato a rispondere alle domande dei giornalisti del principale canale pubblico France-2. Sarkozy ha promesso che – se entrerà all’Eliseo – creerà un “governo ristretto”, di appena quindici ministri. Davanti alla perplessità dei suoi interlocutori, il candidato del centrodestra ha aggiunto: “Gli Stati Uniti d’America hanno 300 milioni d’abitanti e sono retti da un governo di appena 15 ministri e anche la Germania ha un governo ristretto, composto da un simile numero di persone. È da loro che io voglio prendere esempio e non certo dall’Italia di Romano Prodi, che ha un governo di ben 109 ministri!”. Intanto Ségolène Royal (che sfoggiava una sgargiante giacchetta bianca) ha dovuto far fronte alle domande dei giornalisti di Tf1, tra cui il celeberrimo Patrick Poivre d’Arvor, a proposito del suo atteggiamento verso il centrista François Bayrou, che non smette di chiedere la fine del vecchio steccato destra-sinistra. “Bayrou ammette di non avere un programma” ha detto la Royal per stroncare questo insidioso rivale. Timidamente uno dei giornalisti le ha fatto notare che Bayrou non ha mai ammesso una cosa del genere (anzi, afferma d’avere un fior di programma!), ma la Royal si è limitata a ribadire, come se nulla fosse, la sua accusa secondo cui Bayrou non saprebbe che fare una volta giunto all’Eliseo. Il “terzo incomodo” Bayrou, 56 anni, era in quel momento al grande Palazzo dello sport di Parigi-Bercy, dove ha parlato a una delle folle più “calde” viste in questa campagna elettorale. Migliaia e migliaia di persone si sono spellate le mani per applaudire “l’uomo del centro”, che ha definito Sarkozy e la Royal “le due Bastiglie” in quanto – secondo lui – simbolo delle “vecchie cittadelle del potere politico”. Poi ha detto: “Domenica prossima prenderemo una Bastiglia e il 6 maggio, al secondo turno, faremo cadere anche l’altra!”. Bayrou ha però dovuto incassare una gran brutta notizia: l’ex presidente della Repubblica Valéry Giscard d’Estaing ha chiesto ai connazionali di votare Sarkozy. Nel 1978, quand’era presidente della Repubblica, Giscard creo’ l’Union pour la Démocratie française (Udf), il partito oggi retto proprio da Bayrou. Molti francesi non hanno ancora deciso per chi votare. Probabilmente faranno la loro scelta solo all’ultimo minuto, ma certo la loro impressione a proposito di questa campagna elettorale non è esaltante. Anche la maggior parte di chi sa per chi votare ha un’opinione piuttosto negativa della campagna in atto. Lo dimostrano i risultati di una sorta di referendum lanciato da Yahoo France, a cui si può accedere cliccando dalla prima pagina su Présidentielle 2007. La scelta per definire l’attuale campagna è tra le parole: aspra, mediocre, costruttiva e appassionante. Il 60 per cento delle risposte definiscono “mediocre” questa campagna elettorale. Il 15 per cento la considera “aspra” e un altro 15 per cento “appassionante”. Coloro che la considerano “costruttiva” sono appena l’10 per cento. Tutto un programma. [...]

Il 20 Aprile 2007 alle 10:36 Ferrara: Il fascino francese delle elezioni » Panorama.it – Opinioni ha scritto:

[...] Con uno spirito da sputasentenze, molti si affollano intorno alle elezioni francesi (primo turno domenica 22 aprile, round finale il 6 maggio) per dirne male, malissimo, peste e corna. Roger Cohen del New York Times esagera addirittura nell’uso e abuso della propria intelligenza: la contesa tra Ségolène Royal, Nicolas Sarkozy e François Bayrou sarebbe «degenerata» in una lotta su temi effimeri come l’identità nazionale, la sicurezza e la personalità del presidenziabile, mentre l’unico problema della Francia consisterebbe nell’alto tasso di disoccupazione e nelle rigidità economiche del sistema. Niente di più inaccurato. Sul mercato politico europeo i francesi in questo momento offrono tre cose. Una regina candidata al potere nella monarchia repubblicana più macha del mondo, anche se Royal sembra proprio la regina sbagliata. Una versione di rottura del gollismo, quell’ideologia di destra repubblicana che ha ancora un valore traente nell’Europa continentale: Sarkozy è un gollista anomalo, che ama il modello americano, ama Israele, e ama riamato il capitalismo della competizione e del mercato. Infine c’è un’ipotesi di rottura della Quinta repubblica, incarnata dal terzopolismo credibile di Bayrou. [...]

