Altro che pochi mesi: il piano di Washington sul futuro degli Stati Uniti in Iraq prevede altri due anni di presenza militare. Dopo, gli States seguiranno comunque in modo diretto la formazione delle forze irachene. A svelare le intenzioni di Washington è il New York Times attraverso le rivelazioni di alcuni ufficiali (anonimi) che ben conoscono il rapporto, chiamato “Joint Campaign Plan”. Benché il rapporto sia il preludio a una costante diminuzione delle truppe nel Paese, la strategia statunitense striderebbe con la volontà espressa dal presidente Bush di trasferire il prima possibile tutti i poteri al governo iracheno.
Il Joint Campaign Plan dovrebbe comunque essere ufficializzato questa settimana ed è stato messo a punto da fidati uomini di Bush: il generale David Petraeus, l’ambasciatore americano in Iraq Ryan Crocker, il segretario della Difesa Robert Michael Gates e il capo del Central Command degli Stati Uniti William Fallon.
Due le fasi previste. La prima punta a raggiungere la “sicurezza locale” a Baghdad e in altre aree del Paese entro giugno 2008, la seconda vedrà estendere la sicurezza all’intero Iraq. Un piano molto ambizioso, non c’è che dire, visto gli esiti della guerra.
- Mercoledì 25 Luglio 2007
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