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Nicolas Sarkozy: il nuovo re di Francia

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  • Tags: francia, nicolas sarkozy, presidenziali-2007, segolene-royal
  • 13 commenti


di Alberto Toscano da Parigi
Nicolas Sarkozy ha conquistato l’Eliseo, sconfiggendo al ballottaggio Ségolène Royal. Il nuovo presidente francese è nato a Parigi il 28 gennaio 1955 da una famiglia di origine ungherese, circostanza che in questa campagna elettorale gli è stata sprezzantemente rinfacciata dal leader dell’estrema destra Jean-Marie Le Pen. Il suo nome esatto, che denota appunto l’origine della sua famiglia paterna, è Nicolas Sarközy de Nagy-Bocsa. Ha avuto due figli dal primo matrimonio e uno dal secondo, avvenuto nel 1996 con una signora d’origine spagnola, Cecilia Ciganer-Albeniz. Ha studiato scienze politiche e legge, scegliendo la professione di avvocato. Scelta quanto mai teorica, visto che fin da ragazzo si è prefisso l’obiettivo della carriera politica e ha manifestato opinioni di centrodestra. Nel dicembre 1976 Jacques Chirac ha rifondato il gollismo, creando il Rassemblement pour la République (Rpr) e nel 1977, all’età di 22 anni, Nicolas Sarkozy faceva già parte del Comitato centrale di questa formazione, divenendone l’anno seguente il responsabile del settore giovanile.

Inizia l’ascesa
Nicolas Sarkozy
Nel 1983 eccolo ottenere la sua prima carica elettiva di rilievo: diventa sindaco di Neuilly-sur-Seine, una delle località più chic degli immediati dintorni di Parigi (si passa di lì per andare da Parigi alla Défense). Nel 1988 fa il suo ingresso all’Assemblea nazionale, ma il centrodestra è all’opposizione. Viene rieletto nel 1993 quando il centrodestra conquista la maggioranza e lui diventa ministro del Bilancio e portavoce del governo del primo ministro Edouard Balladur. Alle presidenziali del 1995 c’è la rottura tra i due neogollisti Balladur e Chirac. Sarkozy si schiera col primo, che però perde le elezioni. E’ l’inizio di un periodo difficilissimo, caratterizzato dalla vendetta di Chirac contro quel giovane considerato irriconoscente (e anche peggio). Alle presidenziali del 2002 Sarkozy sostiene Chirac e sogna di diventare primo ministro. Niente da fare: gli viene attribuito il ministero dell’Interno.

Finisce l’era Chirac

Fino all’ultimo Chirac tenterà di trovare un candidato di centrodestra per sbarrare la strada a Sarkozy. Inutilmente. Alla fine sosterrà anche lui il nuovo padrone del partito neogollista, che nel frattempo s’è fuso con una parte dei liberali e che si è ribattezzato Union pour un Mouvement populaire (Ump). I francesi apprezzano Sarkozy, che nella scorsa legislatura è stato anche ministro dell’Economia e che è divenuto presidente dell’Ump nel 2004, per la sua determinazione, ma lo temono per l’aggressività del suo carattere. In questa campagna lui li ha tranquillizzati ripetendo in continuazione: “Io sono cambiato”. Vedremo.

Il primo discorso da Presidente di Nicolas Sarkozy


Qui il suo programma, in 15 punti (in francese)

Qui le sue idee dalla A alla Z:
Abécédaire des propositions de Nicolas Sarkozy

Qui la tv on line che ha raccontato la sua campagna elettorale e ora la sua vittoria:

SARKOZY.FR

LEGGI ANCHE: La Francia vota, si prepara una notte di festa e di tensione - La Francia scopre il conflitto d’interessi - La rincorsa di Ségolène - Confronto tv: a impallidire sono i nostri leader - Il Presidente che verrà nella Francia che fa da sè - La grande attesa per il dibattito televisivo - Primo maggio alla francese - I risultati del primo turno - Sarkozy è il favorito, ma la partita è ancora molto aperta - Corsa all’Eliseo: Bayrou arbitro della partita tra Sarkozy e Royal - Effetto blog - Sarkozy: “Non farò un governo all’italiana con troppi ministri” - La Francia al voto riscopre il patriottismo - Videosatira: tutti contro Sarkolène - Piccola guida alle elezioni francesi - Guarda la GALLERY e i VIDEO . Il FORUM
Nicolas Sarkozy

