
San Paolo è in lutto, come il Brasile intero, ma si apre già la caccia alle responsabilità per un disastro aereo che, secondo più fonti, si poteva evitare. E la sicurezza dei cieli sudamericani finisce al centro dell’attenzione, non solo dei media locali.
Mentre ieri i pompieri ancora estraevano il 181esimo corpo senza vita dalle macerie di Avenida Washington Luiz (stamane il bilancio è salito a quota 188), un Fokker-100 della Tam era costretto ad “arremeter”, ovvero a riprendere quota dopo che aveva già iniziato la manovra di atterraggio nell’aeroporto di Congonhas (vedi il video in fondo). La notizia confermata dalla Infraero, la compagnia statale che amministra gli aeroporti del paese, aumenta le preoccupazioni di chi vola, nonostante la stessa Infraero abbia spiegato tramite il suo ufficio stampa che la strategia di “arremeter” quando si è “troppo alti” a Congonhas è “abbastanza comune”. Ma non è bastato alla società rendere pubbliche le cassette con la registrazione dell’atterraggio tragico dell A-320 a placare la rabbia della popolazione: secondo un sondaggio del quotidiano O Estado de São Paulo sette brasiliani su dieci hanno paura a volare e si aspettano che siano adottate misure sino ad oggi sconosciute per la sicurezza aerea nei cieli brasiliani, oltre a maggior chiarezza sulle responsabilità per quanto accaduto. Il presidente della Infraero José Carlos Pereira ha annunciato ieri notte che il traffico aereo a Congonhas sarà ridotto, mentre si attende che stasera il capo dello Stato, Luiz Inácio Lula da Silva, faccia un discorso alla nazione, annunciando un pacchetto di misure di sicurezza di emergenza atte a garantire una maggior sicurezza a chi vola. Un discorso, quello di Lula, molto atteso: a parte un comunicato emesso dal Palazzo di Planalto nelle ore immediatamente successive alla tragedia, la voce del presidente non si è sentita negli ultimi tre giorni, attirandosi parecchie critiche per il suo silenzio da mass-media e gente della strada.
E quello delle misure di sicurezza strutturali carenti è un concetto sottolineato a BBC Brasil anche da Martin Chalk, presidente dell’associazione europea del personale aereo (ECA), che in un’intervista ha criticato pesantemente l’operato del governo Lula. “L’esecutivo brasiliano avrebbe dovuto imparare la lezione con l’incidente della Gol (qui un servizio della tv Globo che ripercorre i disastri aerei in Brasile) e, di conseguenza, prendere i provvedimenti adeguati perché un disastro di quel genere non si ripetesse”. Chalk, a capo di un’associazione che rappresenta 36mila piloti di 32 paesi europei, ha aggiunto che in occasione della tragedia del settembre 2006 in cui morirono 154 persone, “il governo si affrettò per cercare i colpevoli, invece di realizzare un’inchiesta approfondita per incontrare le cause del disastro e correggere sul serio il problema, seguendo gli standard stabiliti dall’Icao, l’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile. Speriamo che la storia non si ripeta anche questa volta e che le deficienze del sistema aereo brasiliano possano essere definitivamente risolte”.
Dal canto suo la Tam, accusata dalla televisione O Globo di essere la principale responsabile del disastro a causa di un invertitore di spinta difettoso, ha diramato un comunicato stampa in cui ammette i problemi avuti lo scorso venerdì 13 luglio ma nega che questi possano avere influito sull’atterraggio dell’Airbus A-320 che, martedì sera, ha finito col trasformarsi nel maggiore disastro aereo nella storia dell’aviazione civile brasiliana. Certo è che ieri la compagnia aerea è stata costretta ad ammettere che l’Airbus A320 che si è schiantato aveva un difetto tecnico a un invertitore di spinta. Il vicepresidente della Tam, Ruy Amparo, ha però spiegato alla Globo che il difetto era stato individuato e che l’invertitore di spinta era stato disattivato, come previsto dal manuale di manutenzione della Boeing e dall’Anac, l’Agenzia nazionale dell’aviazione civile. Dichiarazioni che, tuttavia, non dissipano i dubbi della gente dal momento che gli invertitori sono il meccanismo che inverte la spinta dei reattori subito dopo l’atterraggio e servono per aiutare a frenare l’enorme massa che atterra, carica di passeggeri, alla velocità di un’auto di Formula 1.
Oltre alla Tam e agli eventuali difetti dell’aero, l’altro principale imputato del disastro è la pista di Congonhas, considerata “pericolosa” dalle stesse autorità e da un giudice di San Paolo che, su richiesta del ministero dei Lavori Pubblici, aveva ordinato che rimanesse chiusa nei momenti di pioggia per garantire la sicurezza degli aerei. Proprio come era accaduto nel giorno del disastro, quando la pista principale dell’aeroporto di San Paolo era rimasta chiusa per 23 minuti ed era stata riaperta solo 80 minuti prima del disastro.
Intervistato da Panorama.it, l’ingegnere Gustavo Marchiori, esperto di controllo aereo che partecipa al programma Sivan per il controllo satellitare dell’Amazzonia, ha detto che “la causa del disastro non può essere una sola ma un insieme di fattori che possono essere stati la pista, i difetti nell’aeronave, l’errore umano, l’eccesso di carico…”.
Il problema della sicurezza nei cieli in America Latina, tuttavia, non riguarda solo il Brasile e l’aeroporto di Congonhas. L’elenco degli scali considerati più a rischio è lungo è comincia dall’Aeroparque Jorge Newbery di Buenos Aires, ubicato anch’esso in pieno centro città. Qui nel 1999 un Boeing 737-200 della compagnia Lapa non riuscì a decollare e, dopo aver attraversato una strada piena di macchine, si schiantò su un campo di golf. Bilancio: 65 morti. Da quella storia tragica Enrique Piñeiro, un pilota della Lapa licenziato dalla stessa compagnia aerea per la sua propensione a denunciare le troppe “irregolarità del sistema”, ne ha ricavato un film, “Whisky Romeo Zulu”, un cult tra i piloti di tutto il mondo (qui il trailer), che fa raggelare il sangue per i particolari illuminanti sulla “sicurezza” nel cieli argentini e, in particolare, all’Aeroparque. Basti pensare che sono appena tre i radar a disposizione dell’aviazione civile nel paese del tango (a Buenos Aires, Mendoza e Cordoba) mentre, secondo la Uala (l’associazione dei piloti delle linee aeree argentine), dovrebbero essere almeno una decina…
I VIDEO
Un omaggio alle vittime del volo Tam e al lavoro dei pompieri a Congonhas che mostra bene anche com’erano prima del disastro aereo la Wahington Luiz e l’hangar della Tam
Il video della manovra del Fokker-100 della Tam costretto a “riattaccare” :
Un ricordo di Caio Cunha, una delle giovani vittime del disastro aereo, fatto dai suoi amici e messo online su Youtube:
Il trailer di Whisky Romeo Zulu:
- Venerdì 20 Luglio 2007
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Commenti
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Il 23 Luglio 2007 alle 11:59 clettox ha scritto:
cosa c’entrano gli invertitori con la televisione O Globo? Perchè la Tam da la colpa a loro? E, soprattutto, chi è Whisky Romeo Zulu?
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