
Un solo corridore, niente ammiraglia, sponsor ridotti all’osso e tanta passione per lo sport. Basterebbero questi pochi, ma sani ingredienti per rendere davvero pulito il mondo del ciclismo. Ed è questa la sfida che da oggi si appresta a lanciare al Tour de France Guillaume Prébois con l’iniziativa “Autre Tour” (Altro Tour). 35 anni, collaboratore delle pagine sportive di Le Monde, il giornalista francese partirà con 24 ore di anticipo rispetto al via ufficiale del Tour per ripercorrerne tutte le tappe (comprese quelle massacranti di montagna) e mettere così a confronto i suoi tempi di percorso (umano) con quelli dei ciclisti professionisti, da tempo coinvolti in una serie infinita di scandali legati al doping (leggi anche Il Tour al via).
Al cospetto di Petacchi & co., i test clinici effettuati da Prébois il 28 giugno scorso in un ospedale di Tolosa giocano tutti a suo favore: le condizioni fisiche del giovane giornalista sono quelle di un “eccellente ciclista amatore” afferma il professor Daniel Rivière. Del resto, Prébois si sta preparando alla sfida da otto mesi e può vantare 25.000 chilometri macinati ogni anno sulle strade asfaltate d’oltralpe. Durante il suo Tour, Prébois potrà contare sul supporto di specialisti dell’Ospedale CHU di Tolosa e del laboratorio Inserm di Parigi i quali, assieme all’Agenzia anti-doping francese e la Société française de médecine du Sport, seguiranno le condizioni fisiche del nostro eroe. Lo scopo ufficiale scrive Le Monde, è quello di “analizzare l’adattamento fisiologico di un organismo sottoposto a un’enorme pressione fisica e mentale”. Se questa è la versione ufficiale della sfida lanciata da Prébois, c’è da scommettere che il ciclismo professionale rischia di uscirne di nuovo a pezzi. Perché inevitabile sarà il dubbio che sorgerà tra gli appassionati: “ma dei due Tour, qual è quello vero?”
Segui in diretta il Tour de France di Prébois.
- Venerdì 6 Luglio 2007

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Commenti
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Il 6 Luglio 2007 alle 19:17 Il Tour al via, senza numeri uno. Ma con un protagonista: il doping » Panorama.it - Bellavita ha scritto:
[...] Non ci sarà, per la prima volta nella storia, la maglia col numero 1. Non ci sarà perché la vittoria del Tour de France del 2006 non è stata ancora assegnata. Virtualmente nell’albo d’oro c’è il nome di Oscar Pereiro, secondo sui Campi Elisi lo scorso anno, ma in realtà non c’è un vero vincitore. Floyd Landis, che portò la maglia gialla di leader della classifica generale fino a Parigi e dopo un’impresa incredibile nella 17esima tappa, è sotto accusa per doping, proprio dopo quella impresa, testosterone fuori norma. Con Landis non ci sarà nemmeno la sua squadra, la Phonak. Quindi il primo pettorale sarà quello col numero 11. Ma per doping non ci saranno, a dare battaglia a botta di pedali, Ivan Basso (squalificato per doping) e Ian Ullrich, che come Basso è stato coinvolto nella cosiddetta Operation Puerto sul doping in Spagna. Ci saranno, invece, Alejandro Valverde e Alexandre Vinokourov, possibili protagonisti, ma anche loro con mezzo piede nell’inchiesta della Guardia Civil iberica. Ciclismo senza pace verrebbe da dire. E così sarà, anche perché mancherà anche uno dei velocisti più attesi, Alessandro Petacchi, per il quale è stata chiesta una squalifica di un anno, per doping manco a dirlo, ma, questa volta, all’ultimo Giro d’Italia (salbutamolo in eccesso, l’accusa). Per scelta mancherà Danilo Di Luca, fresco vincitore della corsa rosa e anche lui alle prese con qualche problemino legato a un’altra inchiesta sul doping (Oil for Drug) e Damiano Cunego. Da tutto questo ciclone, l’unico a essersi salvato, per ora, è stato Lance Armstrong, sette volte trionfatore alle Gran Boucle, e che con il mondo del ciclismo ha chiuso. Ma sui cui molti nutrono forti sospetti. E se proprio tutta questa bufera non bastasse, sappiate che il Tour (leggi anche Inizia il tour, quello vero) partirà quest’anno, il 7 luglio, da Londra, una città blindatissima per la paura di nuovi attentati terroristici, ma con 4500 agenti pronti a garantire la sicurezza. [...]
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