  • redazione
  • Domenica 6 Maggio 2007

Vedi anche:

  • [Elezioni Francia 2012] La tournée europea di François Hollande - L'ANALISI
Francia il giorno dopo. Gli sconfitti: Ségolène, le primarie e Le Pen »
« La Francia vota: si prepara una notte di festa. E di tensione

Commenti

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Il 7 Maggio 2007 alle 9:53 voltaire ha scritto:

penso solo che i francesi si sono dimostrati meno coglioni degli italiani, come si fa a farsi prendere dai fondelli dal sig. prodi e co??
sentite l’ultima dopo essere intervenuto ai comizi della royal chiedendo ai francesi di votare per lei, ora scrive lettere di stima a sarko senza vergogna mah!! per non parlare che tutta la gauche ha confrontato sarko a berlusconi, credendo che la demonizzazione fatta dagli amici sinistri potesse influenzare i francesi non li hanno nemmeno cac.., questo fa della Francia un gran paese;dove i prodi ,i diliberto,i d alema ecc.. ecc..sono dei benemeriti residui d’un comunismo morto e seppellito, e impresentabili

Il 7 Maggio 2007 alle 10:32 voltaire ha scritto:

ignor direttore di panorama. guardi che il seppellire il 68 del sig. sarko metamorficamente intende : seppellire i d alema and company che ancora oggi ci governano, e ristabilire nella scuole il rispetto verso gli insegnanti che il 68 ha spazzato via ;
con stima voltaire

Il 7 Maggio 2007 alle 10:43 voltaire ha scritto:

(metaforicamente)

Il 7 Maggio 2007 alle 11:20 georgew ha scritto:

La soddisfazione per la vittoria di Sarkozy in Francia è grande, ma parzialmente ‘oscurata’ dal pensiero triste che Berlusconi potrebbe essere lui
il Sarkò italiano, se solo ci fosse anche
qui una repubblica presidenziale, anziché
un ‘asfissiante’ parlamentarismo voluto
dalla nostra Costituzione. Evidentemente
in Italia ci sta bene che nessuno possa
mai decidere qualcosa, impedito e ricattato
dai veti ‘incrociati’, sia di destra che di sinistra.

Il 7 Maggio 2007 alle 11:20 peewee ha scritto:

Paragonare Berlusca a Sarko equivale a fare un GROSSO complimento al nostro ex premier. Magari averne di uomini (o donne) politici come Sarkozy e la Royal in Italia.

Il 7 Maggio 2007 alle 12:35 Francia il giorno dopo. Gli sconfitti: Ségolène, le primarie e Le Pen » Panorama.it – Mondo ha scritto:

[...] Nicolas Sarkozy: il nuovo re di Francia [...]

Il 7 Maggio 2007 alle 13:22 ermete_di_fraia ha scritto:

Attenzione, Sarkozy è parecchio lontano dalla destra italiana. Per dire. Sarkozy non è contrario ai PACS. Sarkozy ha partecipato molte alle cerimonie della Resistenza francese. Al contrario della destra italian, Sarkozy è assai agguerrito contro ogni tipo di evasione fiscale. Infine Sarkozy “è sempre stato europeista” (lo ha detto nel suo discorso). E via di questo passo. Insomma, se il modello è Sarkozy, gli italiani hanno molta strada da fare.

