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Bella, elegante, enigmatica. La nuova First Lady francese, 49 anni, è una donna tanto calcolatrice quanto impulsiva, capace di curare l’immagine del marito nella campagna elettorale, così come di fuggire con l’amante a New York. I francesi si chiedono se abbia scelto di ricucire il rapporto con Sarkozy per amore o per opportunismo. Ma forse Cécilia all’Eliseo non ci voleva arrivare affatto, se è vero che al secondo turno delle elezioni non ha nemmeno votato, suscitando un vespaio di polemiche, soprattutto nel campo gollista.
Durante la cerimonia di insediamento del nuovo Presidente, l’abbiamo vista impeccabile, con un perfetto abitino di raso e circondata – come una chioccia – dalla sua numerosa ed eterogenea famiglia: il bambino che la coppia presidenziale ha avuto nel 1997, i due ragazzi nati dal primo matrimonio di Sarkozy e le due figlie che la First Lady ha avuto dal precedente marito, il famoso presentatore Jacques Martin, in pratica il Mike Bongiorno francese.
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Quando si sposò per la prima volta, Cécilia aveva 27 anni, 24 in meno di Martin. Quella giornata fu davvero determinante nella sua vita. A celebrare il matrimonio c’era l’allora sindaco di Neuilly-sur-Seine: un certo Nicolas Sarkozy. Che di lei si innamorò a prima vista, anche se la loro storia d’amore si concretizzò solo tre anni più tardi. Un idillio, almeno in apparenza, che si rafforza col tempo sia in privato che in politica, con Cécilia che appare al fianco del marito e lavora con lui.
“Felina, silenziosa e determinata” la definisce una giornalista di Libération che la intervista nel 2004. Poi, nel 2005, la magia si spezza. Ed è l’inizio di una serie di alti e bassi degni di una soap opera. Cécilia scappa a New York con il pubblicitario Richard Attias. La storia, che non tarda ad apparire sui giornali, ispirerà addirittura un romanzo (Entre le cœur et la raison di Valérie Domain), in cui la futura First Lady appare col nome di Célia. Sarkozy invece si consola con una giornalista di Le Figaro.
Il divorzio sembra ormai imminente, ma i colpi di scena si susseguono. Cécilia torna a casa, poi se ne va di nuovo. La saga suscita l’ironia degli oppositori di Sarkozy (guarda il video su Youtube) .
Alla fine, dopo circa un anno, la coppia si ricompone e all’inizio del 2007 ritroviamo Cécilia impegnata a pieno ritmo nella campagna elettorale del marito: è lei che suggerisce le idee vincenti per le apparizioni e i discorsi del candidato del centrodestra, ed è sempre lei che gestisce il sito sarkozy.fr e la Nstv (la Nicolas Sarkozy Télévision).
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Poi, una nuova battuta d’arresto. La signora scompare, come direbbe Hitchcock. Non la si vede più in campagna elettorale, non mette più piede al quartier generale dell’Ump. Le voci di una nuova crisi si susseguono, fino al 16 maggio, quando Cécilia sale i gradini dell’Eliseo per la cerimonia d’insediamento del marito. E quando il nuovo Presidente entra nella sala per pronunciare il suo discorso, lo accompagnano le note di un pezzo del celebre compositore spagnolo Isaac Albéniz, bisnonno di Cécilia. Sarkozy ostenta perfino un bacio appassionato sulle labbra della moglie.
Lei appare tesa, forse preoccupata dalla prospettiva di una vita di corte, priva di libertà. Due anni fa, in un’intervista a Téléstar dichiarava: “Non mi vedo nei panni della First Lady. Mi annoierebbe. Non sono politicamente corretta. Fra dieci anni mi vedo piuttosto a New York, a fare jogging nel Central Park.”
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- Martedì 22 Maggio 2007

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Commenti
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Il 22 Maggio 2007 alle 16:36 Corrado Buccieri ha scritto:
Ed ecco per la stampa Cècilia,anche le
note rosa devono accompagnare l’ascesa
di uno che si distingue.
Per me l’importante è ( notizia di oggi)che Sarkozy ha imposto agli alunni
nelle scuole di alzarsi in piedi per
salutare e dare del Voi corrispondente
al nostro Lei.
Piccole cose che hanno la loro importanza.
