Sondaggi della vigilia sostanzialmente confermati. Saranno Nicolas Sarkozy e Ségolène Royal a sfidarsi il prossimo 6 maggio, al ballottaggio delle elezioni presidenziali per la poltrona dell’Eliseo. In una consultazione caratterizzata da un’eccezionale affluenza alle urne (84,6%) e da un’affermazione della logica del tradizionale bipolarismo destra-sinistra, l’ex ministero dell’Interno gollista ha ottenuto il 31,11% dei suffragi (11 milioni 323.704 voti) contro il 25,84 (9 milioni 402.841) della Royal.
Gli orientamenti al secondo turno del candidato centrista Francois Bayrou, che a un certo punto della campagna elettorale sembrava poter scalzare la candidata socialista, potranno determinare, con il suo 18,55%, il successo di uno dei due candidati. Per ora ha escluso qualsiasi sostegno al candidato del centrodestra Sarkozy, senza per altro garantire il sostegno alla Royal. Escono penalizzati i partiti alla sinistra dei socialisti, che nelle scorse elezioni presidenziali erano state una delle maggiori sorprese del primo turno: spariscono i Verdi di Dominique Voynet (1,57%), i comunisti di Marie George Buffet (1,94%), i no global di Josè Bovè (1,32). Solo Olivier Besancenot, della Lega comunista rivoluzionaria, con il 4,11% si avvicina al risultato di cinque anni fa. Nel complesso - alla sinistra del Psf - il 9% circa dei voti, la maggior parte dei quali dovrebbe dirottarsi al secondo turno verso la candidata socialista. Anche la destra estrema di Jean Marie Le Pen ottiene un magro 10.51% dei voti, il peggior risultato di sempre per il il leader del FN. Voti sui quali conta Sarkozy per spuntarla al ballottaggio.
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- Lunedì 23 Aprile 2007


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Commenti
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Il 23 Aprile 2007 alle 10:59 gustaveflaubert ha scritto:
ma mentre i media nostrani dormivano davanti alla tivvù un blogger italiano (italiano, non francese) andava a parigi a seguire in diretta lo spoglio delle schede:
http://www.pandemia.info/2007/.....a_blo.html
http://www.pandemia.info/2007/....._fran.html
Meritevole, no?
Il 23 Aprile 2007 alle 11:00 gustaveflaubert ha scritto:
http://www.pandemia.info/2007/....._fran.html
http://www.pandemia.info/2007/.....a_blo.html
Il 23 Aprile 2007 alle 13:08 Fatto il Pd bisogna fare il programma. Il leader? Veltroni c’è » Panorama.it – Italia ha scritto:
[...] L’altro problema è il programma. Dopo l’infausta esperienza delle 287 pagine di Prodi, con corollario di fabbriche, seminari, monasteri, conclavi, l’opinione pubblica ha bisogno di indicazioni chiare per l’economia, la sicurezza, i diritti sociali, nonché per la politica estera. Oltre a questo servirà un messaggio che scaldi i cuori degli elettori delusi, al momento più numerosi nel campo del centrosinistra che non in quello del centrodestra. Le indicazioni che vengono dalla Francia sono ovviamente strumentalizzate da entrambi gli schieramenti, ma in effetti sembrano dire al futuro Partito democratico che c’è molto da lavorare. Ségolène Royal, per la quale tifavano i Ds, non è riuscita a trascinare la sinistra francese oltre il 25%, l’alleanza con François Bayrou, sostenuto qui dalla Margherita, non consentirebbe di vincere il ballottaggio neppure conquistando tutti gli elettori moderati, oltre a fare il pieno nella sinistra massimalista. [...]
Il 23 Aprile 2007 alle 13:29 Corsa all’Eliseo: Bayrou arbitro della partita tra Sarkozy e Royal » Panorama.it – Mondo ha scritto:
[...] Nicolas e Ségolène al ballottaggio [...]
Il 24 Aprile 2007 alle 10:57 Vivere e Morire a Como » Blog Archive » Un esempio per i politici italiani. ha scritto:
[...] Dunque adesso non c’è più dubbio: da un lato la coppia Sego-Sarko riesce a qualificarsi per il ballottaggio presidenziale (in calendario per il prossimo 6 maggio) e dall’altro il centrista François Bayrou può vantarsi d’essere stato la rivelazione di questa campagna elettorale. Bayrou è stato sconfitto, perché la medaglia di bronzo non gli serve a nulla. Ma è anche vincitore, avendo triplicato la percentuale da lui ottenuta al primo turno delle presidenziali di cinque anni fa. [...]
