Il Golden Gala di Roma, in programma stasera all’Olimpico, ha già incoronato il suo re: Oscar Pistorius, atleta sudafricano noto ormai in tutto il mondo per essere il primo disabile della storia dell’atletica con serie possibilità di poter correre in un’Olimpiade con velocisti normodotati. I suoi tempi su 100, 200 e 400 metri, e i suoi trionfi alle paraolimpiadi di Atene 2004 hanno sbalordito la Federazione internazionale di Atletica (Iaaf). Al punto di diventare un caso sportivo senza precedenti: i giudici della Iaaf presenti al Golden Gala dovranno infatti capire se le gambe di lega di carbonio con cui Pistorius ha frantumato ogni record nelle corse per disabili sono in grado di farlo correre più velocemente rispetto a colleghi che possono ringraziare il cielo di avere due gambe. Ve lo immaginate, un amputato che batte alle Olimpiadi di Pechino una star del calibro di Jeremy Warner su 400 metri?
Alla Iaaf qualcuno storce il naso, convinto che le imprese di Pistorius non siano regolari: le sue protesi “Ossur” gli consentirebbero di risparmiare energia fisica e correre con falcate più ampie rispetto ai normodotati. In attesa della risposta che Pistorius darà stasera al Golden Gala (la sua prima gara internazionale fuori dalla categoria disabili), Panorama.it ha intervistato Steven Ball, responsabile dei preparatori sportivi dell’Hpc, High Performance Center, il centro di eccellenza sportivo situato nel campus dell’Università di Pretoria. Il luogo in cui ogni giorno Pistorius macina chilometri di pista atletica per stupire il mondo. Ball segue ormai da quasi due anni il fenomeno sportivo dell’anno.
A quando risale il suo primo incontro con Oscar Pistorius?
Nel 2005. Quando l’ho visto per la prima volta scendere le scale per raggiungere il mio ufficio, ho pensato: “ma questo è un ragazzo simile qualsiasi altro teenager della sua generazione”. Camminava come un essere umano normale. E sa perché?
Ce lo dica lei.
Perché Oscar è un atleta normale.
Ne siamo proprio sicuri?
Riavvolgiamo un attimo il film della sua storia. Abbiamo un ragazzo a cui all’età di undici mesi vengono amputati gli arti inferiori. La sua infanzia procede normalmente, anche grazie a una famiglia fortissima alle spalle. Studia e pratica sport impegnativi come il rugby e il polo. Poi, nel 2004, si rompe il ginocchio e decide di passare all’atletica. I primi cronometri sono catastrofici, ma con il passare dei mesi segna tempi sempre più interessanti. Fino a Roma, dove decide di mettersi alla prova con atleti normodotati.
Scusi Ball, ma dove vuole arrivare?
Voglio soltanto far capire alla gente che il caso Ball, semmai ce ne fosse uno, deve essere interpretato con giudizio radicalmente diverso. Di fronte a voi avete un ragazzo con una volontà di ferro, convinto di poter vivere fuori e dentro la pista come qualsiasi altro essere umano. La sua carriera sportiva quindi è tutta imperniata sul concetto di normalità. Del resto, qui all’High Performance Center alleniamo Oscar come un atleta normale.
Che idea si è fatto della polemica sui presunti benefici che Pistorius trarrebbe dalle sue protesi?
Sono tutte idiozie. Ripeto, all’inizio i suoi tempi erano davvero mediocri. Ora, chi non sa di sport deve capire gli sforzi enormi che Oscar ha dovuto produrre per raggiungere i risultati attuali. In un caso come il suo, ci vogliono ore e ore di allenamento per rendere affini le protesi con il resto del corpo, in particolare i muscoli delle cosce e le anche. La chiave del suo successo sta nel modo con cui è riuscito a rendere complice nella corsa due entità corporali totalmente diversi fra loro. Se poi è riuscito a dotarsi di protesi tecnologicamente avanzate, tanto meglio…
Che ripercussioni sta avendo la vicenda di Pistorius in Sudafrica?
