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“Quando avevo cinque anni, ho iniziato a tessere tappeti per aiutare la mia famiglia”. Khadija oggi è una bambina marocchina di dieci anni che racconta, come fosse adulta, gli anni passati a lavorare undici ore al giorno, per l’equivalente di otto dollari al mese. Il 12 giugno 2007 si festeggia il bicentenario dell’abolizione della schiavitù nelle colonie britanniche. Da cinque anni il 12 giugno è anche la giornata internazionale contro il lavoro minorile: una schiavitù a cui ancora non si è messo fine. I minori tra i 5 e i 17 anni che lavorano sono 218 milioni, di cui 126 milioni coinvolti in lavori pericolosi . Per la stragrande maggioranza si trovano in Asia e nell’area del Pacifico (122 milioni), poi nell’Africa Sub-Sahariana (quasi 50 milioni) e in America Latina (5,7 milioni). Milioni di bambini sono costretti a lavorare per ripagare un debito contratto dalla famiglia: solo in India si stima che 15 milioni di bambini debbano lavorare per saldare un debito e molti di essi sono coinvolti in lavori illegali e ad alto rischio, in miniera o nei campi, dove devono maneggiare macchinari pesanti. La povertà è, evidentemente, la causa principale del lavoro dei minori. Ma a volte bambini e ragazzi vanno a lavorare perché la scuola non c’è o non è adeguata, o perché sono discriminati per motivi di genere, appartenenza etnica o disabilità. Tutti questi casi fuoriescono dalla distinzione tra paesi avanzati e paesi in via di sviluppo. Anche in Italia ci sono livelli elevati di povertà minorile, famiglie numerose con titoli di studio medio-bassi, un’alta dispersione scolastica soprattutto tra gli stranieri e una grande diffusione del lavoro nero. E i bambini o adolescenti che lavorano sono tra i 400 e i 500mila. Se a Roma, secondo un’indagine Ires, il lavoro minorile riguarda più che altro le comunità immigrate, come i rom costretti all’accattonaggio o i piccoli cinesi coinvolti nelle attività di ristorazione o commerciali dei genitori, a Napoli ragazzi tra i 12 e i 16 anni lavorano in ogni settore e a volte hanno paghe salariali vere e proprie, che alimentano il fascino della conoscenza di un mestiere e il mito della vita di strada.
Il gadget delle Olimpiadi 2008? Prodotti da minori in Cina
- Martedì 12 Giugno 2007

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Commenti
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Il 12 Giugno 2007 alle 10:29 mario_portanova ha scritto:
Senta, ma in Italia il lavoro minorile è vietato?
Il 12 Giugno 2007 alle 10:59 Costanza Alvaro ha scritto:
In Italia la legge 997 del 1967 stabilisce che l’età minima per l’avviamento al lavoro è 15 anni (in coincidenza con il termine della scuola obbligatoria). Se il lavoro non interferisce con il seguire la scuola anche 14 anni.
L’Italia ha poi ratificato la Convenzione dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) del 1999 sulle forme peggiori di lavoro minorile: per i minori di 18 anni è proibita ogni forma di schiavitù, compresi i lavori forzati per debiti e l’arruolamento nei conflitti armati, nonché il loro utilizzo per fini pornografici e di prostituzione, o in attività illecite e in lavori pericolosi e insalubri. Però, come lamenta la onlus Save the children, l’Italia non ha ancora predisposto il piano d’azione in materia, che permetterebbe di raccogliere dati e approntare interventi concreti di prevenzione e contrasto.
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