
Ci risiamo. I video di bin Laden ricompaiono ciclicamente come gli avvistamenti di Ufo nel deserto del Nevada o come i rumors che vorrebbero Elvis e Bob Marley vivere insieme in un atollo del Pacifico. Particolare non trascurabile: veri o montati ad arte, i filmati fatti in casa dallo sceicco saudita preoccupano la Casa Bianca e l’Occidente molto più delle leggende di marziani e rock star. In quei filmati potrebbero nascondersi avvertimenti in codice, ripete lo spauracchio dei servizi segreti americani. E anche nel caso servissero soltanto a rilanciare la propaganda qaedista, si tratterebbe comunque di segnali da non sottovalutare. Così un video diffuso da al-Qaeda il 14 luglio ha riaperto il dibattito sulla sua sorte, quasi sei anni dopo l’11 settembre 2001 e l’attacco al cuore degli Stati Uniti. Nel video di 40 minuti bin Laden è apparso solo per 50 secondi inneggiando al martirio ma secondo tutti gli esperti si trattava di immagini vecchie di tre o quattro anni.
Osama apparve per la prima volta dopo l’11/9 nell’ottobre 2001, subito dopo l’inizio dell’attacco americano in Afghanistan. Poi, l’11 settembre 2003, al Jazeera trasmise un messaggio con immagini inedite di bin Laden che camminava in montagna in compagnia di Ayman al-Zawahri, il numero due di al-Qaeda.
L’ultimo video dello sceicco del terrore risale all’ottobre 2004, alla vigilia delle elezioni presidenziali statunitensi, mentre l’ultimo messaggio audio è del primo luglio 2006. Pochi mesi dopo apparve anche un nuovo filmato diffuso nel quinto anniversario della strage alle Torri Gemelle, ma il Pentagono sentenziò che si trattava di un replay di immagini del 2001, confermando le voci della morte del leader di al-Qaeda (probabilmente in seguito alle note disfunzioni renali) che sarebbe stata mantenuta segreta per galvanizzare i seguaci della rete terroristica.
Il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Stephen Hadley, non si è voluto pronunciare in proposito ma tutte le fonti ufficiali di Washington si sono sempre rifiutate di prendere in considerazione l’ipotesi della morte di bin Laden in assenza di prove concrete, anche quando nella primavera 2002 fonti militari si dissero certe di aver ucciso Osama bin Laden seppellendolo dentro una grotta in Afghanistan.
A ribadire che la caccia al nemico pubblico numero uno continua, la taglia sul leader di al-Qaeda è salita a 50 milioni di dollari. Hadley ha dichiarato che “la minaccia di al-Qaeda resta alta ma non è ai livelli di prima dell’11 settembre”. Ma l’intelligence Usa ritiene che al-Qaeda punti nuovamente a colpire il territorio statunitense. E che organizzi nuove attentati dai “santuari”, basi e i rifugi che ospitano i suoi leader divisi tra il Pakistan occidentale (la regione del Waziristan al confine con l’Afghanistan) e l’Iran orientale (nei pressi della città di Mashod, non lontano dal confine afgano).
Nel frattempo, morto o non morto il suo ideologo, l’organizzazione terroristica avrebbe cambiato i connotati. Il National Intelligence Estimate, il rapporto dei servizi americani periodicamente consegnato alla Casa Bianca e frutto del lavoro di 16 agenzie di spionaggio, ritiene che al-Qaeda abbia assunto una struttura bicefala, guidata da due Consigli islamici. Mentre Osama e Zawahiri continuerebbero guidare le cellule terroristiche dal Waziristan pakistano, in Iran si troverebbero Saad bin Laden, figlio di Osama; l’egiziano Saif al-Adel, responsabile delle operazioni militari all’estero; e Suleiman Abu Gheit, già portavoce di al-Qaeda ed oggi responsabile della propaganda. Attorno a questi tre personaggi, presenti in Iran dall’indomani della caduta dei talebani in Afghanistan, si sarebbe costituita una struttura territoriale che ha sedi nella base militare di Lavizan, nel sobborgo di Chalous a nord di Teheran, e a Mashod, da dove armi e rifornimenti vengono inviati ai taleban che operano in Afghanistan contro la Nato. L’ipotesi troverebbe conferma anche nei carichi di armi iraniane recentemente intercettate dai militari alleati in Afghanistan e sosterrebbe la tesi degli appoggi ricevuti da al-Qaeda dai pasdaran iraniani già coinvolti direttamente nel sostegno ai miliziani estremisti sciiti di Moqtada al Sadr e alle cellule di al-Qaeda in Iraq che combattono gli anglo-americani.
Le due centrali operative, in Pakistan e Iran, terrebbero i legami con un ulteriore centro direzionale di al-Qaeda attivo in Nord Africa (con base probabilmente in Malì) e con le diverse cellule che operano autonomamente in numerosi paesi dal Medio Oriente all’Europa.
- Domenica 29 Luglio 2007

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Commenti
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Il 30 Luglio 2007 alle 11:08 Corrado Buccieri ha scritto:
Praticamente,dopo gli Usa,ora l’interesse si sta spostando tutto verso
l’Europa , è vero o solo una indicazione mediale?
Il 31 Luglio 2007 alle 18:16 Corrado Buccieri ha scritto:
Sette vite? Ma se la terra è stata
scoperta fin sotto i ghiacciai,dove mai
può risiedere Bin Laden?
Il 7 Settembre 2007 alle 23:36 Bin Laden l’intellettuale riappare in video e cerca fan tra gli Occidentali » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Nel nuovo video di Osama Bin Laden non ci sono minacce aperte nei confronti degli Stati Uniti come ha ammesso una fonte dell’Amministrazione statunitense che ha avuto modo di vedere la trascrizione del filmato, da poco consegnato alla Casa Bianca. Nonostante questo la Cia è convinta che Al Qaida stia preparando attentati su vasta scala contro gli Stati Uniti in occasione dell’imminente sesto anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001. Lo ha detto il direttore della Central Intelligence Agency, Michael Hayden, parlando a New York al Council on Foreign Relations dove ha anche difeso con forza il programma di detenzione di terroristi sottolineando che la maggior parte delle informazioni sulle minacce in corso arriva proprio grazie a quello. La rete di Osama Bin Laden ha in previsione attacchi che potrebbero produrre “perdite di massa, distruzione drammatica e impatti economici significativi” ha aggiunto. [...]
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