- Tags: Abu Mazen, Al-Fatah, Hamas, Palestina
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Sarà composto da dieci ministri indipendenti e avrà il pieno sostegno della comunità internazionale e degli Stati Uniti. Il nuovo governo di emergenza nazionale palestinese, sorto per decisione del presidente dell’Anp Abu Mazen, nasce sotto una buona stella internazionale, ma dovrà affrontare la sfida più difficile in patria: quella di riprendere il potere a Gaza, dove oggi sventola la bandiera verde islamista, senza spargere troppo sangue. Gli americani sono pronti a revocare le sanzioni contro l’Anp decise dopo la vittoria degli integralisti nel 2006. Gli israeliani - come gesto di “buona volontà” - riapriranno i valichi di frontiera per far passare gli aiuti umanitari a Gaza. L’Europa e la Russia hanno già dato luce verde all’operazione. L’incognita più grande, per il nuovo governo Fayaad, si chiama però Hamas, che, dopo l’assalto ai servizi di sicurezza dell’Anp a Gaza, è venuta in possesso dei documenti top secret che svelano l’identità dei collaboratori segreti della Cia ma anche dello Shin Beth che agivano sotto copertura all’interno delle organizzazioni integraliste. E’ lecito attendersi, nei prossimi giorni, una serie di esecuzioni sommarie contro i presunti infiltrati a Gaza.
Se Gaza è sotto scacco, la Cisgiordania - ancora sotto occupazione israeliana e roccaforte di Al Fatah - balla sull’orlo della guerra civile. Le Brigate martiri di Al Aqsa, gruppo estremista di Al Fatah, hanno dato l’assalto al Parlamento di Ramallah. Un atto che segna un’ulteriore accelerazione della crisi in corso. Confermata anche dal tentato rapimento del vicepresidente del parlamento di Hamas. I dirigenti politici dei due partiti cercano, come possono, di controllare le azioni spontanee delle rispettive milizie. Ma a poco potrebbero servire l’appello dell’ex premier di Hamas Haniey ai miliziani, affinché a Gaza non indossino il passamontagna. O anche gli inviti al dialogo dello sceicco Khaled Meshaal, plenipotenziario di Hamas a Damasco. Quella che in corso è una violenta guerra di potere per il controllo delle istituzioni, tra le due Palestine: quella laica e nazionalista della West Bank e quella, islamizzata, di Gaza. Domani è previsto il giuramento di Fayyad, ma, c’è giurarci, è un governo che nasce dimezzato.
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- Sabato 16 Giugno 2007

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