Direi enormi. Ovvio, tutti i sudafricani ne parlano. Ma ciò che più mi impressiona è il fatto che Oscar sia diventato un esempio di vita non solo per i disabili, ma per tutti i sudafricani. Questo dà l’idea della normalità della sua impresa. Non le pare?
Pubblicità Nike con Pistorius. Su YouTube
Intervista e caso Pistorius. Da Yotube
La storia di Pistorius. Un servizio di AlJazeera English, su Youtube
- Venerdì 13 Luglio 2007


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Commenti
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Il 13 Luglio 2007 alle 17:44 Sudafrica: Oscar Pistorius, storia di un disabile normale | rubriche ha scritto:
[...] leggi su Panorama.it - Mondo Articoli CollegatiOscar Pistorius, l’atleta senza gambe, andrà alle Olimpiadi di Pechino 2008? [...]
Il 15 Luglio 2007 alle 8:48 annaclelia ha scritto:
Com’e’ possibile considerare Pretorius favorito dalle protesi quando ha dovuto lavorare duramente per ben un anno solo per poter essere in grado di partire dai blocchi di partenza come gli altri atleti e non in piedi? E comunque questo lo penalizza alla partenza perche’ non puo’ scattare velocemente come gli altri.
Pretorius dev’essere considerato un esempio per tutti i portatori di handicap e come tale aiutato ad inserirsi nel mondo dell’atletica “normale” al piu’ alto livello come merita.
C’e’ anche un altro ragazzo qui in Sud Africa che con le stesse protesi ha corso la Comrades Marathon tra Pietermaritzburg e Pretoria (89 chilometri e rotti) e l’ha portata a termine.
Tanto di cappello a questi atleti eccezionali e dalla volonta’ di ferro!
Il 8 Luglio 2008 alle 19:11 alealini ha scritto:
La cosa è quasi ridicola, da burocretini.. piuttosto non omologare l’eventuale record, ma appellarsi a norme rigidissime in un mondo che vive ogni settimana uno scandalo (di solito doping, ma non solo) è assurdo. Sarebbe stato bello poter continuare a scommettere sulla sua forza di volontà, vedere nei roster dei siti di scommesse online come better un campione vero, che in pista è riuscito a superare, oltre agli avversari, anche i suoi limiti
Il 28 Agosto 2008 alle 15:23 La fiamma olimpica riparte per i XIII Giochi Paralimpici » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Fra le star di questa edizione i sudafricani Oscar Pistoius e Natalie Du Toit. Se il primo ha tentato invano la doppia qualificazione per l’Olimpiade tradizionale, la 26enne nuotatrice è riuscita invece, prima atleta nella storia dello sport, a qualificarsi sia per le Paralimpiadi che per le Olimpiadi, dove ha portato a termine a la 10 chilometri di fondo, classificandosi al sedicesimo posto. Tra le novità di questa edizione, anche una copertura mediatica completa, durante i 12 giorni di gare: per questa che spesso è trattata come una manifestazione cenerentola, il Comitato Paralimpico, ha infatti creato un canale su YouTube: accedendo all’indirizzo ParalympicSportTV sarà possibile assistere a tutte le gare. [...]
Il 22 Febbraio 2009 alle 14:51 Incidente a Pistorius, è grave » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] L’atleta paralimpico sudafricano Oscar Pistorius è ricoverato in terapia intensiva dopo essere rimasto ferito in un incidente in barca: lo afferma l’emittente sudafricana Radio 702 sul suo sito internet. Secondo l’emittente Pistorius è in condizioni serie ma stabili. Nessun commento dai familiari che hanno annunciato un comunicato nelle prossime ore. L’anno scorso Pistorius ha emozionato il mondo con il suo tentativo di partecipare alle Olimpiadi di Pechino. [...]
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