- Tags: aborto, Benedetto XVI, Brasile, chiesa, joseph-ratzinger, politici, scomunica, stampa
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La “prima volta” di papa Benedetto XVI è stata piuttosto turbolenta. Sul volo che lo portava a San Paolo in Brasile per la V Conferenza generale dell’episcopato latino americano, Ratzinger si è cimentato con la sua prima conferenza stampa. Venticinque minuti di domande libere da parte di 70 giornalisti da tutto il mondo.
Ma quello che per Wojtyla era la consuetudine, per Benedetto XVI rischiava di trasformarsi in un nuovo incidente diplomatico. Al pontefice è stato chiesto di commentare un provvedimento dei vescovi messicani che, secondo quanto riportato dalla stampa, avrebbero scomunicato i politici che hanno votato a favore dell’aborto. Il Papa ha risposto che “la scomunica non era un atto arbitrario ma è prevista da Codice di diritto canonico”. Tuttavia, ha subito aggiunto, “l’uccisione di un innocente, di un bambino è incompatibile con l’essere in comunione con il corpo di Cristo”. Due affermazioni contraddittorie: perché la prima prevede un grave provvedimento canonico, la scomunica. Mentre l’altra richiama una punizione più circoscritta: il divieto di ricevere l’Eucaristia. Immediata la precisazione del portavoce del Papa, padre Federico Lombardi: “Il Papa intendeva dire che chi vota leggi a favore dell’aborto si autoesclude dalla Chiesa”. Dunque non può fare la comunione ma non viene scomunicato. Anche perché il Codice di diritto canonico prevede la scomunica solo per coloro che materialmente decidono e compiono l’aborto: madri, medici e infermieri, ma non per i politici che abbiano approvato leggi abortiste. E nemmeno i vescovi messicani avevano in realtà inteso scomunicare i politici .
Ma era già troppo tardi: la precisazione del portavoce del Papa non è arrivata in tempo. Le agenzie di tutto il mondo avevano già titolato: Ratzinger scomunica i politici che votano leggi abortiste. E si sono accese violente polemiche al riguardo in Messico e Stati Uniti. Ancora una volta Ratzinger, l’intellettuale che pesa ogni parola, è caduto vittima dei meccanismi dell’informazione.
Dietro questo confronto c’è tuttavia un problema più complesso: la stesura di un nuovo documento su bioetica e vita umana ad opera della Congregazione per la dottrina della fede, in occasione dei vent’anni dal precedente Donum Vitae. Nel nuovo testo, che è ancora allo studio, verrà certamente affrontato il tema del ruolo dei politici (e segnatamente di quelli cattolici) rispetto a legislazioni abortiste o contro la vita umana. E l’orientamento potrebbe diventare ancora più restrittivo dell’attuale.
- Giovedì 10 Maggio 2007

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Commenti
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Il 10 Maggio 2007 alle 10:03 persefone ha scritto:
Qui va a finire che per un motivo o per l’altro ci scomunicheranno tutti. Alla fine non rimarrà più nessuno, e allora nel dubbio Ratzinger scomunischerà anche se stesso.
Il 10 Maggio 2007 alle 10:41 nickneim ha scritto:
Alla sua età è normale fare un po’ di casino quando si parla.
Il 10 Maggio 2007 alle 14:37 Martha ha scritto:
Fa veramente pietà vedere un Papa ed una Gerarchia Ecclesiastica che temono di applicare il Codice di Dirittto Canonico che, lo rammento, commina la scomunica latae saententiae a tutti coloro che consigliano, procurano, favoriscono e compiono l’aborto.
Anche il Nuovo Codice, sebbene molto modernizzato in molte sue parti (purtroppo!) secondo le direttive del Vaticano II, stabilisce che «chi procura l’aborto ottenendo l’effetto incorre nella scomunica latae sententiae».
Quindi tutti coloro che consigliano o favoriscono l’aborto (con leggi insulse, ad esempio) sono scomunicati, che la cosa piaccia o no.
Ricordiamoci che aborto=omicidio…
Il 10 Maggio 2007 alle 14:51 enricototi ha scritto:
Martha, e che è la “scomunica latae sententiae”?
Il 10 Maggio 2007 alle 14:52 enricototi ha scritto:
Martha, tu sembri saperne e quindi ti chiedo: che roba è la “scomunica latae sententiae”? Che significa? Che nel momento in cui favorisco l’aborto sono automaticamente scomunicato?
Il 10 Maggio 2007 alle 21:00 Biancospino ha scritto:
Chi non crede è libero di fare come gli pare, ma non si scandalizzi del rigore della Chiesa. Il medico che esegue un aborto non potrebbe farlo se non vi fosse una norma che lo autorizasse, e chi la crea questa norma, babbo natale?
Non si può dire di essere o voler essere in comunione con la Chiesa e poi rendersi allegramente responsabili del crimine dell’aborto, perchè tale è l’aborto davanti a Dio.
