Francois Fillon, 53 anni, è il nuovo premier francese. Già titolare del dicastero per gli Affari Sociali (2002-2004), Fillon ha diretto la campagna elettorale di Sarkozy, al quale è legato da una solida amicizia. Cementata da una passione comune: quella per il jogging, attività cui entrambi si sono dedicati anche stamani, poco dopo la nomina, al Bois de Boulogne, il grande polmone verde a ovest di Parigi.
Fillon ha la fama di uomo tranquillo, di gollista cortese ma determinato, comunque poco avvezzo ai toni alti e alle sparate. Grande concertatore, a lui spetterà il compito delicato di rivedere la legge sulle 35 ore, in un Paese, la Francia, con un numero di impiegati pubblici (4 milioni e 700 mila) che non ha eguali in Europa. Le passioni private dell’erede di De Villepin - scrive stamani Le Monde - sono la tauromachia, il footing, l’alpinismo e i motori. Padre di cinque figli, guiderà un esecutivo di centro-destra con un bel po’ di donne (almeno sei su quattordici). E qualche probabile sorpresa: la nomina del socialista Bernard Kouchner, il fondatore di Medici senza frontiere, al dicastero degli Esteri, e quella di Herve Morin, già dirigente dell’Udf di Bayrou, al ministero della Difesa. Due mosse, dopo quella di ieri, per dimostrare che Sarkò non è uomo uomo di parte e per mettere in difficoltà l’opposizione.
A completare la squadra ci dovrebbero essere l’ex premier Alain Juppé (vicepremier con delega su Trasporti e Sviluppo sostenibile) e il superministro dell’Economia e del Lavoro Jean-Louis Borloo. Dulcis in fundo - per evitare le accuse di razzismo - Rachida Dati (Giustizia), figlia di immigrati maghrebini nonché portavoce del presidente durante la campagna elettorale.
L’equipe del presidente: la gallery su Le Figaro
Francois Hollande, segretario socialista
“Fillon è tutto tranne che un uomo nuovo. Ha già avuto diversi incarichi ministeriali dal 1993 e ogni volta la sua gestione è stata contraddistinta da numerosi conflitti e retromarce dolorose come la riforma della maturità sotto il governo Raffarin. Ma realizzerà il progetto presidenziale di Nicolas Sarkozy. Un progetto di destra: metterà in discussione il diritto del lavoro, annuncia una riduzione delle risorse per i servizi pubblici, diminuirà le tasse ai ricchi. Condurrà insomma, come ha condotto in passato, una politica di destra”.

Patrick Ollier, presidente Ump
“E’ importante che ci sia un clima di fiducia tra il presidente e il premier. E i fatto che siano anche amici rende la nomina di Fillon una scelta assai felice. Il tandem Fillon-Sarkozy ha funzionato bene durante la campagna presidenziale e funzionerà altrettanto bene nel governo del Paese”.
