
Di Alberto Toscano - da Parigi
Ci sarà o no la suprise? La domanda fa il giro della Francia perché – da quando venne istituita dal generale Charles De Gaulle nel 1962, a seguito di un durissimo scontro col Parlamento – l’elezione a suffragio universale del presidente della Repubblica ha sempre dato luogo a qualche sorpresa. A farne le spese fu proprio De Gaulle, che già era presidente della Repubblica e che cercò nel 1965 un nuovo mandato mettendo in pratica per la prima volta la riforma da lui stesso voluta: elezione diretta dell’inquilino dell’Eliseo da parte del popolo, chiave di volta del presidenzialismo alla francese. De Gaulle era convintissimo che sarebbe stato eletto già al primo turno, quando occorre il 50 per cento dei voti espressi. Invece no. Il candidato delle sinistre unite – un tale François Mitterrand – lo costrinse al ballottaggio. Per il generale-presidente Charles De Gaulle l’umiliazione fu tanto cocente da fargli pensare al ritiro dalla vita politica.
Il ritiro di De Gaulle venne invece nel 1969 e così furono organizzate le elezioni presidenziali anticipate (il mandato all’Eliseo durava allora sette anni, ridotti a cinque a partire dal 2002; il candidato uscente può sempre ripresentarsi, non essendoci limiti al numero di mandati consecutivi). La sorpresa del 1969 ebbe un sapore politico contrario a quella del 1965: nessun candidato di sinistra riuscì a qualificarsi per il ballottaggio, vinto dal gollista “storico” Georges Pompidou sul liberale Alain Poher. Morto Pompidou nel 1974, ecco le nuove presidenziali anticipate e la nuova sorpresa: il leader del gollismo storico Jacques Chaban-Delmas non riusci’ neppure a superare il primo turno perché il leader dei giovani gollisti Jacques Chirac lo pugnalo’ alle spalle, sostenendo il liberale Valéry Giscard d’Estaing. Giscard riuscì (finalmente) a terminare un mandato di sette anni all’Eliseo. Il ballottaggio del 1981 Giscard-Mitterrand fu tesissimo ed evidenziò una sorpresa: la sconfitta del presidente uscente (pugnalato alle spalle dal suo ex alleato Chirac, che favorì sottobanco la vittoria del leader di sinistra nella convinzione di poterlo facilmente sconfiggere alle presidenziali successive). Giscard abbandonò il potere con un discorso televisivo strappalacrime e Mitterrand s’insediò alla presidenza per 14 anni, visto che venne poi rieletto nel 1988 al ballottaggio contro Chirac.
La sorpresa del 1995 è stata il buon risultato del socialista Lionel Jospin nella sfida finale con Chirac. Dopo 14 anni di Mitterrand all’Eliseo, tutti erano convinti che per un leader del centrodestra sarebbe stato facilissimo approfittare della voglia d’alternanza da parte della popolazione. Invece Jospin riuscì a ottenere un risultato per lui lusinghiero (47,4 per cento al secondo turno) e pose la basi per la vittoria delle sinistre alle elezioni del 1997 per il rinnovo dell’Assemblea nazionale, per cui fu primo ministro dal 1997 al 2002.
Le presidenziali del 2002 hanno infine sfornato la più clamorosa sorpresa della storia elettorale transalpina. Il presidente della Repubblica uscente, Chirac, e il primo ministro uscente, Jospin, rispettivamente leaders della destra e della sinistra, si sfidavano in una battaglia durissima e nessuno immaginava che un terzo incomodo potesse soffiare all’uno o all’altro il posto al ballottaggio. Il terzo incomodo fu invece il leader dell’estrema destra Jean-Marie Le Pen, fondatore e presidente del Front national, che riuscì a superare Jospin (16,86 contro 16,18 per cento dei voti espressi) e a qualificarsi per il secondo turno (venendo poi spazzato via da Chirac, che nell’occasione ottenne anche i voti di sinistra).
Adesso tutti parlano di “lezione del 2002″ per mettere l’elettorato in guardia da sorprese che possono risultare sgradite alla grande maggioranza dei francesi, ossia a quell’82 per cento che al ballottaggio del 2002 si espresse per Chirac contro Le Pen. La sorpresa può tuttavia essere costituita dal candidato centrista François Bayrou, leader dell’Union pour la Démocratie française (Udf), che ha fatto una campagna elettorale per il superamento del vecchio steccato destra-sinistra e che ha lanciato continue strizzatine d’occhio ai socialisti. La situazione di Bayrou è paradossale perché i sondaggi dicono due cose tra loro contraddittorie: 1) molto difficilmente questo candidato centrista (che dovrebbe avere tra il 15 e il 20 per cento dei voti) potrà insidiare la candidata ufficiale del Partito socialista Ségolène Royal (prevista attorno al 25 per cento) o il leader dell’Union pour un Mouvement populaire (Ump) Nicolas Sarkozy (vicino al 30 per cento); 2) ma, se arrivasse al secondo turno, Bayrou batterebbe probabilmente Sarkozy come la Royal ed entrerebbe all’Eliseo (mentre – in un testa a testa con Sarkozy - Ségolène Royal non avrebbe i favori del pronostico). Il sistema elettorale a doppio turno fa sì che il candidato meglio piazzato in un ballottaggio sia destinato, con ogni probabilità, ad essere eliminato già al primo turno. A meno di sorprese, naturalmente.
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- Venerdì 20 Aprile 2007

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Commenti
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Il 20 Aprile 2007 alle 14:17 gustaveflaubert ha scritto:
Che Segolene in questo momento sia la più votata dai lettori è quantomeno sorprendente…
Il 20 Aprile 2007 alle 16:30 persefone ha scritto:
Anch’io pensavo che su questo sito Sarkozy ricevesse un plebiscito. Evidentemente, monsiuer flaubert, gli (e)lettori di sinistra sanno usare internet più di quelli di destra, che invece con le tecnologie sono più zucconi e anche se arrivano qua non leggono gli articoli lunghi come questo (e quindi non arrivano alla fine dove c’è il modulo per votare, ecc. ecc.)
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