di Alberto Toscano da Parigi
Il leader centrista François Bayrou sorride malgrado la sconfitta. Domenica scorsa ha avuto quasi sette milioni di voti, corrispondenti a quasi il 19 per cento. Adesso ha il problema di investire – e soprattutto di mantenere – questo considerevole capitale elettorale. Davanti a lui ci sono due strade: quella dell’indipendenza (su cui ha già deciso di scommettere) e quella dell’alleanza organica con l’una o l’altra parte politica presente al ballottaggio finale per l’Eliseo. La socialista Ségolène Royal (che al primo turno ha avuto il 25,83 per cento dei voti contro il 31,11 del leader della destra Nicolas Sarkozy) è la più attiva nel tentare di spingere Bayrou su questa seconda strada. I suoi collaboratori hanno fatto i conti e hanno maturato una convinzione: la candidata socialista deve – per entrare all’Eliseo - conquistare almeno 3,5 milioni di voti andati a Bayrou, ossia la metà del suo capitale elettorale. Sono tanti, ma a priori non è impossibile.

Nella testa di Bayrou ci sono tre punti fermi: 1) come ha annunciato nella sua conferenza stampa di mercoledi, non sosterrà alcun candidato in occasione del ballottaggio, lasciando libertà di voto ai suoi elettori; 2) trasformerà immediatamente il suo vecchio partito di centrodestra (l’Union pour la Démocratie française, Udf) in un partito di centro e magari di centrosinistra, che si chiamerà Partito democratico; 3) lui personalmente (anche se non lo dice) preferisce la Royal a Sarkozy, ma al tempo stesso i quadri della vecchia Udf e molti suoi elettori la pensano in modo contrario per cui è probabile che il 6 maggio l’elettorato del leader centrista si divida sostanzialmente in tre parti: un terzo per la Royal, un terzo per Sarkozy e un terzo di astensionisti o schede bianche.
Ségolène Royal parte da una posizione molto sfavorita a seguito dei risultati del primo turno. Le sue difficoltà sono di due tipi: 1) distacco di oltre cinque punti percentuali da Sarkozy; 2) soprattutto il fatto di avere “riserve” ridotte all’osso. I socialisti hanno avuto domenica scorsa un’emorragia di voti verso il candidato centrista Bayrou, che hanno compensato prelevando voti ai Verdi, ai comunisti e all’estrema sinistra trotzkista. L’insieme dell’area politica (peraltro eterogenea) alla sinistra dei socialisti era domenica scorsa dell’11 per cento. Come dire che anche assorbendo completamente queste sue presunte “riserve”, la Royal arriverebbe intorno al 37 per cento, mentre – ereditando i voti andati al rappresentante del partito dei cacciatori (1,15 per cento) e al cattolico tradizionalista Philippe de Villiers (2,24 per cento) - Sarkozy sarebbe già intorno al 35 senza calcolare i voti (10,5 per cento) di Le Pen. Probabilmente questi ultimi andranno per i due terzi a Sarkozy, mentre l’altro terzo sarà diviso a metà tra astensioni (o schede bianche) e voti alla Royal.

Per compensare il proprio handicap, Ségolène Royal e il suo compagno segretario del Partito socialista François Hollande, fanno continuamente gli occhi dolci a quello stesso François Bayrou, che fino al 22 aprile trattavano sprezzantemente come “uomo di destra”. Domani, venerdi’ 27 aprile, ci sarà un incontro Bayrou-Royal, proposto da quest’ultima e accettato dal primo a condizione che avvenisse in pubblico, di fronte alle telecamere (Bayrou ha una gran paura di scottarsi le dita, passando per intrallazzatore). Ma la “coperta” della sinistra francese è più corta (o meno elastica) di quella della sinistra italiana: se ci si sposta da una parte, si resta scoperti dall’altra. In ogni caso l’11 per cento dei voti della sinistra verde-comunista-trotzkista-antimondialista non andrà compattamente alla Royal: probabilmente un elettore su cinque si asterrà e uno su dieci voterà Sarkozy. Se pero’ ci sarà un netto spostamento centrista della Royal, gli astenuti potrebbero aumentare. La sensazione del cronista è sempre la stessa: Sarkozy è senza dubbio il favorito, ma la partita è ancora molto aperta.

