
Gli scontri nel campo profughi palestinese di Nahr Al Barid hanno riportato l’attenzione sulla situazione in Libano, già molto complessa. Ora che la tregua ha permesso agli operatori umanitari di entrare nel campo per soccorrere le vittime, si contano decine di morti sia tra gli abitanti palestinesi, sia tra i miliziani di Fatah Al Islam (arabi di diversa provenienza e vicini ad Al Qaeda), sia tra i militari libanesi che hanno prima tentato di intervenire per arrestare alcuni presunti terroristi e poi, dopo i primi scontri, hanno bombardato il campo dall’esterno, provocando conseguenze gravi per la popolazione.
Contemporaneamente, due bombe sono esplose a Beirut. Se il terrorismo internazionale si è infiltrato nei campi profughi palestinesi, è anche a causa della situazione interna libanese, che, dopo la guerra dell’estate scorsa tra gli Hezbollah e Israele, ha subìto un altro duro colpo con la disgregazione della maggioranza di governo e ora rischia la guerra civile. Da mesi la coalizione al potere ha perso la sua componente filosiriana e ora si regge su una minoranza. Il Parlamento non si riunisce più da marzo, perché il suo presidente Nabih Berri rifiuta di convocarlo, volendo impedire che ratifichi l’istituzione di un Tribunale dell’Onu sull’assassinio dell’ex premier Rafiq Hariri.
Il capo del governo Fouad Siniora, scavalcando il Parlamento, chiede ora alle Nazioni Unite di stabilire ugualmente il Tribunale per fare piena luce sui responsabili del delitto, che, secondo gli Stati Uniti, andrebbero cercati in Siria.

Per capire come la situazione nei campi profughi possa essere degenerata, bisogna tener conto delle condizioni di vita degli abitanti palestinesi,
trattati da 60 anni come cittadini di serie B, anzi senza poter mai diventare cittadini libanesi, né lavorare, né accedere a servizi essenziali come acqua ed elettricità.
Ma cos’è Nahr Al Barid? Lo spiega il sito palestineremembered.com che fornisce una mappa di tutti i principali campi profughi in Palestina, Libano, Siria e Giordania. Nella sezione dedicata a Nahr Al Barid, nella pagina delle foto, si puo’ vedere com’era il campo poco dopo la diaspora palestinese del 1948, con i primi rifugiati accampati in piccole tende, e com’è oggi, ovvero una città con grandi edifici di cemento.
Qui, nel 1971, è stato girato anche un film, un documentario intitolato: “La vita al campo di Nahr al Barid”.
- Mercoledì 23 Maggio 2007

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Commenti
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Il 23 Maggio 2007 alle 13:18 CiroCipolla ha scritto:
Attenzione a 360° per i nostri militari inviati a far da muro umano tra popoli in guerra per partito preso.
Il 31 Maggio 2007 alle 21:47 Il Tribunale Hariri spacca il Libano. E avvicina Siria e Iran » Panorama.it – Mondo ha scritto:
[...] La notizia dell’istituzione, da parte dell’Onu, di un Tribunale per giudicare i responsabili dell’omicidio dell’ex premier libanese Rafiq Hariri apre nuovi scenari per il Libano, la Siria e per tutto il Medio Oriente. Una parte della popolazione libanese, sunnita e vicina a Hariri e al premier Sinora, festeggia. Gli sciiti di Hezbollah e Amal, alleati della Siria, considerano la decisione un’ingerenza dell’Occidente. I cristiani sono divisi. Tutti, favorevoli o contrari, temono che la notizia faccia esplodere il conflitto latente in un Paese che è già da tempo sull’orlo di una nuova guerra civile. Ciò mentre persino Al Qaida cerca di ritagliarsi un suo spazio nel Paese, sfruttando l’annoso problema dei campi profughi palestinesi, come dimostrano gli scontri che continuano anche oggi a Nahr Al Barid tra i militanti di Fatah Al Islam e l’esercito. I commenti della stampa libanese e araba riflettono queste divisioni. Al Mustaqbal e An Nahar, vicini al governo, parlano di giustizia per le vittime e contro il terrorismo. [...]
Il 4 Giugno 2007 alle 10:19 Visto dalla stampa araba: le responsabilità palestinesi nel Libano in fiamme » Panorama.it – Mondo ha scritto:
[...] Gli scontri in Libano si allargano al sud. Dopo due settimane di combattimenti nel campo di Nahr Al Barid, a Tripoli, ci sono state sparatorie anche davanti a quello di Ain Al Hilweh, vicino a Sidone. Questa volta a fronteggiare l’esercito non è Fatah Al Islam, ma un altro gruppo sunnita di ispirazione jihadista: Jund Al-Sham. La stampa araba si interroga sulle ragioni di un conflitto che, come osservano molti analisti, si è innescato mentre l’Onu stava per istituire il Tribunale sull’omicidio dell’ex premier Hariri . [...]
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