“Ho ucciso uno dei vostri eroi. L’uomo, o meglio il semidio che ho sempre sognato di essere”. Torna a parlare Mario Lozano, il 37enne soldato americano che uccise con una raffica di mitra Nicola Calipari, numero due del Sismi. Era la sera del 4 marzo 2005: strada per l’aeroporto di Baghdad, check point 541. Lozano spara, Calipari muore, la giornalista Giuliana Sgrena rimane ferita. L’avvocato di Lozano - Ed Hayes - ha consegnato ieri al Tg5 un breve filmato girato dallo stesso soldato quella tragica sera. Eccolo:
Giuliana Sgrena, dopo aver visto queste immagini ha detto: “Il filmato conferma la mia versione dei fatti tanto è vero che non è stato consegnato alla commissione d’inchiesta americana. Lozano” ha proseguito al giornalista de Il manifesto “al contrario di quanto sostenuto in alcune recenti interviste, dopo la sparatoria non era affatto scioccato, anzi ha avuto la agghiacciante freddezza di filmare il cadavere di Calipari”.
Di parere opposto l’avvocato del marine, secondo cui le immagini dimostrerebbero invece la tesi del mitragliere, che non aveva alcuna intenzione di uccidere. Il video girato dal soldato Usa Mario Lozano subito la morte di Nicola Calipari sarà acquisito dalla Procura di Roma, che però ritiene che il filmato non sposti “di un millimetro la ricostruzione che è stata fatta dalla consulenza e da quanto il gup Sante Spinaci ha definito con il rinvio a giudizio dell’imputato per la morte di Calipari”. Lozano è sotto processo in contumacia presso il Tribunale di Roma (prossima udienza il 14 maggio) per l’omicidio di Calipari e duplice tentato omicidio.
L’offensiva mediatica del soldato americano si è tradotta anche in un’intervista concessa al Tg5 (guarda il filmato) e una al Corriere della Sera (“Così ho ucciso Calipari, il mio eroe”). Losano sostiene che la Sgrena “ha avuto la malaugurata idea di andare in un Paese off limits ai giornalisti, costringendo un eroe come Calipari a morire per liberarla. Oggi lui è in paradiso, io sono il mostro di un’intera nazione e lei, che è la causa di tutto, è viva, vegeta e fa soldi raccontando bugie”. E, a proposito della guerra, il marine aggiunge: “a novembre parto per l’Afghanistan e lo faccio contento. Penso che ritirarsi sarebbe un affronto alle migliaia di fratelli morti e feriti. Bush è il presidente e dobbiamo obbedirgli. Le armi di distruzione di massa potremmo ancora trovarle. La guerra serve ed è sempre esistita. Se dovessi tornare indietro? Mi arruolerei prima”.
Su quanto avvenuto la sera del 4 marzo 2005 ci sono posizioni divergenti tra le autorità italiane e quelle americane. Secondo una perizia tecnica fatta dalla procura romana i soldati Usa violarono macroscopicamente le regole d’ingaggio e la loro condotta era “indubbiamente idonea a cagionare la morte degli occupanti” la macchina su cui viaggiava Calipari. Per gli Stati Uniti, invece, il caso è chiuso. Nel rapporto Usa si sostiene infatti che le regole d’ingaggio furono rispettate e che i soldati americani non commisero alcun reato.
- Mercoledì 9 Maggio 2007

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Commenti
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Il 9 Maggio 2007 alle 14:45 ermete_di_fraia ha scritto:
Caro Panorama, ma è possibile che la questione legale dell’omicidio di un agente italiano sia ridotta alla “lotta fra poveri” Sgrena contro Lozano? Questo Lozano non conta un tubo, e invece si prende tutte le colpe e tutti i processi. Ma i suoi capi, quello che lo avevano messo lì, dove sono? Perchè non processano (anche) loro, per omicidio e soprattutto per contumacia?
Il 9 Maggio 2007 alle 15:02 kubaiashi00 ha scritto:
Caro Lozano, stia tranquillo, il vero mostro non è lei, lei è solo un poveraccio, basta leggere quello che dice.
I veri mostri sono i suoi superiori, il suo governo, che ha mandato laggiù degli squilibrati come lei. Non ci vada in Afganistan, caro Lozano. Stia casa, è meglio per tutti.
Il 9 Maggio 2007 alle 15:37 persefone ha scritto:
Ma se stava filmando come faceva a sparare? Con una mano sola? Forse è per quello che ha sbagliato…
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