
Un certificato di qualità per le aziende tessili che non ricorrono alla schiavitù. La notizia non è del secolo scorso ma di questi giorni e a proporre questo incredibile certificato è un’autorevole istituzione del governo argentino, l’Istituto Argentino di Tecnologia Industriale (Inti), che lo rilascia a tutte quelle aziende che si impegnano volontariamente a non utilizzare manodopera schiava (file pdf).
La misura è stata presa dopo che, nel marzo 2006, un incendio in una fabbrica tessile clandestina di Buenos Aires aveva ucciso una donna e cinque bambini boliviani, tutti impiegati clandestinamente nell’azienda. Una tragedia che ha tolto il velo su uno dei problemi più drammatici che deve affrontare il governo argentino di Néstor Kirchner: la schiavitù, soprattutto degli immigrati della Bolivia, il paese più povero dell’America latina. In base alle stime del ministero del Lavoro, oggi a Buenos Aires l’80 per cento delle officine tessili lavora nella più completa illegalità e, nonostante ciò (o forse proprio per questo, a causa dell’abbattimento dei costi di produzione) “le grandi firme appaltano a loro la lavorazione e il confezionamento dei capi alla moda”, spiega Pablo Berger, coordinatore del programma che rilascerà i certificati “schiavitù free”.
A denunciare 72 grandi firme dell’abbigliamento di utilizzare indirettamente, tramite le fabbriche illegali, manodopera schiava è stata tempo fa la cooperativa “La Alameda”, che riunisce le cucitrici e i lavoratori riusciti ad affrancarsi. Come prima conseguenza di questa azione, la principessa d’Olanda Máxima Zorreguieta ha cessato di acquistare abiti firmati Graciela Naum, una delle “big” finite sul banco degli imputati. Sono però in molti a temere che il certificato non servirà molto e che l’industria del tessile, che rappresenta un indotto importante in Argentina, continuerà a mietere vittime tra i suoi operai, a cominciare da quelli boliviani.
Sullo stesso tema leggi anche: Brasile: quando l’energia pulita significa schiavitù
- Lunedì 9 Luglio 2007

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Commenti
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Il 9 Luglio 2007 alle 12:15 Buenos Aires promuove un certificato contro la schiavitù | rubriche ha scritto:
[...] leggi su Panorama.it - Mondo [...]
Il 9 Luglio 2007 alle 23:24 linux747 ha scritto:
I giornali dell REPUBBBLICA SOVIETICA ITAGLIANA invece di occuparsi degli SCHIAVI PROPRI trovano più commodo occuparsi degli SCHIAVI ALTRUI.
E’ chiaro il concetto?
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