- Tags: Abdullah-Gül, AKP, elezioni, Turchia
- 2 commenti

Il Partito della Giustizia e dello Sviluppo (AKP) ha riproposto Abdullah Gül come candidato all’elezione del nuovo presidente della repubblica prevista per il 20 agosto.
Proprio la candidatura di Gül lo scorso aprile aveva aperto la strada ad una grave crisi politico-istituzionale sfociata in un quasi colpo di stato da parte delle forze armate e nella decisione di andare ad elezioni anticipate. Forte del successo scaturito dalle urne il 22 luglio scorso ora l’ AKP ci riprova ripresentando il nome di Gül, mostrando così di voler far prevalere il desiderio di rivincita ed il consenso popolare sul rischio di trovarsi di fronte ad una nuova crisi.
Nelle sue prime dichiarazioni Gül ha detto di ave accettato la candidatura per “mantenere la promessa fatta alla gente”. Gül ha tenuto poi a mandare messaggi rassicuranti a coloro che temono per la laicità della repubblica “ la costituzione sarà la nostra guida e la difesa della laicità rappresenta una delle nostre principali preoccupazioni”.
Le reazioni pacate di gran parte del mondo politico alla candidatura Gül mostrano come il clima nel paese sia cambiato rispetto ai mesi precedenti. Ora sembrano prevalere la volontà di evitare scontri frontali. Il segretario del partito nazionalista MHP Bahçeli lo ha detto chiaramente “Non vogliamo nuove tensioni”. Bahçeli ha anche annunciato che i deputati dell’MHP parteciperanno alle votazioni. Scongiurato così il rischio della mancanza del numero legale, elemento che aveva portato all’annullamento delle elezioni di aprile da parte della corte costituzionale.
Segnali di distensione arrivano anche dai parlamentari curdi del DTP, i cui voti potrebbero essere decisivi per l’elezione di Gül “Non esistono pregiudizi nei confronti della candidatura Gül”. Positive anche le prime reazioni provenienti dagli ambienti dell’Unione Europa. Per il presidente del gruppo liberale al parlamento europeo Watson “Gul sarà un buon presidente della repubblica.”
L’unica nota stonata proviene dal Partito Repubblicano del Popolo (CHP), capofila delle contestazioni di aprile, per il quale “l’identità politica di Gul continua a rappresentare una minaccia per le istituzioni”. Il CHP non parteciperà all’elezione del presidente ed ha annunciato azioni di protesta nel caso dell’elezione di Gül .
L’appuntamento è per lunedi 20 agosto quando saranno necessari i voti della maggioranza dei deputati, 367, per arrivare all’elezione del nuovo presidente della repubblica. Il calendario prevede una seconda eventuale votazione il 24 ed un terza, il 28, nella quale sarà sufficiente la maggioranza dei deputati presenti.
Quasi scontata l’elezione di Gül, l’attenzione di tutti è rivolta a cosa succederà dopo, una volta che Gul e la moglie, che porta il velo, si saranno insediati nel palazzo presidenziale. Alla domanda di un giornalista sui timori rispetto all’atteggiamento dei militari Gül ha risposto in modo deciso “ La crisi di aprile è ormai alle nostre spalle. La costituzione definisce i criteri per la candidatura alla presidenza della repubblica. Inoltre tutte le istituzioni dello stato devono rispettare la costituzione. E’ molto chiaro”. Quello che appare certo è che nelle prossime settimane un nuovo esame attende la democrazia turca.
Guarda il VIDEO servizio
- Giovedì 16 Agosto 2007

LE NEWS, I CANDIDATI, IL CALENDARIO...
I PERSONAGGI DELLA SETTIMANA
TUTTE LE TIMELINE DI PANORAMA.IT
STORIE DAL MONDO
IL MONDO IN CLASSIFICA
LE NOTIZIE CHE NON VI ABBIAMO DATO
GLI EVENTI POLITICO-ECONOMICI DELLA SETTIMANA
SCOMMESSE SUL MONDO
LE OPINIONI DI SERGIO ROMANO
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
FALLIMENTO O SALVATAGGIO
LA PRIMAVERA ARABA
INDIGNADOS DI TUTTO IL MONDO
GHEDDAFI, FINE DI UN DITTATORE













FOTOBLOG: IL MONDO IN DIRETTA
LE FOTO PIÙ BELLE DELLA SETTIMANA
I VOLTI DELLA SETTIMANA
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 16 Agosto 2007 alle 11:55 Turchia: il mondo guarda al voto, la gente prega per l’acqua » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Ancora Gul: la Turchia alla prova del voto presidenziale [...]
Il 29 Agosto 2007 alle 9:44 Turchia: Gul presidente rovina la festa delle forze armate » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Mai festa della vittoria è stata così attesa e, forse, intimamente temuta. All’indomani dell’elezione di Abdullah Gul a nuovo capo dello Stato, il 30 agosto la Turchia festeggia le proprie forze armate, ricordando appunto l’ultima vittoria sulla vicina Grecia, avvenuta quasi un secolo fa. Questa volta, però, l’anniversario avverrà con un capo delle forze armate che i militari mai si sarebbero augurati di dover invitare alla propria festa. Che un uomo come lui, già braccio destro di Erdogan, con il suo passato in organizzazioni politico militari radicali e una moglie velata al seguito, risieda ora nel palazzo presidenziale della Cancaya ha fatto venire più di un mal di pancia a uomini pluridecorati. A partire dal Capo di Stato maggiore, il generale Yasar Buyukanit, che dal sito ufficiale delle forze armate è tornato a far sentire la propria voce. Lunedì sera, a meno di 24 ore dalla terza votazione parlamentare, ha dichiarato: “La laicità dello Stato è sotto attacco. Le forze armate non rinunceranno mai al compito di proteggere e vegliare sulla democrazia”. Non resta ora che attendere di vedere come queste parole si tradurranno in fatti, a partire proprio da quanto accadrà alla festa della Vittoria. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.