Il 23 Luglio 2007 alle 9:24 Jogging e iperattivismo politico, Super Sarkozy piace anche a sinistra » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] “A mia moglie voglio dire che è bella!”, afferma un commosso Nicolas Sarkozy nel suo breve discorso agli invitati del 14 luglio all’Eliseo. È un Sarkozy raggiante, con al fianco i suoi ministri prediletti, tra cui il nuovo titolare degli Esteri Bernard Kouchner, ex uomo simbolo della sinistra francese. Un Sarkozy che non perde occasioni per mostrarsi “nuovo”, rispetto alla presidenza che lo ha preceduto: quella di un Jacques Chirac apparso vecchio, stanco e abbarbicato al potere. Sarkozy vuole sembrare umano e sincero nel sentimento per la sua famiglia e soprattutto per la moglie Cecilia, che per un certo periodo lo aveva abbandonato. Acqua passata. Sarkozy vuole soprattutto apparire dinamico e adora andare davanti alle telecamere mentre fa jogging col suo primo ministro François Fillon, costretto a riunioni al vertice a un passo da bersagliere. [...]
Il 26 Luglio 2007 alle 11:37 Cécilia Sarkozy, la nuova star della diplomazia internazionale » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] La sbornia del lieto fine non è ancora passata, ma in Francia non c’è giornalista che non si interroghi su quale sia stato il ruolo effettivo della First Lady francese nella liberazione delle cinque infermiere bulgare e del medico palestinese. Sì, proprio lei, Cecilia Sarkozy, “la sposa ribelle del presidente” ricorda Le Monde, “quella che non ha votato per suo marito domenica 6 maggio (nel giorno del trionfo di “Sarko” alle presidenziali, ndr), quella che gli oppone resistenza e che aveva detto di non voler accettare il ruolo di First Lady di Francia, giudicato noioso”. Eppure, è proprio alla sua elegantissima consorte che Nicolas Sarkozy ha deciso di affidare le sorti di cinque prigionieri, o meglio ostaggi, presi otto anni fa nella morsa di un regime, quello libico, scaltro quanto inaffidabile. Ci avevano provato in molti a far ragionare Muammar Gheddafi, ma la possibilità di estradare dalla Libia persone accusate di aver deliberatamente infettato 460 bambini dell’ospedale di Bengazi con il virus dell’Hiv aveva trovata nella propaganda del regime libico uno scoglio insormontabile. Eppure la mattina dell’11 luglio 2007, qualcuno ha cominciato a crederci per davvero. [...]
Il 18 Dicembre 2007 alle 12:33 Da Cécilia a Carla Bruni, quanto si assomigliano le donne di Sarkò » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Cécilia Ciganer-Albeniz, Laurence Ferrari. E ora Carla Bruni, l’ultima fiamma di Nicolas Sarkozy. “Sono usciti allo scoperto”, ha scritto il settimanale (Point de Vue) che per primo diffonderà le immagini della passeggiata galeotta e per nulla casuale tra la cantante-top model franco-italiana e il presidente francese per i viali di Disneyland a Parigi. A infilzare una di fianco all’altra le fotografie dell’ex moglie, della giornalista televisiva e ora dell’ex top model (di cui Sarkò avrebbe chiesto la mano) c’è una singolare coincidenza nei gusti estetici del presidentissimo: tutt’e e tre glamour, slanciate come gazzelle e dai lineamenti dolci, tutt’e tre inguaribilmente parigine, almeno nello stile. Ma oltre alle somiglianze fisiche, c’è un altro aspetto che catalizza l’attenzione dei giornali francesi in attesa dell’ufficiale consacrazione del loro amore: la cantante italiana era annoverata, fino a poche settimane fa, tra le artiste più elegantemente antisarkoziste, con quello stile da rive gauche, anche nei testi delle sue canzoni, che piace molto all’intellighenzia parigina. Apparsa meno di un mese fa sul palco dello Zenith, assieme a una serie di intellettuali infuriati contro l’obbligatorietà del test del Dna sugli immigrati voluto da Sarkò, la Bruni aveva prestato la sua voce cantando alcune canzoni molto politically correct e antirazziste che sono ancora considerate un inno chic alla Francia multietnica che ha visto nell’ascesa dell’ex ministro degli Interni un affronto alla tradizione dello Stato dell‘Égalité. Sono bastate tre settimane perché la loro unione, scrive stamani la stampa francese, sciogliesse quelle (vere o presunte) differenze politiche che separavano le due rive della Senna. Era dai tempi della figlia segreta di Mitterand, di cui si vociferava ben prima che venisse fuori post mortem tutta la verità, che i francesi non si appassionavano con tanto ardore alle vicende sentimental politiche di un inquilino dell’Eliseo. Ma, a differenza di Sarkò, Mitterand esibì fino alle esequie una vita coniugale integerrima tenuta gelosamente al di fuori del pettegolezzo nazionale. [...]
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