di Alberto Toscano da Parigi
Il dibattito di stasera è destinato a ottenere una audience d’altri tempi: roba da canale televisivo unico nazionale. Si parla addirittura di 23 milioni di francesi con gli occhi puntati di fronte alle telecamere. Eppure il risultato di pareggio è molto probabile. Poi, il 6 maggio, verranno i tempi supplementari, ma stavolta gli spettatori diventeranno protagonisti del duello tra Nicolas Sarkozy e Ségolène Royal, paladini rispettivamente della destra e della sinistra (leggi lo speciale Presidenziali 2007). Domenica sera alle otto comparirà sugli schermi la sagoma del vincitore, che avrà in tasca (o nella borsetta) le chiavi dell’Eliseo per cinque anni.
L’idea dei dibattiti elettorali francesi ha cominciato ad avere un senso con la Quinta Repubblica e in particolare con l’elezione del capo dello Stato a suffragio universale diretto. Il primo dibattito-show ha avuto luogo nel 1974 ed ha avuto per protagonisti Valéry Giscard d’Estaing per la destra e François Mitterrand per la sinistra. Quest’ultimo ha tentato di commuovere i connazionali descrivendo con un lirismo d’altri tempi le tristi condizioni del popolo lavoratore e Giscard l’ha infilzato con una frase ad effetto: “Lei non ha il monopolio del cuore!”. Stessi attori e scenario opposto allo spettacolo elettorale del 1981, con Mitterrand che stavolta riesce a infilzare Giscard grazie a una frase ironica sul cattivo stato delle finanze pubbliche: “Lei è l’uomo del deficit!”. Durissima la sfida del 1988 tra Mitterrand e Jacques Chirac, letteralmente stracciato dalla verve del presidente socialista uscente. Cavalleresco è stato invece il duello del 1995 tra Chirac e il leader socialista Lionel Jospin. Nel 2002 il duello non c’è stato perché Chirac ha rifiutato di discutere col leader dell’estrema destra Jean-Marie Le Pen, qualificatosi per il ballottaggio.
Stavolta tutto è pronto per la liturgia radiotelevisiva della grande sfida tra i due pretendenti all’Eliseo. Diversamente dai loro predecessori, Nicolas Sarkozy e Ségolène Royal sono nati quando la televisione già funzionava e non hanno alcuna particolare timidezza di fronte alla “scatola magica” della comunicazione di massa. Però sono intimiditi l’uno dall’altra. Si temono e certamente non si amano. Lo spettacolo promette bene.
LEGGI ANCHE: I risultati del primo turno - Primo maggio alla francese: tiene banco la campagna elettorale- Sarkozy è il favorito, ma la partita è ancora molto aperta - Corsa all’Eliseo: Bayrou arbitro della partita tra Sarkozy e Royal - Effetto blog - Sarkozy: “Non farò un governo all’italiana con troppi ministri” - La Francia al voto riscopre il patriottismo - Videosatira: tutti contro Sarkolène - Piccola guida alle elezioni francesi - Guarda la GALLERY e i VIDEO . Il FORUM
- Mercoledì 2 Maggio 2007

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Commenti
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Il 2 Maggio 2007 alle 17:51 missvonclausewitz ha scritto:
Già me li vedo, litigheranno sui temi del maggio ‘68. Sempre meglio degli italiani, che ancora litigano su fascismo e comunismo.
Il 2 Maggio 2007 alle 18:04 gustaveflaubert ha scritto:
Sarà uno spettacolo, almeno per chi capisce un po’ di francese e vede la tv col satellite o con un collegamento a internet veloce (nel caso, collegarsi a http://www.france2.fr).
Il 2 Maggio 2007 alle 18:14 gustaveflaubert ha scritto:
cioè qui: http://video-direct.france2.fr......php?id=35
Il 2 Maggio 2007 alle 21:14 persefone ha scritto:
Miracolo, lo danno anche in italia su La7, con traduzione simultanea. Bel colpo, la rai dorme. Royal in gran forma.
Il 2 Maggio 2007 alle 23:28 gustaveflaubert ha scritto:
Ma no, la7 ha trasmesso solo dieci minuti, poi l’informazione tv italiana è sprofondata nel solito marasma di reality show, fiction e filmetti sciapi.
:-)
Peccato. Royal in gran forma, è vero.