Il 21 Aprile 2007 alle 14:37 Francia: corsa ai seggi contro l’effetto Le Pen » Panorama.it – Mondo ha scritto:

[...] I francesi sono scontenti e utilizzano volentieri le elezioni più importanti della loro architettura istituzionale – ossia le elezioni presidenziali – per lanciare un grido d’allarme votando al primo turno per candidature di protesta. Uomini e donne che non hanno alcuna possibilità d’entrare all’Eliseo, ma che lanciano messaggi “puri e duri” contro l’universo mondo. In particolare contro un sistema politico, che è - per loro - corrotto, impotente, deviato, ingiusto e chi più ne ha più ne metta. [...]

Il 23 Aprile 2007 alle 10:31 Nicolas e Ségolène al ballottaggio » Panorama.it – Mondo ha scritto:

[...] Sondaggi della vigilia sostanzialmente confermati. Saranno Nicolas Sarkozy e Ségolène Royal a sfidarsi il prossimo 6 maggio, al ballottaggio delle elezioni presidenziali per la poltrona dell’Eliseo. In una consultazione caratterizzata da un’eccezionale affluenza alle urne (84,6%) e da un’affermazione della logica del tradizionale bipolarismo destra-sinistra, l’ex ministero dell’Interno gollista ha ottenuto il 31,11% dei suffragi (11 milioni 323.704 voti) contro il 25,84 (9 milioni 402.841) della Royal. [...]

Il 26 Aprile 2007 alle 15:14 Sarkozy è il favorito, ma la partita è ancora molto aperta » Panorama.it – Mondo ha scritto:

[...] LEGGI ANCHE: I risultati - Corsa all’Eliseo: Bayrou arbitro della partita tra Sarkozy e Royal - Effetto blog - Sarkozy: “Non farò un governo all’italiana con troppi ministri” - La Francia al voto riscopre il patriottismo - Videosatira: tutti contro Sarkolène - Piccola guida alle elezioni francesi - Guarda la GALLERY e i VIDEO . Il FORUM [...]

Il 6 Maggio 2007 alle 19:58 Nicolas Sarkozy: il nuovo re di Francia » Panorama.it – Mondo ha scritto:

[...] di Alberto Toscano da Parigi Nicolas Sarkozy ha conquistato l’Eliseo, sconfiggendo al ballottaggio Ségolène Royal. Il nuovo presidente francese è nato a Parigi il 28 gennaio 1955 da una famiglia di origine ungherese, circostanza che in questa campagna elettorale gli è stata sprezzantemente rinfacciata dal leader dell’estrema destra Jean-Marie Le Pen. Il suo nome esatto, che denota appunto l’origine della sua famiglia paterna, è Nicolas Sarközy de Nagy-Bocsa. Ha avuto due figli dal primo matrimonio e uno dal secondo, avvenuto nel 1996 con una signora d’origine spagnola, Cecilia Ciganer-Albeniz. Ha studiato scienze politiche e legge, scegliendo la professione di avvocato. Scelta quanto mai teorica, visto che fin da ragazzo si è prefisso l’obiettivo della carriera politica e ha manifestato opinioni di centrodestra. Nel dicembre 1976 Jacques Chirac ha rifondato il gollismo, creando il Rassemblement pour la République (Rpr) e nel 1977, all’età di 22 anni, Nicolas Sarkozy faceva già parte del Comitato centrale di questa formazione, divenendone l’anno seguente il responsabile del settore giovanile. [...]

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