- Tags: bambini, Cina, Pechino, politica-demografica
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A un anno all’inizio della prossima edizione delle Olimpiadi di Pechino, la Cina è finita ancora una volta sotto la lente d’ingrandimento dell’opinione pubblica internazionale per le frequenti violazioni dei diritti umani contro dissidenti, giornalisti, minoranze uigure e tibetane. Ma anche per le regole persecutorie cui sono costretti i corrispondenti stranieri accorsi per le Olimpiadi, l’assenza di efficaci politiche contro l’inquinamento, le frequenti esecuzioni capitali.
Per evitare incidenti diplomatici e negative ricadute economiche, i dirigenti di Pechino - che pure ieri hanno dato ordine alla polizia di irrompere nella sala della conferenza stampa di Reporters sans Frontieres - stanno cercando di correre ai ripari e lanciano qualche timido segnale di apertura. Più di immagine, però, che di sostanza. Un esempio è quello che ha portato la Commissione per la Pianificazione Familiare - che pure ha affermato di non voler modificare la tradizionale politica di controllo demografico - a introdurre 190 nuovi motti per indurre la popolazione a fare meno figli. Slogan “più dolci ed amabili” rispetto a quelli, terrificanti, che sono stati diffusi per quasi trent’anni in tutto il Paese come “Dieci nuove tombe sono meglio di un bambino in più”, “Allevate meno bambini e più maiali”, “Dopo il primo bambino, evitate di averne altri, al secondo, uomo, sterilizzati, al terzo e al quarto, uccidi, uccidi, uccidi” o “Preferiamo far scorrere il sangue a fiumi piuttosto che avere un figlio in più”. Slogan che dal 1979 sono stati accompagnati da una legislazione severa e repressiva contro le coppie che non seguivano i dettami governativi.
Dal 1979 la politica del figlio unico, pensata come utile strumento per tenere sotto controllo la crescita demografica in Cina (un miliardo e trecento milioni di abitanti), permette infatti alla coppie che vivono in città di avere un solo figlio e a quelle che risiedono nelle campagne due soltanto se il primo è una bambina. Questa politica ha fatto aumentare negli anni il numero di aborti, sterilizzazioni forzate e gli episodi di infanticidio femminile. Secondo la Commissione per la Pianificazione Familiare, addolcire i toni degli slogan permetterà ora alla popolazione di capire meglio, e quindi di condividere, la posizione governativa. I nuovi motti utilizzano un linguaggio molto controllato e gentile e, pur non modificando la sostanza politica, chiamano tutte le famiglie a un maggior senso di responsabilità, senza inutili minacce: “Madre Natura è troppo stanca per dare sostentamento ad altri bambini”. Rispetto ai vecchi slogan, che sono stati raccolti anche in un sito web della Repubblica popolare, è un passo avanti.
- Martedì 7 Agosto 2007

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Commenti
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Il 10 Agosto 2007 alle 3:07 sara77 ha scritto:
ma poi staranno veramente progredendo come dicono?
Il 10 Agosto 2007 alle 16:19 Corrado Buccieri ha scritto:
Altrimenti che si mangiano?
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