Il 26 Aprile 2007 alle 15:14 Sarkozy è il favorito, ma la partita è ancora molto aperta » Panorama.it – Mondo ha scritto:
[...] Il leader centrista François Bayrou sorride malgrado la sconfitta. Domenica scorsa ha avuto quasi sette milioni di voti, corrispondenti a quasi il 19 per cento. Adesso ha il problema di investire – e soprattutto di mantenere – questo considerevole capitale elettorale. Davanti a lui ci sono due strade: quella dell’indipendenza (su cui ha già deciso di scommettere) e quella dell’alleanza organica con l’una o l’altra parte politica presente al ballottaggio finale per l’Eliseo. La socialista Ségolène Royal (che al primo turno ha avuto il 25,83 per cento dei voti contro il 31,11 del leader della destra Nicolas Sarkozy) è la più attiva nel tentare di spingere Bayrou su questa seconda strada. I suoi collaboratori hanno fatto i conti e hanno maturato una convinzione: la candidata socialista deve – per entrare all’Eliseo - conquistare almeno 3,5 milioni di voti andati a Bayrou, ossia la metà del suo capitale elettorale. Sono tanti, ma a priori non è impossibile. Nella testa di Bayrou ci sono tre punti fermi: 1) come ha annunciato nella sua conferenza stampa di mercoledi, non sosterrà alcun candidato in occasione del ballottaggio, lasciando libertà di voto ai suoi elettori; 2) trasformerà immediatamente il suo vecchio partito di centrodestra (l’Union pour la Démocratie française, Udf) in un partito di centro e magari di centrosinistra, che si chiamerà Partito democratico; 3) lui personalmente (anche se non lo dice) preferisce la Royal a Sarkozy, ma al tempo stesso i quadri della vecchia Udf e molti suoi elettori la pensano in modo contrario per cui è probabile che il 6 maggio l’elettorato del leader centrista si divida sostanzialmente in tre parti: un terzo per la Royal, un terzo per Sarkozy e un terzo di astensionisti o schede bianche. Ségolène Royal parte da una posizione molto sfavorita a seguito dei risultati del primo turno. Le sue difficoltà sono di due tipi: 1) distacco di oltre cinque punti percentuali da Sarkozy; 2) soprattutto il fatto di avere “riserve” ridotte all’osso. I socialisti hanno avuto domenica scorsa un’emorragia di voti verso il candidato centrista Bayrou, che hanno compensato prelevando voti ai Verdi, ai comunisti e all’estrema sinistra trotzkista. L’insieme dell’area politica (peraltro eterogenea) alla sinistra dei socialisti era domenica scorsa dell’11 per cento. Come dire che anche assorbendo completamente queste sue presunte “riserve”, la Royal arriverebbe intorno al 37 per cento, mentre – ereditando i voti andati al rappresentante del partito dei cacciatori (1,15 per cento) e al cattolico tradizionalista Philippe de Villiers (2,24 per cento) - Sarkozy sarebbe già intorno al 35 senza calcolare i voti (10,5 per cento) di Le Pen. Probabilmente questi ultimi andranno per i due terzi a Sarkozy, mentre l’altro terzo sarà diviso a metà tra astensioni (o schede bianche) e voti alla Royal. Per compensare il proprio handicap, Ségolène Royal e il suo compagno segretario del Partito socialista François Hollande, fanno continuamente gli occhi dolci a quello stesso François Bayrou, che fino al 22 aprile trattavano sprezzantemente come “uomo di destra”. Domani, venerdi’ 27 aprile, ci sarà un incontro Bayrou-Royal, proposto da quest’ultima e accettato dal primo a condizione che avvenisse in pubblico, di fronte alle telecamere (Bayrou ha una gran paura di scottarsi le dita, passando per intrallazzatore). Ma la “coperta” della sinistra francese è più corta (o meno elastica) di quella della sinistra italiana: se ci si sposta da una parte, si resta scoperti dall’altra. In ogni caso l’11 per cento dei voti della sinistra verde-comunista-trotzkista-antimondialista non andrà compattamente alla Royal: probabilmente un elettore su cinque si asterrà e uno su dieci voterà Sarkozy. Se pero’ ci sarà un netto spostamento centrista della Royal, gli astenuti potrebbero aumentare. La sensazione del cronista è sempre la stessa: Sarkozy è senza dubbio il favorito, ma la partita è ancora molto aperta. Una partita sul cui esito influiranno anche le considerazioni relative alla prossima scadenza elettorale: la consultazione (in programma per le domeniche 10 e 17 giugno) per la scelta dei 577 membri dell’Assemblea nazionale, ossia del solo ramo del Parlamento francese eletto a suffragio universale diretto. In quel tipo di elezione (maggioritario a doppio turno) il gioco delle alleanze è fondamentale già prima del voto: finora i neogollisti e i liberali dell’Udf si erano divisi le circoscrizioni, presentando in ciascuna di esse un solo candidato per tutto il centrodestra. Il prossimo giugno ci saranno 577 candidati fedeli a Sarkozy (tra cui gli ex Udf che hanno già abbandonato Bayrou o che si preparano a farlo), 577 del neonato Partito democratico francese (fedeli a Bayrou), 577 del Front national e 577 della sinistra (frutto di un’intesa per la ripartizione delle circoscrizioni già stipulata tra socialisti, Verdi, comunisti, radicali e membri del Movimento dei cittadini). La stagione elettorale francese è ancora lunga. Molto lunga. E le sorprese sono sempre in agguato. [...]
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