Il 3 Maggio 2007 alle 15:36 Il Presidente che verrà nella Francia che fa da sè » Panorama.it – Mondo ha scritto:
[...] Il dibattito radiotelevisivo tra Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy era il momento più atteso della campagna elettorale verso il secondo turno delle presidenziali, in programma per domenica 6 maggio. Adesso che le bocce sono ferme, la stampa francese fa i conti e si divide in due parti: quella di sinistra canta vittoria, pensando che la candidata socialista sia riuscita a prevalere sul rivale; quella di centro e quella di destra tendono a parlare di un verdetto in equilibrio quasi perfetto. Anche i giornali più vicini a Nicolas Sarkozy si limitano a decretare il “pari”, ma non osano ipotizzare la vittoria del loro beniamino. Del resto Sarkozy è stato il primo a non cercare di vincere: voleva lo zero a zero perché sapeva d’essere già in vantaggio nei sondaggio. Voleva lo zero a zero e in fin dei conti lo ha ottenuto. Il suo comportamento di fronte alle telecamere è stato ispirato alla massima prudenza, allo scopo di rintuzzare con i fatti le critiche alla sua presunta arroganza. Opposto il comportamento della Royal, partita immediatamente all’attacco con l’intenzione di mostrarsi efficace e grintosa, col rischio di passare talvolta per un po’ eccessiva nella scelta dei propri toni. Dalla partita radiotelevisiva francese di mercoledì sera (durata due ore e quaranta minuti) emerge la sensibilità francese a guardare all’interno ben più che all’esterno dei confini nazionali. Oggi più che mai, la Francia vede il resto del mondo attraverso la lente deformante del proprio ombelico. La Francia fa da sé. Non a caso è stata l’unico Paese al mondo a imporre la riduzione dell’orario lavorativo settimanale a 35 ore senza riduzione del salario. Nel 1997, quando il governo di sinistra ha imboccato quella strada, sembrava un’idea geniale, ma poi si è visto che i lavoratori – che ovviamente non hanno potuto ottenere aumenti del salario, avendo già avuto la riduzione dell’orario – sono stati i primi a protestare contro la legge delle 35 ore, voluta dal governo di sinistra di cui faceva parte Ségolène Royal. La Francia di oggi è impregnata di nazionalismo in ogni sua componente politica (o quasi). Questo vale anche a destra, dove si parla in continuazione di “patriottismo economico” e si afferma che “l’Europa dev’essere la Francia in grande”. Piaccia o non piaccia ai supporter italiani di Ségolène Royal e di Nicolas Sarkozy (che talvolta sembrano comportarsi come veri e propri tifosi di una squadra di calcio), la loro visione dell’Europa è tutto fuorché “europeista”: ciascuno dei due vuole tentare di imporre ai ventisei partner comunitari il punto di vista e la leadership di Parigi. Sarkozy e la Royal si illudono che l’Europa unita possa continuare a ruotare attorno all’asse della Senna. Nel dibattito radiotelevisivo del 3 maggio le tematiche comunitarie hanno avuto un posto largamente secondario, ma nonostante questo sia Sarkozy sia la Royal hanno avuto l’opportunità per ribadire l’idea secondo cui dal loro punto di vista la Costituzione comunitaria (già ratificata da 18 Stati su 27) è praticamente carta straccia. La differenza sta nel fatto che la Royal vuole imporre ai partner una completa rinegoziazione del Trattato, che verrebbe poi ratificato dalla Francia con un nuovo referendum, mentre Sarkozy punta a estrapolare dal testo attuale alcuni elementi fondamentali, dando vita a un trattato “semplificato”, che Parigi ratificherebbe poi per via parlamentare. Questa differenza era già nota, ma è importante che ciascuno abbia ribadito le proprie posizioni di fronte agli elettori. LEGGI ANCHE: La grande attesa per il dibattito televisivo - Primo maggio alla francese - I risultati del primo turno - Sarkozy è il favorito, ma la partita è ancora molto aperta - Corsa all’Eliseo: Bayrou arbitro della partita tra Sarkozy e Royal - Effetto blog - Sarkozy: “Non farò un governo all’italiana con troppi ministri” - La Francia al voto riscopre il patriottismo - Videosatira: tutti contro Sarkolène - Piccola guida alle elezioni francesi - Guarda la GALLERY e i VIDEO . Il FORUM [...]
Il 1 Agosto 2007 alle 5:14 link ha scritto:
hello…
i agree…
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