Il 7 Maggio 2007 alle 19:13 Blair si congratula con Sarkozy. Con un video su Youtube » Panorama.it – Mondo ha scritto:

[...] Tony Blair si è congratulato con il neo presidente francese Nicolas Sarkozy, uno dei “migliori leader della nuova generazione in Europa”. E fin qui, nulla di imprevedibile. Il modo utilizzato da Blair per complimentarsi è però irrituale. Il premier britannico, uscito sconfitto dalle recenti elezioni amministrative, ha infatti inviato a Sarkozy un videomessaggio (in duplice versione: inglese e francese) attraverso Youtube, il popolare sito di condivisione dei video. È probabile che il premier britannico abbia usato anche altri e più formali canali per complimentarsi con Nicolas, ma il fatto che un primo ministro si presenti in camicia e senza cravatta davanti a una telecamera con l’obiettivo di andare in onda su Internet, e non sulla Bbc, è comunque significativo. Nel videomessaggio Blair, tra le altre cose, si dice convinto che “Sarkozy vorrà costruire una buona e stretta partnership tra Gran-Bretagna e Francia per la crescita dei due paesi, per l’Europa e per il mondo intero”. [...]

Il 8 Maggio 2007 alle 23:30 AlessandraFontana ha scritto:

Come ho scritto nel “nostro” forum e nel mio blog, Sarkozy è una buona notizia per la Francia, per l’Europa e per l’Italia.

In questi giorni abbiamo parlato e festeggiato Nicholas Sarkozy, figlio di ungheresi, nipote di un greco di fede ebraica.
Abbiamo analizzato la sua linea dura contro l’immigrazione clandestina che prevede un giro di vite anche sui ricongiungimenti familiari (altro che “sponsor”…) ed il suo atteggiamento intransigente verso la criminalità che colpirà i plurirecidivi anche minorenni, altro che indulti. Il primo fu Blair “duro con il crimine e con le cause del crimine”
Abbiamo apprezzato la sua linea sul tema del lavoro, favorevole al mantenimento dell’orario di 35 ore come soglia minima, ma che intende detassare gli straordinari (con guadagni del 25% in più per i lavoratori) e il suo desiderio di introdurre l’obbligo di voto a scrutinio segreto per la prosecuzione di uno sciopero.
Abbiamo compreso che le sue riforme liberali incarnano l’idea che il potere debba essere esercitato con regole certe e questo ci è piaciuto molto.
Sarkozy modernizza la destra facendola diventare radical-conservatrice, una destra sociale unita ad una destra liberale, immaginando una Francia più liberista ma con uno Stato forte in primo piano.
Ci ha affascinato con la sua grande capacità comunicativa nel dialogare direttamente con i cittadini compatrioti, raccontando il suo programma nel dettaglio, dando però anche una visione simbolica della politica…
Il punto centrale delle parole di Sarkozy è stato quello di garantire il benessere a tutti i francesi ed agli immigrati che “ameranno la Francia”.

La sua vittoria è importante come quella dei Tory alle elezioni locali in Gran Bretagna e quella in Scandinavia o in Germania. Oggi il centrodestra è la modernità, l’innovazione, la globalizzazione e la sinistra troppo tecnocratica ed elitaria è distante ormai persino dai propri elettori. Lo stesso Zapatero ormai appartiene al passato.

E in Italia?
La sinistra dice di volersi unire, ma in realtà si divide in nuove formazioni ed è minoritaria dal punto di vista sociale, culturale prima ancora che politico
Ormai tutti hanno compreso che il bipolarismo è la strada maestra. Anche grazie alle elezioni francesi esce rafforzato e le tentazioni neo-centriste si dimostrano prive di prospettiva politica, vuote.
C’è un grande bisogno di innovazione, di rottura, di sicurezza civile e personale e la sinistra non può incarnare questi desideri. Non è legittimata a garantire questi argomenti per problemi culturali e storici.
Con la sinistra si entra nel tunnel dello scontro sociale (vi ricordate i ricchi che dovevano piangere??), del sussidio e del permissivismo, del “meno lavoro per tutti” e del assistenzialismo… e la gente vuole poche regole, ma certe.
Assistiamo a questo balletto patetico di accorpamento di un centro sgangherato ed una sinistra monca che non porterà nulla di vantaggioso al dialogo politico. Guardiamo sgomenti ad una sinistra radicale che cerca di incollare i pezzi… Tutto questo con i loro giornali, le loro televisioni ed i loro saltimbanco sempre pronti a urlare e strombazzare il nulla, perché di nulla si tratta.
Deprimente, e i risultati si vedono, ovviamente il governo è in caduta libera nel “sentire” della gente. Ma nel frattempo la nostra Patria soffre, il Parlamento è ingessato dalla paura di Prodi che teme i sinistri radicali ed i numeri risicati.

