Dopo l’ex Jugoslavia, il Rwanda, Timor East, Sierra Leone, Repubblica democratica del Congo, ecco che in attesa del Libano, la giustizia internazionale ha ufficialmente avviato il caso Liberia. Ieri si è aperto infatti all’Aja il processo contro l’ex presidente liberiano Charles Taylor.
Una prima assoluta, quella di un capo di Stato africano costretto a fare i conti con un passato che più di torbido di così non si può. Sul suo conto pesano responsabilità pesantissime nelle guerre civili che hanno devastato la Liberia e la Sierra Leone tra 1989 e il 2003.
Gli undici capi d’imputazione emessi dal Tribunale speciale della Sierra Leone (Tssl) racchiudono una piccola galleria degli orrori che, oltre agli scontatissimi “crimini di guerra” e “crimini contro l’umanità”, includono mutilazioni su civili, cannibalismo, schiavitù sessuale e arruolamento forzato di bambini-soldato. Arrestato nel marzo 2006 dopo un ennesimo tentativo di fuga rocambolesca dalla Nigeria al Camerun, Taylor era stato trasferito all’Aia anziché in Sierra Leone per motivi di sicurezza. Ora, nonostante il suo rifiuto di comparire in aula, dovrà rispondere della morte di oltre 400mila persone.
- Martedì 5 Giugno 2007

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