Una partita sul cui esito influiranno anche le considerazioni relative alla prossima scadenza elettorale: la consultazione (in programma per le domeniche 10 e 17 giugno) per la scelta dei 577 membri dell’Assemblea nazionale, ossia del solo ramo del Parlamento francese eletto a suffragio universale diretto. In quel tipo di elezione (maggioritario a doppio turno) il gioco delle alleanze è fondamentale già prima del voto: finora i neogollisti e i liberali dell’Udf si erano divisi le circoscrizioni, presentando in ciascuna di esse un solo candidato per tutto il centrodestra. Il prossimo giugno ci saranno 577 candidati fedeli a Sarkozy (tra cui gli ex Udf che hanno già abbandonato Bayrou o che si preparano a farlo), 577 del neonato Partito democratico francese (fedeli a Bayrou), 577 del Front national e 577 della sinistra (frutto di un’intesa per la ripartizione delle circoscrizioni già stipulata tra socialisti, Verdi, comunisti, radicali e membri del Movimento dei cittadini). La stagione elettorale francese è ancora lunga. Molto lunga. E le sorprese sono sempre in agguato.
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- Giovedì 26 Aprile 2007


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Commenti
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Il 26 Aprile 2007 alle 15:58 enricototi ha scritto:
Ehm, non è molto chiaro… ci vorrebbe uno disegnino.
Il 27 Aprile 2007 alle 11:11 ermete_di_fraia ha scritto:
Scusate ma che a questa data ci sia un incontro pubblico (davanti a telecamere) tra bayrou (!) e royal mi pare quantomeno surreale, e infatti mi pare non sia vero: Bayrou è a casa, oramai è stato eliminato, perchè mai dovrebbe parlare in televisione?
Il 27 Aprile 2007 alle 12:00 redazione ha scritto:
Il (possibile) dibattito tv tra Bayrou e Royal ha tenuto banco in questi ultimi giorni in Francia. Così l’Ansa ieri sera:
http://www.panorama.it/app/ric.....iendase=20
Ecco invece un lancio Reuters di qualche minuto fa:
“E’ stato cancellato il dibattito tv previsto sabato prossimo tra il leader centrista François Bayrou, terzo al primo turno delle presidenziali francesi, e la candidata socialista Ségolène Royal. La decisione, annunciata ieri sera, infiamma il clima elettorale, con Bayrou che accusa lo sfidante di centrodestra al ballottaggio, Nicolas Sarkozy, di aver fatto pressione sulle emittenti televisive. (….)”
Il 27 Aprile 2007 alle 12:23 ermete_di_fraia ha scritto:
Capisco. Forte la Reuters, lancia a mezzogiorno le notizie annunciate ieri sera…
Il 30 Aprile 2007 alle 11:44 Primo maggio alla francese: tiene banco la campagna elettorale » Panorama.it – Mondo ha scritto:
[...] La festa del primo maggio capita nel bel mezzo della campagna elettorale in vista del ballottaggio per l’Eliseo, ma in Francia i sindacati e i partiti di sinistra hanno non poche difficoltà a mobilitarsi in occasione del giorno dei lavoratori. A Parigi scenderà invece in piazza, come al solito, il leader dell’estrema destra Jean-Marie Le Pen, che nel primo giorno di maggio festeggia ogni anno Giovanna d’Arco. Il corteo del Front national si svolge sulla riva destra della Senna e passa accanto al monumento dorato dell’eroina nazionale francese, vicino al Louvre. Quest’anno Le Pen sogna di lanciare un segnale forte dopo la batosta elettorale del primo turno: è arrivato al quarto posto col 10,5 per cento dei voti, mentre alle elezioni presidenziali di cinque anni fa era riuscito a qualificarsi per il ballottaggio con quasi il 17 per cento. Ormai sta per passare la mano alla figlia Marine e per lui questa manifestazione in onore di Giovanna d’Arco ha il sapore di un addio, all’età di quasi 79 anni. Un addio che costituisce un sospiro di sollievo per quattro francesi su cinque. Proprio il destino dei voti lepenisti (in calo rispetto al 2002, ma pur sempre tanti) è uno degli elementi destinati a caratterizzare la campagna elettorale in vista del secondo turno, in calendario per domenica 6 maggio. Siccome la campagna elettorale si svolge ormai sul terreno politico del centro, che sia Nicolas Sarkozy sia Ségolène Royal tentano di sedurre, c’è la possibilità che una parte significativa di coloro che il 22 aprile si sono espressi per l’estremista Le Pen scelgano il 6 maggio la via dell’astensione. Questa circostanza danneggerebbe ovviamente Sarkozy, che dovrebbe comunque ereditare la maggioranza delle schede andate al primo turno al leader dell’estrema destra. Però Le Pen è molto irritato nei confronti di Sarkozy, che gli ha già succhiato parecchi suffragi, e così