
C’era bisogno di uno sguardo irriverente, come quello di Serra Yilmaz, per accorgersi che quanto sta accadendo in Turchia non è esattamente ciò che potrebbe sembrare: soltanto un altro capitolo della lotta globale tra laici e democratici (sostenuti dall’esercito) e islamisti (sostenuti dal premier Tayip Erdogan). Le cose sono in realtà più complesse, sfumate, soggette a interpretazioni differenti. Almeno a sentire questa brava (e laicissima) attrice turca, amica personale di Ferzan Ozpetek, diventata nota al grande pubblico grazie a film campioni al botteghino quali Le Fate Ignoranti (2001) e La finestra di Fronte (2002).
Il fronte laico, sostenuto dai militari, è sceso in piazza - raccontano le cronache - a difesa della laicità dello Stato e della democrazia minacciate dagli islamisti. Le cose stanno così?
La verità è che questo governo islamico esiste solo grazie al golpe del 1980 che ha schiacciato tutte le forze di sinistra e favorito le forze di destra e gli islamisti. E ora l’esercito dice di mobilitarsi a favore della democrazia? Ma che, scherziamo? E ora ci vengono a dire che la laicità dello Stato è in pericolo? Sai come rispondo ai generali? Semplicemente con un… (segue insulto, ndr).
Eppure, ci sono anche partiti progressisti e non militaristi nel fronte laico contrario a un presidente della Repubblica musulmano…
Progressisti? Chi? Dove? Il partito socialdemocratico (si riferisce al Partito Repubblicano del Popolo fondato da Ataturk, ndr) è tale quale al partito fascista. Potrebbero anche fondersi.
Ti senti più garantita dal partito islamico di Erdogan, dunque?
Non mi sento più garantita da nessuno. Ma se dobbiamo stare nelle regole della democrazia dobbiamo accertarne le conseguenze, anche se non siamo d’accordo. Se devono fare un presidente della repubblica islamico lo facciano, insomma. E guarda che io non sono mica islamista.
Che ruolo ha giocato l’Europa finora?
In tutta questa faccenda anche l’Europa ha le sue colpe: è stata ipocrita, su Cipro, sulla questione curda, sull’ingresso nell’Ue favorendo così il nazionalismo e l’islamismo in Turchia. Contenti loro…
Che cosa ti auguri per il tuo Paese?
Mi auguro che i militari ritornino nelle caserme, che la smettano di decidere che cosa è bene e che cosa è male per la Turchia. Mi ricordo bene il golpe del 1980. Mi ha cambiato la vita. Che ora siano loro, i militari, a pagare. Invece i golpisti di allora se ne stanno tutti a piede libero. E dettano legge, arrivando anche a scendere in piazza per la democrazia.
Quali sono i tuoi ricordi del golpe del 1980?
Lavoravo per un giornale di sinistra. Mi sono ritrovata disoccupata, come il mio ex marito, che invece collaborava con il sindacato. Era già stato torturato, arrestato, sottoposto a giudizio dopo un processo farsa come quello del Reichstag. Dopo il golpe lo hanno di nuovo arrestato. E ora quegli stessi militari che hanno rovinato la mia vita si spacciano per i più grandi difensori della democrazia. Almeno in Cile Pinochet ha subito un processo. Qui da noi, invece…
Se tu dovessi votare ora che cosa voteresti?
Non c’è un partito che possa votare. O forse sì, un partito che conquista solo lo 0,2 per cento dei consensi.
- Mercoledì 2 Maggio 2007

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Commenti
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Il 3 Maggio 2007 alle 11:43 ermete_di_fraia ha scritto:
Chapeau.
Il 11 Maggio 2007 alle 16:45 Turchia: elezioni anticipate, clima incandescente » Panorama.it – Mondo ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: L’intervista all’attrice Serra Yilmaz - Voci dalla Turchia [...]
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