Il 11 Maggio 2007 alle 13:20 Martha ha scritto:
Enrico, la scomunica latae sententiae è la scomunica immediata, che viene comminata immediatamente, senza bisogno che la Chiesa si esprima e dichiari scomunicato il peccatore. La donna che compie l’aborto o il medico che l’aiuta o il legislatore che lo promuove, sono automaticamente scomunicati…
La latae sententiae può essere riservata alla santa Sede oppure no (a seconda dei peccati). Qualora fosse riservata alla Santa Sede è necessario ricorrere al Papa per essere assolti. Nel caso dell’aborto, la scomunica non è riservata alla Santa Sede, per cui è il vescovo che decide se e quale sacerdote deve assolvere il peccatore (pentito, ovviamente).
Il 13 Maggio 2007 alle 2:40 hmc ha scritto:
Si fà presto a setenziare…sopratutto non sapendo del dolore e sofferenze correlate…Che ne sa la Chiesa su cosa prova una madre che vuole o deve abortire? Magari avendo già un figlio portatore di handicap e aspettandone un’altro? Ci sono degli handicap terribili! Delle inperfezioni genetiche nel quale nè Dio, nè la madre hanno colpa…Bambini che se nascessero soffrirebbero enormemente!
O di bambine che rimangono gravide a 10 anni…o come la mia trisnonna che ebbe 23 figli…
Se è una condizione morale e di fede, non si può pensare di confidarsi alla misericordia di Dio invece a quella degli uomini? Anche Maria Maddalena doveva essere lapidata…
Saranno tutti gli aborti uguali?
Con uguali intenzioni?
Adesso che non c’è più il limbo, i bimbi anche se non propriamente nati vanno in paradiso…no? A chi tocca giudicare? All’uomo? Quali concetti di vita e morte abbiamo? Quando si dice che in Cristo abbiamo una nuova vita e dopo la morte ne avremo un’altra a suo cospetto, ma nel contempo abbiamo più paura della morte che della vita!
Il 13 Maggio 2007 alle 23:30 martha ha scritto:
Sentenziare su cosa? Vogliamo discutere e criticare la Legge di Dio forse?!
Ci sono aborti spontanei, che non dipendono cioè dalla volontà della madre o del medico. In quei casi nè l’una nè l’altro hanno responsabilità della morte del bambino.
Diversa è la situazione di quelle donne che volontariamente decidono di uccidere i propri figli.
Forse molte di loro non si rendono conto della gravità del loro gesto…
Resta il fatto che non può essere una giustificazione nè una scusante il fatto di non volersi addossare la fatica e la responsabilità di un bambino handicappato o con gravi deficienze fisico-morali.
Ogni bambino è dono e grazia di Dio e ogni bambino ha un’anima, SIN DAL CONCEPIMENTO, e quest’anima, bellissima ed innocente, merita di andare in Cielo, esattamente come tutte le altre anime create da Dio, merita di vivere la vita per cui Dio l’ha creata.
Non sta a noi, dunque, condannare un bambino handicappato al Limbo (e sul Limbo torno alla fine…).
E poi, chi lo dice che un bambino handicappato sia meno felice di un uomo sano? Certo, ci sono malattie terribili, gravi, dolorose… ma quanti uomini apparentemente vigorosi sono infelici e scontenti per tutta la vita? Quanti, stoltamente, arrivano anche al punto di suicidarsi?
Non è l’aspetto fisico che rende felice un uomo, nè l’avere una mente perfettamente sana…
E’ Dio la felicità di tutti noi, e il Signore ricompenserà quei bambini handicappati per tutta l’eternità, e con loro ricompenserà le madri, i padri, i fratelli, le sorelle… chiunque si sia occupato di loro, chiunque abbia accettato il peso della sofferenza costituita da un bambino “diverso”.
Mai sentito parlare di Sant’Ermanno lo storpio? Questo gran Santo era handicappato, tutto rattrappito… non poteva muoversi, era sempre seduto, ma mai in posizione comoda, proprio perchè rattrappito.
Aveva serie difficoltà a parlare, come a fare qualsiasi altra cosa (mangiare, ad esempio).
Ebbene, quest’uomo che a vederlo faceva quasi paura, accettò la sofferenza mandatagli da Dio e amò ugualmente il suo Creatore, al punto che si fece Santo.
Chi lo avvicinava poteva testimoniare che era diuna bontà e dolcezza fuori del comune… aveva tutte le virtù.
Non solo..
Fu un grandissimo matematico, musicista, scienziato, letterato… anche i sapienti della terra si scomodavano per consultare quel povero rattrappito…
Non sarebbe stato nulla di tutto ciò se la sua mamma avesse rifiutato di darlo alla luce…
In merito al Limbo.
Il Papa non ha abolito il Limbo nè tanto meno potrà mai farlo.
Il Limbo, come saprai, è una Verità di Fede insegnata costantemente dalla Chiesa (anche se mai definita), una verità che trova il suo fondamento nella Rivelazione e nella Tradizione.
Recitando il Credo, ad esempio, noi ricordiamo continuamente questa Verità…
Tutti i Dottori e i Papi della Chiesa, nei loro scritti hanno sempre ribadito e insegnato INFALLIBILMENTE l’esistenza del Limbo.
