
Juan Carlos Ramirez Abadía, alias ‘Chupeta’
“Chupeta”, che in italiano vuol dire ciuccio, succhiotto, tettarella. È il suo soprannome l’unica caratteristica dolce e bambinesca di Juan Carlos Ramírez Abadía, il narcotrafficante più ricercato dell’America latina che martedì è stato catturato dalla Polícia Federal di San Paolo. La Dea lo cercava da anni e il governo degli Stati Uniti aveva messo sulla sua testa una taglia di cinque milioni di dollari. Adesso gli agenti brasiliani che hanno partecipato all’operativo sognano con la ricompensa “made in Usa”, cui si aggiungeranno gli altri otto milioni di reais, circa quattro milioni di dollari, pari al valore delle proprietà che sono state sequestrate a quello che sino a ieri in Colombia era considerato il successore di Pablo Escobar. Uno yacht da un milione di dollari, auto e orologi di superlusso, suite a Rio, San Paolo, Curitiba e, soprattutto, sedici imprese che facevano riferimento a lui. Questo, solo in Brasile, il tesoro di “Chupeta”: 45 anni, tre mogli e altrettante operazioni chirurgiche nei suoi ultimi tre anni vissuti a San Paolo. Da qui dirigeva i traffici verso Europa e Nord America. Ramírez Abadía sarà estradato in tempi rapidi negli Usa, dove dovrà rispondere di fronte alla giustizia di almeno 315 omicidi. Un record che dà l’idea della fama di sanguinario che si era guadagnato nell’ambiente dei narcos mondiali. Con il suo cartello del Norte del Valle, oggi il più poderoso in Colombia, si calcola che tra il 1990 e il 2004 “Chupeta” abbia inviato solo negli Stati Uniti cocaina per dieci miliardi di dollari. Ma, assicurano gli analisti, non ci si deve illudere che il suo arresto fermerà il flusso verso nord e interessante, piuttosto, sarà vedere chi prenderà il suo posto.
Sulla Colombia e il narcotraffico leggi anche: Le relazioni pericolose del governo di Bogotá con i narco-paramilitari e Colombia, ritrovata la più grande fossa comune del Paese
- Domenica 12 Agosto 2007

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Commenti
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Il 12 Agosto 2007 alle 19:06 clettox ha scritto:
alla faccia del succhiotto. La polizia di san paolo, con i soldi della taglia, potrebbe aprire un altro cartello!
Il 13 Agosto 2007 alle 17:00 NOTIZIE « LazioOK Blog ha scritto:
[...] Al Brasile la taglia milionaria su Chupeta, l’erede di Escobar [...]
Il 4 Settembre 2007 alle 12:02 San Andrés, Colombia: il paradiso naturale dei turisti dello sballo » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] “L’immagine che mi sono portata a casa dai miei dieci giorni a San Andrés?”. Pamela ne ha più di una di immagini, quasi tutte forti. Di sicuro si ricorda molto bene di “una coppia di ragazzi sotto i trent’anni, del nord Italia, che avevano fatto un acquisto esagerato e che rimanevano quasi tutto il tempo chiusi in casa. Salvo uscire ogni tanto. Avevano la faccia di due zombie viventi”. All’una e mezza di quel giorno imprecisato di settembre 2006 i locali facevano la siesta mentre i turisti “da coca” erano intenti a recuperare le forze in attesa dello sballo della notte successiva. A un certo punto il rumore di un incidente e un camion che si ribalta in pieno centro fanno svegliare gli abitanti del quartiere. Alcuni si affacciano e non appena notano che il carico che ha “inondato” la carreggiata non è farina bensì cocaina, e per di più di purissima qualità, decidono di interrompere il pisolino e di scendere in strada. A questo punto le testimonianze dei protagonisti dell’insolito episodio raccolte dal quotidiano colombiano El Espectador si fanno divergenti ed è difficile dire chi ne abbia raccolta un chilo, chi due e chi tre, prima dell’arrivo della Polizia, un quarto d’ora dopo il ribaltamento del carico miliardario. Anche perché parlare può essere dannatamente pericoloso dal momento che i veri proprietari dell’Oro Bianco hanno cominciato da subito a minacciare i sospettati di avere rubato la loro coca con rappresaglie sanguinose e lasciando sul terreno una scia di morte. Non a caso proprio a San Andrés sono state sequestrate dalla polizia molte delle 322 proprietà appartenenti al narcotrafficante colombiano Juan Carlos Ramírez Abadía, alias “Chupeta”, arrestato a San Paolo, in Brasile, lo scorso 7 agosto. [...]
Il 26 Ottobre 2007 alle 13:06 La Regina della coca adesso rischia l’estradizione negli States » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Sandra, 45 anni, bella e sensuale, era soprannominata la regina del Pacifico, essendo a capo di una “federazione” che riuniva il cartello colombiano del Norte del Valle guidato da Juan Carlos Ramirez Abadía, alias “Chupeta”, arrestato recentemente in Brasile con quelli messicani di Juárez e di Sinaloa. Insieme a Enedina Arellano Félix era una delle due uniche donne narcotrafficanti a capo dei feroci cartelli messicani della droga. Una donna dura, di polso. Solo così si spiega la sua ascesa nel tradizionalmente “machista” ambiente dei narcotrafficanti messicani. Adesso ci si domanda se nelle supercarceri costruite apposta per i narcotrafficanti non sia il caso adesso di creare dei reparti speciali a vista per sole superboss, ovviamente donne. Un’opzione che la Regina del Pacifico gradirebbe alquanto, almeno a stando alla sua prima mossa fatta una volta finita in gattabuia: dopo la prima notte senza i suoi affezionatissimi profumi e creme rigeneranti la “supernarcos” che frequentava regolarmente i migliori saloni di bellezza della capitale ha alzato infatti la cornetta e ha chiamato, furiosa assicurano i presenti, la Commissione per i Diritti Umani di Città del Messico. [...]
Il 17 Febbraio 2010 alle 20:02 Il Brasile? Un paradiso per riciclare il denaro - Mondo - Panorama.it ha scritto:
[...] di denaro sporco proveniente da qualsiasi tipo di traffico illecito, a cominciare da quello per gli stupefacenti e delle [...]
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