
La copertina del popolare tabloid The Sun ritrae stamane Gordon Brown al telefono. Alle spalle Downing Street: “Pronto, avrei bisogno di un camion per traslocare”
Anthony Charles Lynton Blair, detto Tony. Aveva 44 anni quando fu eletto primo ministro. Ne ha 54 oggi, giorno in cui ha annunciato ufficialmente la data del suo ritiro: 27 giugno. Tocca, salvo sorprese dell’ultimo minuto, al cancelliere dello scacchiere Gordon Brown, artefice del boom economico dell’era del New Labour. Dovrebbe insediarsi il 2 luglio. Rimarrà in carica fino al 2009, al massimo al 2010. Il suo contendente a Downing street sarà il conservatore David Cameron.
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Il potere invecchia: guardare per credere (Bbc)
L’addio di Tony Blair su The Sun, The Guardian, The Indipendent, Financial Times. Lo speciale su Bbc
Guarda il video dell’addio ufficiale
Eccolo
Should I stay or should I go? Titubanze
- Giovedì 10 Maggio 2007

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Commenti
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Il 11 Maggio 2007 alle 10:42 persefone ha scritto:
Il primo ministro si dimette e non si fanno nuove elezioni? Ma perchè? Chi ha scelto Gordon Brown?
Il 11 Maggio 2007 alle 11:10 paolo.papi ha scritto:
Ciao persefone, no, perché quella inglese è una democrazia parlamentare, senza elezione diretta del premier. Lo chiamano il modello Westminster. E’ la Regina che nomina il premier sulla base dell’indicazione che riceve dai partiti. C’è però una clausola antiribaltone: in caso di crisi spetta al premier la decisione se sciogliere le Camere oppure di indicare il nuovo premier della stessa maggioranza che ha vinto le elezioni. Ci fu già il caso Thatcher Major nel 1990.
Il 11 Maggio 2007 alle 17:18 persefone ha scritto:
Grazie, non lo sapevo. :-)
Il 14 Maggio 2007 alle 17:00 Visto dalla stampa araba: Tony Blair, un bilancio negativo » Panorama.it – Mondo ha scritto:
[...] La stampa araba traccia un bilancio negativo dei 10 anni di governo Blair (leggi anche Bye bye Blair). Ciò che i mass media arabi ricordano del premier laburista britannico è soprattutto la sua decisione di intervenire militarmente in Iraq a fianco dell’alleato statunitense. Un durissimo editoriale del quotidiano panarabo edito a Londra Al Quds Al Arabi titola: “Tony Blair dovrebbe essere processato come criminale di guerra”. L’articolo, che pure riconosce le capacità di Blair come oratore e sul piano delle pubbliche relazioni, sottolinea che mentì al Parlamento britannico quando dichiarò che Saddam Hussein era in grado di lanciare un attacco con armi di distruzione di massa nel giro di 45 minuti. Al Quds Al Arabi cita anche gli scandali che hanno coinvolto o lambito la figura di Blair: come l’insabbiamento dell’inchiesta sulla vendita di aerei militari all’Arabia Saudita e la concessione di seggi alla Camera dei Lords in cambio di finanziamenti per il partito laburista. Il quotidiano panarabo sottolinea che le leggi antiterrorismo introdotte dal premier hanno posto gravi restrizioni alla libertà e ai diritti dei cittadini. Infine il giornale, che è di proprietà di un palestinese, mette in rilievo che Blair non ha mantenuto la promessa di impegnarsi perché si arrivasse alla creazione di uno Stato Palestinese indipendente. Più clemente è il quotidiano libanese As-Safir, che sottolinea i meriti del premier britannico nel processo di pace in Irlanda del Nord e nella creazione di Parlamenti autonomi per la Scozia e il Galles, ma afferma che il laburista Blair ha portato avanti le politiche economiche della conservatrice Margareth Thatcher. Per As-Safir, inoltre, la sudditanza di Londra nei confronti degli Stati Uniti ha cancellato la possibilità di un ruolo indipendente della Gran Bretagna sulla scena internazionale. Su Al Arab trova invece spazio il commento del presidente iracheno Jalal Talabani, che ringrazia Tony Blair, definendolo “eroe della liberazione”. [...]
Il 27 Giugno 2007 alle 10:18 Blair-Veltroni: il vecchio leader che va, il giovane che viene. Hanno la stessa età » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Oggi a Londra Tony Blair, classe 1953, consegna alla regina Elisabetta il sigillo del governo e con la moglie Cherie lascia dopo dieci anni la casa di Downing Streeet per far posto, come promesso da tempo, al suo successore Gordon Brown che dovrà vedersela con un leader dei Tory agguerrito. [...]
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