François Fillon, l’ambizioso tranquillo (Le Monde) - Il ritratto (Le Figaro)
- Giovedì 17 Maggio 2007

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Il 18 Giugno 2007 alle 12:22 Elezioni francesi: boccata d’ossigeno per i socialisti » Panorama.it – Mondo ha scritto:
[...] var flashObject = new FlashObject(”http://blog.panorama.it/video/ansa/player/test_dart.swf?flvName=http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10053/m200706172249.flv&videoAds=http://ad.it.doubleclick.net/pfadx/panorama.mondadori.com/video;sz=320×240;ord=174962294850″,”fm_video;sz=320×240;ord=174962294850″,”336″,”300″,”6″,”",”",”",”",”"); flashObject.write(”fo_targ_video;sz=320×240;ord=174962294850253593874″); Il bilancio politico delle elezioni legislative è chiaro: i francesi hanno dato al presidente Nicolas Sarkozy una robusta maggioranza parlamentare, ma non un assegno in bianco. Sarkozy ha vinto, ma non ha trionfato. L’ultima settimana della campagna elettorale è stata caratterizzata dalle polemiche sul possibile aumento dell’Iva (per compensare altri sgravi fiscali) e questo tam tam di voci incontrollabili è costato carissimo al governo di centrodestra del primo ministro François Fillon, che in condizioni diverse avrebbe potuto disporre di una maggioranza di addirittura i due terzi dei seggi. L’Ump (Union pour un mouvement populaire, il partito che Sarkozy ha ereditato da Jacques Chirac) scende da 359 a 315 seggi, mantenendo comunque la maggioranza assoluta. I suoi stretti alleati del Nuovo cento conquistano 22 seggi, gli indipendenti di destra 9 seggi e il Mouvement pour la France (Mpf) del cattolico tradizionalista Philippe de Villiers 1 seggio. Il centrista François Bayrou, spostatosi verso il centrosinistra, è in piena crisi e ottiene appena 4 seggi col suo nuovo Movimento democratico. I Verdi passano da tre a quattro seggi, i comunisti scendono da 21 a 15 e infine i socialisti salgono con i loro alleati (indipendenti di sinistra, radicali e Movimento dei cittadini) da 149 a 207 seggi. Non basta certo a cantare vittoria, quando si sono perse prima le elezioni presidenziali e poi quelle legislative. Ma per i socialisti transalpini – che rischiavano un risultato catastrofico, visto che alcuni sondaggi li vedevano sotto i 100 seggi – è una boccata d’ossigeno. [...]
Il 28 Febbraio 2008 alle 18:26 Countdown per salvare Ingrid Betancourt » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] “Ognuno deve capire e, in modo particolare le Farc, che tutto il mondo condannerà le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia se Ingrid Betancourt non sarà liberata. Questa donna è malata, molto malata e noi lo sapevamo da mesi. Adesso la sua morte potrebbe essere questione di settimane”. Queste parole, dure come un macigno, sono state pronunciate ieri dal primo ministro francese Francois Fillon e dimostrano come Parigi, dopo anni di trattative, abbia davvero rotto gli indugi sulla questione. E, forse, perso anche la pazienza. [...]
Il 1 Aprile 2008 alle 16:12 Ucraina nella Nato? Il niet di Mosca e i dubbi di Parigi » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] A meno di 24 ore dall’inizio del vertice annuale della Nato (in programma a Bucarest dal 2 al 4 aprile), il nuovo atlantismo franco-americano auspicato dal presidente Sarkozy nel maggio scorso, quando entrò all’Eliseo, si è già squagliato sullo scoglio dell’ingresso nell’Alleanza atlantica di Ucraina e Georgia, fino al 1989 nell’orbita sovietica. Il presidente americano, in visita a Kiev, si è detto favorevole a una Nato che sposti il suo baricentro verso Est e comprenda (attraverso il programma di preadesione MAP) anche Georgia e Ucraina, mentre François Fillon, il primo ministro francese, ha già annunciato che voterà contro a un’eventuale allargamento a est dell’Alleanza che crei le premesse di una frizione strategica con il Cremlino. Che, tramite il viceministro degli Esteri Grigori Karasin, ha fatto sapere a Washington che un eventuale avvicinamento di Kiev alla Nato “influirà in modo negativo sul sistema di sicurezza europeo”. Un ammonimento che cade alla vigilia di un vertice a 26 dove vige il principio dell’unanimità e dove, accanto alla questione della pre-adesione di Kiev e Tbilisi, si parlerà della questione dell’estensione dello scudo anti-missile a Est, dell’impegno di lungo periodo della missione Isaf in Afghanistan e del possibile veto greco a un eventuale ingresso della Macedonia. A stemperare le probabili divergenze tra Alleati, con Usa e Canada che spingono per l’allargamento e francesi, tedeschi, spagnoli e italiani che frenano, ci sarà il capitolo afghano: Parigi, che schiera oggi 1600 soldati, ha già promesso altri mille uomini all’Isaf (che oggi conta 47 mila uomini provenienti da 39 Paesi) che saranno schierati a sud a fianco del Canada. [...]
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