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A meno di un mese dalla visita di Benedetto XVI a San Paolo, il presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva lancia un Programma di pianificazione familiare che, tra le principali misure, ha come obiettivo quello di finanziare l’industria nazionale di anticoncezionali. Gli effetti dell’annuncio, che Lula ha fatto insieme al ministro della Sanità, José Gomes Temporão, si vedranno nei prossimi mesi: il governo brasiliano, infatti, ha stabilito che nelle farmacie inserite nel Programma pubblico Farmácia Popular le pillole anticoncezionali saranno vendute a 0,40 reais la confezione, pari a 0,15 euro. Un prezzo stracciato per un mese di contraccettivi, e di circa il 90 per cento inferiore a quello di mercato, dove i prezzi variano dai 5 ai 50 reais a seconda del prodotto. Una vera e propria rivoluzione per i 55,9 milioni di brasiliani poveri che, ancora oggi, vivono al di sotto della soglia di povertà e che, in base alle statistiche dell’Ibge, l’Istat brasiliano, hanno in media cinque figli per nucleo familiare.
Al momento gli anticoncezionali che in base al Piano di pianificazione familiare lanciato da Lula potranno essere acquistati a un decimo del prezzo di mercato sono tre: una pillola monofasica a basso dosaggio contenente etinilestradiolo e levonogestrel, un’altra a base di norestisterone consigliata alle donne durante l’allattamento e un contraccettivo iniettabile da assumersi mensilmente. Per la lista completa dei farmaci sussidiati da Lula è a disposizione online il prezzario del ministero brasiliano della Salute.
Per ridurre i prezzi degli anticoncezionali nelle “farmacie popolari” e implementare il Programma di pianificazione familiare, il governo brasiliano ha stanziato cento milioni di reais, circa 38 milioni di euro, mentre saranno 3.500 i punti vendita in cui, soprattutto i brasiliani poveri, potranno accedere a contraccettivi a basso costo.
“Garantire l’acceso dei farmaci ai poveri per evitare gravidanze indesiderate e garantire agli uomini interventi di vasectomia nella rete sanitaria pubblica è un provvedimento di buon senso”, ha detto il presidente Lula, lasciando intendere che nel Programma di pianificazione saranno coinvolti anche gli uomini brasiliani che, se e quando lo desidereranno, potranno farsi sterilizzare praticamente a costo zero. Dal canto suo, il ministro della Salute, Temporão, ha detto che l’obiettivo del Programma sarà di distribuire 50 milioni di confezioni di pillole l’anno. Una cifra enorme ma che sparisce di fronte ai 25 milioni di preservativi che, da quando è arrivato Lula al governo, sono distribuiti di fronte a scuole di samba, bar e discoteche nella settimana di Carnevale. Numeri che hanno fatto del Brasile il paese preferito dalle Nazioni Unite per implementare politiche anti-Aids innovative.
Nel paese che ospita il maggior numero di cattolici al mondo (150 milioni) ma dove ogni anno gli aborti clandestini oscillano tra gli 800mila e il milione e dove la legislazione sull’interruzione volontaria della gravidanza (attualmente consentita solo in caso di stupro e di gravi rischi per la salute della madre) è oggetto di discussione in Parlamento, il Programma di pianificazione familiare del governo Lula non poteva non provocare una reazione della Chiesa. Che è arrivata attraverso dom Orani João Tempesta, arcivescovo di Belém e presidente della Commissione per la Cultura, l’Educazione e la Comunicazione Sociale della Cnbb, la Conferenza Nazionale dei vescovi brasiliani. “La Chiesa è a favore di una paternità responsabile attraverso i metodi tradizionali”, ha fatto sapere dom Tempesta il quale, in merito al Programma di Lula, ha aggiunto: “non possiamo dire se sia una priorità concentrarsi su questi metodi o sulle file di pazienti che negli ospedali aspettano di essere operati”.
- Mercoledì 6 Giugno 2007

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