- Tags: AKP, Fabio-Salomoni, Güray-Öz, Istanbul, Kemal-Ataturk, laicità, Tayip-Erdogan, Turchia
- Un commento
di Fabio Salomoni, professore di cultura italiana all’Università di Istanbul
Güray Öz è uno dei direttori responsabili del quotidiano Cumhuriyet (La Repubblica), dal 1924 bastione della Turchia kemalista e laica, organizzatore delle manifestazioni di queste settimane. Panorama.it lo ha intervistato per capire quali sono le ragioni che hanno indotto centinaia di migliaia di persone a scendere in piazza contro l’ipotesi di un presidente della Repubblica filoislamico eletto dal partito di governo Akp.
Il suo giornale è stato promotore mesi fa della campagna “Siete coscienti del pericolo?”, contro il rischio di una deriva fondamentalista nel paese…
Il giornale ha voluto lanciare un avvertimento al paese rispetto alla situazione politica. Negli ultimi cinque anni è in atto un tentativo di islamizzare il paese. C’è il pericolo di trasformare il nostro paese in un paese confessionale, di minare la laicità conquistata con la repubblica nel 1923. Quando si mina la laicità si mina anche la democrazia. Nei paesi in cui vige la sharia la democrazia è impensabile, la laicità è una condizione indispensabile per la democrazia e questi due elementi sono inseparabili, vanno di pari passo. Il nostro appello ha trovato via via consensi crescenti che sono sfociati nelle manifestazioni delle ultime settimane, organizzate dalle associazioni della società civile.
Chi sono le persone che hanno partecipato alle manifestazioni ?
La classe media. Le persone che hanno partecipato sono la colonna portante del paese, non settori marginali della società. Si parla di tre-quattro milioni di presenze.
Le manifestazioni sono state criticate perché organizzate dall’esercito
Non c’è niente di più democratico di una manifestazione, l’esercito non ha partecipato, non credo si sia trattato di manifestazioni antidemocratiche. La prima manifestazione è stata il 14 aprile, prima che arrivasse il comunicato dello stato maggiore.
Qual è la sua opinione rispetto al ruolo delle forze armate?
Io non vorrei che i militari si occupassero di politica. Personalmente ho molto sofferto nei due precedenti colpi di stato, del 1971 e del 1980, ho dovuto vivere per anni in esilio all’estero. In passato la gente si è trovata di fronte all’alternativa tra sharia e colpo di stato. E’ un aut aut che la gente scesa in piazza di fatto ha rifiutato. Lo slogan era né sharia né golpe.
Nelle manifestazioni si respirava un clima di ostilità nei confronti dell’Europa…
Nei confronti della Ue e degli Stati Uniti. Contro l’America per i suoi giochi nel Medio Oriente che possono produrre seri pericoli per la Turchia. Contro la Ue perché l’Unione non vede di buon occhio il nostro Paese, in qualche modo lo sta ingannando. Si comporta come se volesse l’adesione turca e nello stesso momento cercasse di allontanarne la sua specificità. Tutto questo provoca nelle persone una profonda diffidenza che si è ritrovata anche nelle manifestazioni.
Cosa pensa delle riforme realizzate negli ultimi cinque anni?
I cittadini di questo paese cercano di realizzare queste riforme da almeno quarant’anni e non hanno lasciato nulla di intentato. Sono finiti in carcere, sono stati torturati, hanno fatto di tutto per le riforme. Adesso si pensa che le riforme attuate siano state fatte grazie all’Unione Europea. Per le persone come me, dire ora che l’Europa ha reso possibili queste riforme suona come una grande ingiustizia.
Quale sarà il problema più urgente per il nuovo parlamento?
La laicità e poi l’elezione del nuovo presidente della repubblica perché, nonostante gli sforzi dell’Akp, è tecnicamente impossibile eleggerlo prima delle elezioni politiche di luglio.
LEGGI ANCHE:
Parla Ahmet Insel, intellettuale progressista turco - L’intervista all’attrice Serra Yilmaz - Voci dalla Turchia
- Mercoledì 16 Maggio 2007

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 16 Maggio 2007 alle 15:04 Turchia: no, la laicità è una scusa » Panorama.it – Mondo ha scritto:
[...] Turchia: c’è il rischio di un’islamizzazione [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.