28 maggio 2007. Dopo 27 anni di gelo nelle relazioni diplomatiche tra i due Paesi, gli ambasciatori di Iran e Stati Uniti si incontrano a Baghdad per discutere della situazione irachena.
Il coinvolgimento di Teheran nel conflitto è noto a tutti e Bush si rende conto che non può sperare di fermare la guerra civile tra sunniti e sciiti senza dialogare con un Paese che considera parte dell’Asse del male. I colloqui non toccheranno però la questione nucleare, su cui è invece l’Unione Europea a fare da mediatrice. Un incontro tra il capo dei negoziatori iraniani Ali Larijani e il responsabile della politica estera europea Xavier Solana è previsto per il 31 maggio.
Ciò mentre il Consiglio di Sicurezza dell’Onu sta per essere chiamato a decidere su eventuali nuove sanzioni all’Iran, che non ha sospeso il programma di arricchimento dell’uranio e, anzi, secondo il rapporto dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica reso noto nei giorni scorsi, sarebbe in grado di ottenere la bomba nucleare, se lo volesse, tra un minimo di 3 e un massimo di 8 anni.
La questione si intreccia con la situazione a Baghdad, visto che Teheran esercita un’enorme influenza sulla maggioranza sciita irachena. Non a caso è tornato in scena proprio in questi giorni Moqtada al-Sadr, il leader della formazione irachena che, sul fronte sciita, ha dato più filo da torcere agli Stati Uniti. Non appena rientrato in Iraq,dopo aver passato alcuni mesi in Iran per il timore di essere eliminato dai militari americani, ha subito ribadito che i nemici da combattere sono Stati Uniti, Gran Bretagna e Israele, ma ha anche auspicato l’unità nazionale, invitando le sue milizie a non scontrarsi più con l’esercito iracheno. Per tutta risposta, i soldati iracheni e statunitensi hanno compiuto un raid nel quartiere di Baghdad considerato la sua roccaforte (Sadr City) e i militari britannici stanziati nel sud hanno ucciso un suo luogotenente.
A completare il quadro, c’è un altro elemento: mercoledì, gli Stati Uniti hanno inviato nel Golfo Persico, non lontano dalle coste iraniane, navi con 17.000 militari e Bush, qualora il messaggio non fosse stato sufficientemente chiaro, ha auspicato nuove misure contro Teheran. Secondo indiscrezioni, inoltre, il presidente statunitense avrebbe autorizzato operazioni dei servizi segreti per destabilizzare l’Iran.
- Lunedì 28 Maggio 2007

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Il 28 Maggio 2007 alle 13:05 Visto dal mondo arabo: chi ha paura dell’atomica iraniana? » Panorama.it – Mondo ha scritto:
[...] Usa e Iran si parlano, ma è tutt’altro che pace [...]
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