- Tags: iraq, Iraq-Body-Count, onu, Save-the-Children
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Altri sedici morti e oltre settanta feriti. Un attentatore suicida si è fatto esplodere oggi in un affollato mercato a Kufa, città sciita a sud di Baghdad. Dati e statistiche forniti da rapporti di diversa provenienza confermano la costante, se non crescente, tragicità della situazione in Iraq. I caduti statunitensi in oltre quattro anni hanno raggiunto i 3.421 (inclusi i soldati morti in incidenti) con 24 mila 645 feriti , mentre il numero delle vittime irachene valutato dall’Iraq Body Count è tra 63 mila e 69 mila persone delle quali 26 mila 500 nel solo 2006, frutto anche dell’escalation delle azioni terroristiche contro la popolazione che ha determinato nel primo quadrimestre di quest’anno una media di 2.600 morti al mese, in gran parte concentrati nell’area di Baghdad.

In spaventosa crescita anche la mortalità dei bambini sotto i cinque anni registrata negli ultimi 15 anni in Iraq da un rapporto dell’organizzazione umanitaria Save the Children. Lo studio rileva un aumento della mortalità del 150% dovuta anche a fattori presenti prima della guerra quali repressioni del regime di Saddam, mancanza di elettricità, insufficiente acqua pulita e servizi sanitari deteriorati. Circa i diritti umani l’ultimo rapporto della missione dell’Onu in Iraq riferisce di 37 mila 600 sospetti terroristi incarcerati e 707 mila civili fuggiti dalle violenze inter-religiose solo nel 2006 e che si aggiungono a 1,3 milioni di profughi che avevano lasciato le loro case per le stesse ragioni negli anni scorsi. Di questi almeno 750 mila si sono rifugiati in Giordania, paese che per ospitarli spende un miliardo di dollari all’anno.
LINK: Oltre un terzo dei soldati americani in Iraq che ha partecipato a un sondaggio delle Forze Armaate statunitensi ritiene che la tortura dovrebbe essere utilizzata per ottenere informazioni sulla guerriglia e dunque, vincere la guerra
- Martedì 8 Maggio 2007

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Commenti
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Il 8 Maggio 2007 alle 16:51 Corrado Buccieri ha scritto:
Saddam non c’è più,si poteva eliminare
anche diversamente,tipo Aldo Moro in
Italia.
La guerra è stata riconosciuta da molti
un errore,allora perchè continuare con
questo sterminio di esseri umani?
All’Iraq è stata data l’indicazione della democrazia,si lascino in pace a
ricostruirsela da soli,ci saranno meno morti e pian piano ce la faranno,ovvia-
mente ci vogliono aiuti per la ricostruzione.
L’America con tutti i soldi che spende
per la guerra,farà più bella figura se
ritira i militari e destina quelle
risorse alla ricostruzione del popolo
iracheno,riaquisterà più credibilità
sulla scena internazionale e ci saranno
sicuramente meno morti.
Il 9 Maggio 2007 alle 13:48 I bambini in Italia stanno meglio che altrove. Le madri meno » Panorama.it – Italia ha scritto:
[...] Le cose, secondo il rapporto, vanno meno bene per le madri italiane, in base ai parametri dell’indice relativi alla salute e benessere delle mamme, alla parità di genere e alla tutela della maternità: emergono differenze e distanza fra l’Italia (solo diciannovesima) e i paesi che campeggiano in testa alla classifica. In particolare, in Italia (nel 2005) è il 39% delle donne che fa uso di contraccettivi a fronte del 72% delle donne svedesi. Nel 2007 la partecipazione delle donne italiane al governo del paese è del 17% (questa la percentuale di posti occupati da donne) contro il 47% in Svezia. Le donne italiane (dato del 2004) percepiscono uno stipendio mediamente inferiore della metà rispetto a quello dell’uomo mentre le svedesi hanno un salario quasi identico (pari allo 0,81) a quello maschile. Per quanto riguarda i benefici per la maternità, una donna italiana in maternità prende l’80% del suo stipendio ordinario. Una donna svedese percepisce invece lo stipendio pieno. Allargando lo sguardo al globo, dice il rapporto di Save The Children, è facile notare come il mondo sia spaccato in due: i paesi industrializzati, primi nella classifica del benessere materno-infantile, dove si concentra l’1% della mortalità dei bambini (la Romania detiene il primato negativo); mentre il 94% del totale delle morti infantili avviene nei paesi in via di sviluppo, dove oltre alle malattie neonatali si muore a causa di polmonite, diarrea e malaria. Il rapporto segnala che in alcuni paesi il tasso di mortalità infantile ha registrato un’impennata - come in Iraq (+150%), ma anche che in altre zone ci sono stati progressi significativi, come in Egitto dove la mortalità infantile è diminuita del 68% dal 1990 a oggi e quella materna del 52% soprattutto grazie a interventi per garantire servizi sanitari di base a madri e figli. [...]
Il 31 Ottobre 2007 alle 20:41 Guerra: sì o no? - Page 2 - Giovani.it - Forum ha scritto:
[...] Orginalmente inviato da el2el2 Lui la sua fonte l’ha citata. Poco più di un anno fa si parlava di circa 600.000 civili morti dall’inizio della guerra (fonte). Se pensi che prima, per quanto si vivesse male nel regime di Saddam, il numero di morti era "nella norma" per quel tipo di paese, è evidente che la guerra all’Iraq ha portato solo danni. giusto, se non contiamo la caduta di un dittatore vero? l’errore è stato lasciare troppo presto il potere in mano a un popolo non pronto per creare un altro governo! cmq intanto leggi questo Corriere della Sera - Quindici kamikaze in 48 ore, i morti dimenticati di Bagdad, gli americani non possono fare più morti dei kamikaze poichè quest’ultimi lo fanno volontariamente, gli altri non credono traggano vantaggio dall’ammmazzare i civili e se credi questo è inutile continuare a discutere ecco un altro Iraq: diamo i numeri della guerra infinita ? Panorama.it - Mondo da panorama el2el2 quando hai detto dei 600 mila non hai calcolato che la fonte era di parte presa da una associazione umanitaria e l’altra ipotesi era di Bush con 30 morti (negli ultimi 4 anni com termine a maggio2007) qui invece è più obiettiva, non si deve essere di parte! Ultima modifica di riccardoio : Oggi alle ore 18.31.47. Motivo: aggiunta [...]
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