Non ho mai nutrito una simpatia sfrenata per i francesi, ma da qualche tempo ho addirittura una leggera sensazione di un vago sentimento di invidia. Eppure non sono un’invidiosa… ma apprezzo il loro amore per lo Stato, per l’ordine e la legalità, invidio il loro orgoglio nazionalistico.
Aspetto il ritorno di Silvio, voglio ancora essere fiera del mio Paese, del mio Premier.

Alessandra Fontana
http://alessandramariafontana......gspot.com/

Il 10 Maggio 2007 alle 13:03 Francia, tutti gli uomini (e le donne) del presidente » Panorama.it – Mondo ha scritto:

[...] di Alberto Toscano da Parigi I francesi hanno voltato le spalle a Ségolène Royal, che qualcuno aveva un po’ avventatamente dipinto come la nuova Giovanna d’Arco. Ma questo non è affatto un segno d’insensibilità a proposito del bisogno di colorare di rosa (rosa femminile, non rosa socialista) la vita politica nazionale. Tornato dalla vacanza in barca nelle acque maltesi, il presidente Nicolas Sarkozy, 52 anni, si prepara a varare il governo più femminile della storia di Francia. Un governo ristretto, guidato dal primo ministro François Fillon, 53 anni, e composto da altri 14 membri: 7 maschi e 7 femmine. Un governo la cui composizione testimonierà alcuni “messaggi” cari al neopresidente: alternanza generazionale, apertura alla società civile e appunto “femminilizzazione”. Sarkozy metterà alla testa del nuovo esecutivo un “gollista sociale” come Fillon, molto sensibile al tema del progresso delle classi meno agiate. Una scelta utile tra l’altro a tacitare tutti coloro che ipotizzano svolte “ultraliberali” della politica francese. Un altro personaggio proveniente dal ceppo del “gollismo sociale” è Michel Barnier, 56 anni, che fu presidente del Comitato organizzatore delle Olimpiadi d’inverno del 1992 ad Albertville e che è stato poi membro della Commissione comunitaria a Bruxelles. Nel 2004, quando il governo di centrodestra del primo ministro Jean-Pierre Raffarin era in cattive acque, Chirac ha chiamato Barnier a Parigi, nominandolo ministro degli Esteri. Barnier gli ha risposto: “Accetto solo se ho la promessa di mantenere quella carica fino al 2007″. Chirac glielo ha promesso e un anno dopo lo ha silurato, sacrificandolo (perché era troppo europeista) all’indomani del successo dei no al referendum del 29 maggio 2005 sulla ratifica della Costituzione europea. Adesso il ritorno di Barnier agli Esteri sarebbe un eccellente segnale all’Europa, anche se Nicolas Sarkozy - durante i suoi tre giorni di vacanza nelle acque maltesi, tra lunedì e ieri - avrebbe telefonato a Hubert Védrine, ex ministro degli Esteri del governo del primo ministro socialista Lionel Jospin, per proporgli una poltrona. Nuovo ministro del Lavoro e degli Affari sociali potrebbe essere - in segno d’ “apertura” - l’economista Eric Besson, 49 anni, che è stato fino allo scorso febbraio il responsabile nazionale del Partito socialista per i temi economici. Dimessosi in polemica col programma di Ségolène Royal, Besson ha poi sostenuto Sarkozy in campagna elettorale. Altro segno d’apertura sarebbe la nomina a ministro del centrista Christian Blanc, 65 anni, ex presidente di Air France. Ministro dell’Interno sarà Brice Hortefeux, 49 anni, che è il più fedele tra i fedelissimi di Sarkozy e che ne prenderà il posto su quella poltrona. Governo d’apertura si’, ma il ministero dell’Interno resta per Sarkozy il cortile di casa. Nel governo uscente una sola donna ha responsabilità di primo piano: Michèle Alliot-Marie, 60 anni, che è stata per un’intera legislatura titolare della Difesa. Non è escluso che Sarkozy e Fillon la confermino in tale ruolo, ma questa signora assai determinata (che ha l’hobby del paracadutismo) potrebbe anche atterrare all’Assemblea nazionale, diventandone la presidente per la legislatura destinata a scaturire dalle elezioni del 10 e del 17 giugno. Molto interessanti sono i nomi delle altre “papabili” alla testa di importanti dicasteri. È il caso di una persona che ha fama mondiale per le proprie capacità manageriali e che ha un passato di “prossimità” con la sinistra: la signora Anne Lauvergeon, 47 anni, attuale presidente di Areva, il gigante francese dell’industria nucleare civile. Dopo essere stata strettissima collaboratrice di François Mitterrand all’Eliseo nel periodo 1990-95, la Lauvergeon è stata nell’Olimpo della Banca d’affari Lazard ed è appunto passata ad Areva. La giurista di 41 anni Rachida Dati, figlia di genitori maghrebini e portavoce di Sarkozy in campagna elettorale, potrebbe assumere la guida del neocostituito “ministero dell’immigrazione e dell’identità nazionale”. Un posto di rilievo avrebbe anche Valérie Pecresse, che è attualmente la portavoce dell’Union pour un Mouvement populaire (Ump), il partito di Sarkozy. Tra le (non molte) donne di primo piano dell’Ump c’è poi Françoise de Panafieu, che è ufficialmente la candidata del partito alle elezioni dell’anno prossimo a sindaco di Parigi. Il suo ingresso nel governo libererebbe un posto prestigioso e assai conteso (anche se la giunta municipale uscente è di sinistra). Archiviate le presidenziali del 22 aprile e del 6 maggio, la formazione del nuovo governo è la tappa fondamentale della politica francese nella seconda metà di maggio. In giugno i francesi torneranno alle urne (ma stavolta l’astensione potrebbe essere elevata) per il rinnovo di 577 seggi dell’Assemblea nazionale, ossia del solo ramo del Parlamento eletto a suffragio universale diretto. Avendo dominato i rivali nella corsa all’Elseo - vittoria al primo turno col 31,11 per cento dei voti e al secondo col 53,06 per cento - Nicolas Sarkozy è in posizione di forza nel chiedere ai connazionali una chiara maggioranza parlamentare a sua immagine e somiglianza. Visto che il centrista François Bayrou - escluso dal ballottaggio malgrado il suo 18,7 per cento al primo turno - non raggiungerà probabilmente un accordo d’alleanza con i socialisti, il centrodestra “sarkozysta” avrà quasi certamente la maggioranza assoluta e potrebbe persino arrivare a quella dei due terzi. Allora Sarko’ sarà davvero il re di Francia. [...]

