
Con una decisione che è stata subito definita provvisoria, l’Unione europea ha deciso di riprendere ieri in via temporanea (Hamas è avvertita) le forniture di carburante necessarie per far funzionare l’unica centrale elettrica della Striscia di Gaza: un milione e mezzo di persone - costrette a brancolare nel buio da venerdì scorso - possono tornare a vivere, uscire dalle tenebre. Almeno fino al prossimo black out. Per i palestinesi - ormai abituati da quasi un anno (da quando Israele bombardò la centrale elettrica nell’ottobre 2006) a vivere con l’energia razionata, per poche ore al giorno - la questione si pone in termini pratici e non politici: come imparare a sopravvivere quando può mancare la luce anche quindici ore al giorno, per settimane o giorni a seconda dei capricci dell’agenda politica o dei militari che bombardano anche le centrali. Ed è un supplizio persino cucinare, studiare, guardare la televisione, leggere un libro, mandare a scuola i bambini. “Gli unici che si fregano le mani sono i venditori di generatori o di pile elettriche. Quelli sì che fanno affari d’oro!” - spiega ironica una blogger di Betlemme, cui è capitato nei mesi scorsi di andare a trovare dei parenti nella Striscia. Per gli altri - anziani, commercianti, malati, bambini, giovani, lavoratori - è stato un inferno. C’è chi si è barricato in casa per evitare il caldo e chi ha imparato - ed è la maggioranza - a concentrare tutta la giornata nelle poche ore di luce artificiale razionata. Tutto questo emerge dalle testimonianze in rete che abbiamo trovato. Con il linguaggio diretto cui ci ha abituato, Heba, la creatrice di un blog di successo - Contempling from Gaza - , dopo aver spiegato che cosa significa imparare a vivere a lume di candela, ci lascia lì in sospeso con una domanda: è giusto che, per isolare Hamas, l’Unione Europea abbia punito tutti i palestinesi (e minacci di farlo ancora), a cui è già stata imposta (questa volta da Israele) anche la punizione della chiusura del valico di Rafah? Ai palestinesi di Gaza, un milione e quattrocentomila persone (molte delle quali hanno perduto il lavoro dopo lo scoppio della seconda Intifada), in fondo, non interessa particolarmente di chi sia la colpa, se degli uomini di Hamas o della comunità internazionale.
LEGGI le testimonianze dei blogger: Vivere senza luce - Solo i morti entrano a Gaza
- Mercoledì 22 Agosto 2007

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