[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10027/normal_hippy_toronto.jpg)
“Gli hippy avevano proprio ragione”. È ironico ma coglie nel segno Mark Moford, editorialista del San Francisco Chronicle: dal bisogno di energia pulita al desiderio di coltivazioni biologiche, dal parto naturale alla medicina alternativa, tutto era stato già “teorizzato” dai figli dei fiori. Sarà anche per questo che, negli ultimi tempi, le comuni sopravvissute nel continente americano stanno catalizzando l’attenzione dei media. Soprattutto quelle canadesi e soprattutto da quando si è diffusa la notizia che per entrare nella comune più famosa del Paese, Morninglory Farm, non solo bisogna iscriversi a una lista d’attesa, ma anche pagare 5 mila dollari se si è tra i fortunati a far parte della fattoria.
Inaugurata nel 1969, fa perno intorno a Rob Anderman, uno dei fondatori e l’unico ad abitare ancora lì oggi, con moglie e tre figli. Barba e capelli lunghi come ogni hippy che si rispetti, ha trasformato con gli anni la comune in un’oasi ecologica all’interno di un parco dell’Ontario: non ci sono telefoni né televisori ma solo computer portatili perché consumano poco, non fa uso di energia elettrica bensì di pannelli solari. Quasi tutti i residenti coltivano un orto ma non solo: la fattoria produce e distribuisce anche moltissimi prodotti ecologici, a cominciare dai biscotti Cool Hemp.
Accanto alla più nota e organizzata Morninglory Farm esistono in Canada e negli Stati Uniti altre oasi felici di questo tipo e piccole fattorie votate a stili di vita sostenibili che distribuiscono anche i prodotti coltivati. Non è un caso se il Canada sia stato definito anche “Paese degli hippy“, persio dall’autrice – canadese – di “No Logo” Naomi Klein. Sarà perché il Paese è storicamente attento alle tematiche ambientaliste ma anche perché gli ultimi governi sono spesso andati incontro a certe battaglie sostenute dai figli dei fiori. Per esempio approvando leggi meno dure nei confronti del consumo di maijuana.
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- Venerdì 25 Maggio 2007

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Il 14 Luglio 2009 alle 10:06 Progetti Inconcludenti: Fricchettoni « Come un dinosauro in un bicchier d’acqua – Il bleurg di Agu ha scritto:
[...] Luglio 14, 2009 Nel corso del Capodanno passato (ma magari non è così, e nel caso mi si smentisca, che la mia memoria è sbarazzina), io e il buon XX decidemmo che il 2009 avrebbe segnato il ritorno dei cari, vecchi fricchettoni. Quelli degli anni ‘60 che si vestono a fiori e invocano pace e amore strafatti di psiconi, insomma. [...]
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