Il 22 Agosto 2007 alle 16:48 Sarkò, il mito della pubblica amministrazione francese e l’asso nella manica italiano » Panorama.it - Mondo ha scritto:

[...] All’inizio di quest’anno i responsabili del settore “riforma amministrativa” del ministero francese dell’Economia, delle Finanze e dell’Industria convocarono a Bercy – il quartiere parigino dove c’è l’imponente palazzo dei ministeri finanziari – i presidenti delle varie associazioni di giornalisti stranieri a Parigi. Obiettivo: esporre i risultati di un lavoro di studio e di prime iniziative pratiche condotte nel corso della legislatura che stava per concludersi. La loro analisi nei confronti del sistema amministrativo transalpino fu impietosa, da tutti i punti di vista. E tra i rilievi critici più pesanti formulati c’era soprattutto la difficoltà con cui il sistema della pubblica amministrazione (considerato in Italia e all’estero un modello di efficienza) riesce ad adattarsi alle più moderne tecnologie informatiche. Non a caso sarà proprio questo punto uno dei focus della futura Commissione Attali a cui dovrebbe partecipare anche l’ex ministro italiano della Funzione Pubblica Franco Bassanini. Una commissione che è stata però pensata da Nicolas Sarkozy in un’ottica assai più ampia della semplice riforma amministrativa. Jacques Attali, già braccio destro di François Mitterrand all’Eliseo e in seguito presidente della Bers (Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo) a Londra, la definisce così: “La Commissione è destinata a favorire le condizioni per la crescita dell’economia francese”. Non di semplice riforma della pubblica amministrazione si tratta, come è sembrato di capire leggendo stamani i quotidiani italiani: “Per me – ha proseguito l’economista e scrittore francese – i freni che limitano la crescita sono innumerevoli: dal modo in cui avviene la selezione delle élites dirigenti fino alle cosiddette rendite di posizione di cui beneficia una serie di professioni, dalle difficoltà della ricerca scientifica agli ostacoli alla creazione e al finanziamento delle imprese, dall’insufficiente mobilità sociale ai limiti all’ampliamento della popolazione attiva”. Attali ha anche precisato la sua intenzione di “organizzare in tutta libertà la composizione di tale commissione” per cui, dal suo punto di vista, qualsiasi intervento altrui (fosse anche del presidente Sarkozy) nella ricerca di altri membri di tale task-force sarebbe considerato inopportuno se non arbitrario. [...]