San Pio X, ad esempio, insegna questa Verità nel suo celebre Catechismo…
Ora, non è facoltà del papa il poter cambiare o abolire la Dottrina, poichè egli è solo il custode della Dottrina, di cui non può cambiare “neppure una iota”.
In virtù del Iaticano I e del dogma dell’infallibilità da esso definito, inoltre, il papa non potrà mai definire ex-cathedra che il Limbo non esiste, perchè non può definire infallibilmente qualcosa che sia contrario alla Rivelazione o alla Tradizione.
Come papa e Maestro di tutti i cristiani, infatti, a tutt’oggi Ratzinger NON HA PROMULGATO NESSUN DOCUMENTO CHE INSEGNI INFALLIBILMENTE LA NON ESISTENZA DEL LIMBO.
Come Dottore privato, invece, renderà conto a Dio della confusione ingenerata fra i fedeli in tutta questa vicenda…
Il 6 Giugno 2007 alle 18:02 Brasile: la pianificazione familiare di Lula fa arrabbiare la Chiesa » Panorama.it – Mondo ha scritto:
[...] A meno di un mese dalla visita di Benedetto XVI a San Paolo, il presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva lancia un Programma di pianificazione familiare che, tra le principali misure, ha come obiettivo quello di finanziare l’industria nazionale di anticoncezionali. Gli effetti dell’annuncio, che Lula ha fatto insieme al ministro della Sanità, José Gomes Temporão, si vedranno nei prossimi mesi: il governo brasiliano, infatti, ha stabilito che nelle farmacie inserite nel Programma pubblico Farmácia Popular le pillole anticoncezionali saranno vendute a 0,40 reais la confezione, pari a 0,15 euro. Un prezzo stracciato per un mese di contraccettivi, e di circa il 90 per cento inferiore a quello di mercato, dove i prezzi variano dai 5 ai 50 reais a seconda del prodotto. Una vera e propria rivoluzione per i 55,9 milioni di brasiliani poveri che, ancora oggi, vivono al di sotto della soglia di povertà e che, in base alle statistiche dell’Ibge, l’Istat brasiliano, hanno in media cinque figli per nucleo familiare. Al momento gli anticoncezionali che in base al Piano di pianificazione familiare lanciato da Lula potranno essere acquistati a un decimo del prezzo di mercato sono tre: una pillola monofasica a basso dosaggio contenente etinilestradiolo e levonogestrel, un’altra a base di norestisterone consigliata alle donne durante l’allattamento e un contraccettivo iniettabile da assumersi mensilmente. Per la lista completa dei farmaci sussidiati da Lula è a disposizione online il prezzario del ministero brasiliano della Salute. Per ridurre i prezzi degli anticoncezionali nelle “farmacie popolari” e implementare il Programma di pianificazione familiare, il governo brasiliano ha stanziato cento milioni di reais, circa 38 milioni di euro, mentre saranno 3.500 i punti vendita in cui, soprattutto i brasiliani poveri, potranno accedere a contraccettivi a basso costo. “Garantire l’acceso dei farmaci ai poveri per evitare gravidanze indesiderate e garantire agli uomini interventi di vasectomia nella rete sanitaria pubblica è un provvedimento di buon senso”, ha detto il presidente Lula, lasciando intendere che nel Programma di pianificazione saranno coinvolti anche gli uomini brasiliani che, se e quando lo desidereranno, potranno farsi sterilizzare praticamente a costo zero. Dal canto suo, il ministro della Salute, Temporão, ha detto che l’obiettivo del Programma sarà di distribuire 50 milioni di confezioni di pillole l’anno. Una cifra enorme ma che sparisce di fronte ai 25 milioni di preservativi che, da quando è arrivato Lula al governo, sono distribuiti di fronte a scuole di samba, bar e discoteche nella settimana di Carnevale. Numeri che hanno fatto del Brasile il paese preferito dalle Nazioni Unite per implementare politiche anti-Aids innovative. Nel paese che ospita il maggior numero di cattolici al mondo (150 milioni) ma dove ogni anno gli aborti clandestini oscillano tra gli 800mila e il milione e dove la legislazione sull’interruzione volontaria della gravidanza (attualmente consentita solo in caso di stupro e di gravi rischi per la salute della madre) è oggetto di discussione in Parlamento, il Programma di pianificazione familiare del governo Lula non poteva non provocare una reazione della Chiesa. Che è arrivata attraverso dom Orani João Tempesta, arcivescovo di Belém e presidente della Commissione per la Cultura, l’Educazione e la Comunicazione Sociale della Cnbb, la Conferenza Nazionale dei vescovi brasiliani. “La Chiesa è a favore di una paternità responsabile attraverso i metodi tradizionali”, ha fatto sapere dom Tempesta il quale, in merito al Programma di Lula, ha aggiunto: “non possiamo dire se sia una priorità concentrarsi su questi metodi o sulle file di pazienti che negli ospedali aspettano di essere operati”. [...]
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