potrebbe approfittare del discorso della Festa dei lavoratori, che per lui è appunto il giorno di Giovanna d’Arco, allo scopo di rifilargli qualche frase al vetriolo. Più che un’ipotesi, si tratta di una certezza. Resta da vedere quali saranno le conseguenze di quelle frecce avvelenate sul comportamento dei 3,8 milioni di francesi che al primo turno si sono espressi per il fondatore e presidente del Front national. Ovviamente il Primo maggio la Francia si ferma per celebrare la festa del lavoro. Lo spettacolo offerto dai sindacati, soprattutto a Parigi, testimonia tuttavia la loro debolezza più che la loro forza. Le principali confederazioni festeggiano abitualmente il Primo maggio ciascuna per proprio conto e i cortei raggruppano poche migliaia di persone. Niente a che vedere con lo spettacolo di forza e di unità che offrono di solito le confederazioni sindacali italiane in questa stessa occasione. In realtà il Primo maggio è un riflesso della crisi sindacale francese: la stragrande maggioranza dei lavoratori del settore privato non ha tessere sindacali. La base delle confederazioni Cgt (legatissima al Partito comunista, formazione politica che al primo turno delle presidenziali ha avuto appena l’1,94 per cento dei voti pur avendo presentato la propria segretaria generale Marie-George Buffet), Cfdt e Force Ouvrière (che gravitano in un’area socialista), è costituita da dipendenti del settore pubblico. Soprattutto alle ferrovie, alle poste e all’azienda elettrica Edf la forza della Cgt e delle altre confederazioni sindacali è molto rilevante. Al gruppo automobilistico privato Peugeot-Citroën un lungo sciopero per ragioni salariali, voluto dalla Cgt anche per riscaldare il clima sociale in vista delle presidenziali, è invece fallito alla vigilia di questa tornata elettorale. In Francia tutta quanta la dimensione partecipativa dei cittadini alla politica è ridotta a un lumicino. Il Partito socialista aveva due anni fa circa 100 mila iscritti pur controllando le due maggiori città del Paese (Parigi e Lione) nonché 20 regioni su 22. Poi il segretario François Hollande, compagno di Ségolène Royal, ha lanciato una campagna di tesseramento a prezzi stracciati e persino via internet, circostanza che ha praticamente raddoppiato il numero degli iscritti, con conseguenze favorevolissime alla Royal quando, lo scorso 16 novembre, i membri del Ps hanno votato per scegliere il candidato all’Eliseo in occasione delle loro primarie. Non molto diversi sono stati i metodi impiegati da Nicolas Sarkozy per gonfiare negli ultimi due anni i membri del partito di destra Union pour un Mouvement populaire (Ump), formazione politica che aveva da sola la maggioranza assoluta nell’Assemblea nazionale uscente. I membri dell’Ump erano circa 150 mila un paio d’anni fa e sono anch’essi pressoché raddoppiati. Malgrado tutto, i membri dei partiti politici francesi sono ancora ben pochi in un Paese di oltre 60 milioni d’abitanti. E in più resta da capire dove finiranno tutti questi nuovi iscritti dopo questa intensa primavera elettorale francese. [...]
Il 2 Maggio 2007 alle 15:04 Francia: tutti davanti alla tv per la sfida tra Nicolas e Ségolène » Panorama.it – Mondo ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: I risultati del primo turno - Primo maggio alla francese: tiene banco la campagna elettorale- Sarkozy è il favorito, ma la partita è ancora molto aperta - Corsa all’Eliseo: Bayrou arbitro della partita tra Sarkozy e Royal - Effetto blog - Sarkozy: “Non farò un governo all’italiana con troppi ministri” - La Francia al voto riscopre il patriottismo - Videosatira: tutti contro Sarkolène - Piccola guida alle elezioni francesi - Guarda la GALLERY e i VIDEO . Il FORUM [...]
Il 4 Maggio 2007 alle 13:57 La rincorsa di Ségolène per vincere. E per non perdere anche il partito » Panorama.it – Mondo ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Confronto tv: a impallidire sono i nostri leader - Il Presidente che verrà nella Francia che fa da sè - La grande attesa per il dibattito televisivo - Primo maggio alla francese - I risultati del primo turno - Sarkozy è il favorito, ma la partita è ancora molto aperta - Corsa all’Eliseo: Bayrou arbitro della partita tra Sarkozy e Royal - Effetto blog - Sarkozy: “Non farò un governo all’italiana con troppi ministri” - La Francia al voto riscopre il patriottismo - Videosatira: tutti contro Sarkolène - Piccola guida alle elezioni francesi - Guarda la GALLERY e i VIDEO . Il FORUM [...]
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