Il 28 Novembre 2007 alle 15:35 Francia, pugno duro contro il peer to peer: chi scarica va fuori dal Web » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:

[...] Chi scarica musica o film in modo illegale rischia di essere “radiato” da Internet. È questa in sintesi la proposta di legge preparata dal governo francese per bloccare alla nascita i tentativi di violazione del diritto d’autore attraverso il peer-to-peer. Per sostenerla si è mosso addirittura il presidente francese Nicolas Sarkozy in persona che ha usato parole dure, anzi durissime, contro il file sharing selvaggio: “Corriamo il rischio di essere testimoni di una massiccia distruzione della cultura”, ha dichiarato il numero uno dell’Eliseo, aggiungendo: “Internet non deve diventare un Far West high-tech, una zona senza regole dove i fuorilegge possono saccheggiare o peggio trafficare i prodotti nella più totale impunità”. Le nuove misure nascono da un accordo dalle larghe intese che coinvolge un po’ tutti i portatori di interesse del mercato: oltre agli organi istituzionali ci sono le etichette discografiche, gli studi cinematografici e i provider Internet. Proprio il consenso di questi ultimi costituirebbe un fattore decisivo nelle nuove norme per la caccia ai pirati. Finora, infatti, i fornitori di servizi Internet avevano evitato di intromettersi nelle beghe legali dei propri abbonati. Il giro di vite degli operatori d’Oltralpe dimostrerebbe però che i tempi sono cambiati e che nelle nuova strategia anti-pirateria c’è sempre più spesso il controllo attuato da chi fornisce e gestisce gli accessi a Internet. [...]

Il 4 Dicembre 2007 alle 18:34 Il diario di Segolene fa tremare i socialisti francesi » Panorama.it - Mondo ha scritto:

[...] “Non so ancora il luogo, né la data, ma so che un giorno ci ritroveremo”. “E vincerò”. Fedele al suo stile diretto ed empatico, dopo la sconfitta nelle presidenziali francesi, Segolene Royal si mette per la prima volta a nudo in un’autobiografia politica al veleno (’La mia storia più bella siete voi’) che sta già facendo tremare, ancora prima di essere pubblicata, i pezzi da novanta della gauche francese. Nel volume-diario in vendita domani, la Royal accusa senza mezzi termini di tradimento i “soloni” del suo partito (”hanno cercato di schiacciarmi”, scrive) e mette in fila, con perfidia femminile, le “piccolezze” che le hanno impedito di concorrere ad armi pari contro Sarkozy nella corsa all’Eliseo: “Sono stata chiusa nella morsa tra gli appartchick del mio stesso partito da un lato e la destra dall’altro - accusa. Come è possibile che gli attacchi contro di me provenissero più da sinistra che da destra?”. Poi, una promessa che suona come una critica neanche troppo velata nei confronti del suo ex marito, Francois Hollande, al quale rimprovera di non aver creduto abbastanza nelle sue capacità: “Per vincere la prossima volta sarà necessario il sostegno di tutto il partito e anche di un partner amorevole”. [...]

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