Il braccio di ferro tra le autorità pachistane e gli estremisti religiosi asserragliati nella Moschea Rossa di Islambad ha molte implicazioni politiche interne ed internazionali su cui si sofferma la stampa del mondo musulmano.
Il Pakistan Observer, in vari articoli, ricorda le tappe della vicenda, che in Occidente è emersa solo in seguito agli scontri della settimana scorsa, ma il cui inizio risale a sei mesi fa, quando gli studenti islamici della scuola coranica e le studentesse dell’annesso istituto femminile si sono ritrovati in prima fila contro l’abbattimento di alcuni vecchi edifici religiosi deciso dal governo. La protesta, col passare dei mesi, è andata oltre, fino a comprendere il rapimento di alcuni cittadini cinesi accusati di immoralità. A manovrare gli studenti c’erano i leader religiosi della moschea: i fratelli Abdul Aziz e Abdul Rashid Ghazi, impegnati a ritagliarsi uno spazio politico in vista delle elezioni che dovrebbero tenersi in autunno, ma che proprio l’attuale scontro rischia di far rinviare. Secondo il quotidiano, “uno Stato dentro lo Stato non è accettabile per la gente del Pakistan”. E non è accettabile neanche per l’Occidente, preoccupato che un Paese dotato della bomba atomica e alleato degli Stati Uniti possa vedere ribaltati i suoi equilibri in caso di successo elettorale degli estremisti.
È vero, però, che lo stesso Presidente Musharraf, salito al potere con un colpo di Stato militare e noto per la durezza del suo regime, ha aiutato in passato gli integralisti, legati a loro volta ai Taleban afghani, e anche dopo gli attentati dell’11 settembre ha spesso tenuto un atteggiamento ambiguo nei loro confronti. In questa prospettiva, il quotidiano panarabo Al Hayat rimprovera a Musharraf di aver giocato col fuoco dando spazio ai movimenti integralisti e ricorda precedenti storici simili (come l’Algeria e l’Egitto di Sadat), tutti finiti tragicamente.
- Lunedì 9 Luglio 2007
IL MONDO CHE SARÀ
LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
IL MONDO IN CLASSIFICA
STORIE DAL MONDO
OGGI AVVENNE
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
STATI UNITI, FRANCIA, EGITTO, RUSSIA
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
GUARDA IL VIDEO
VAI ALLO SPECIALE
I FATTI PIÙ IMPORTANTI DEL 2011
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 9 Luglio 2007 alle 11:11 Visto dalla stampa musulmana: il Pakistan non vuole uno Stato nello Stato | rubriche ha scritto:
[...] leggi su Panorama.it - Mondo [...]
Il 10 Luglio 2007 alle 13:51 Assalto alla Moschea Rossa: tragedia infinita per il Pakistan » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Il rischio adesso è che si possano avverare le minacce di Abdul Rashid Ghazi, secondo il quale un assalto alla Moschea Rossa avrebbe scatenato, per reazione, una rivoluzione islamica in tutto il Pakistan. Certo è che il fondamentalismo islamico nel paese è in crescita. Il quotidiano The News rivela che il numero degli studenti delle scuole coraniche della setta Deobandi (che ha ispirato i Taleban afghani), è raddoppiato in un anno. Usando ancora una volta la mano pesante, il presidente Musharraf, salito al potere con un colpo di Stato nel 1999, rischia di inimicarsi la gran parte della popolazione in vista delle elezioni che dovrebbero tenersi in autunno. Ma anche lasciare mano libera agli estremisti islamici avrebbe significato per Musharraf perdere la faccia. [...]
Il 10 Luglio 2007 alle 14:50 Assalto alla Moschea Rossa: tragedia infinita per il Pakistan | rubriche ha scritto:
[...] Il rischio adesso è che si possano avverare le minacce di Abdul Rashid Ghazi, secondo il quale un assalto alla Moschea Rossa avrebbe scatenato, per reazione, una rivoluzione islamica in tutto il Pakistan. Certo è che il fondamentalismo islamico nel paese è in crescita. Il quotidiano The News rivela che il numero degli studenti delle scuole coraniche della setta Deobandi (che ha ispirato i Taleban afghani), è raddoppiato in un anno. Usando ancora una volta la mano pesante, il presidente Musharraf, salito al potere con un colpo di Stato nel 1999, rischia di inimicarsi la gran parte della popolazione in vista delle elezioni che dovrebbero tenersi in autunno. Ma anche lasciare mano libera agli estremisti islamici avrebbe significato per Musharraf perdere la faccia. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.