
Due condanne a morte già eseguite nelle ultime quarantotto ore. Ventiquattro dall’inizio dell’anno. Una in programma per domani, il 30 agosto 2007, quando il boia giustizierà, con un’iniezione letale, il 31enne Kenneth Foster, un cittadino afroamericano sul quale è stata molto forte la mobilitazione internazionale (guarda la campagna su Youtube) e condannato per complicità nell’omicidio di un conducente di San Antonio (1996). In base a una legge, la controversa law of parties, che equipara killer materiali e complici (Kenneth Foster ha guidato l’auto utilizzata da chi ha premuto il grilletto nella rapina andata a male).
Da quando, nel 1976, la Corte suprema degli Stati uniti ha autorizzato la reintroduzione della pena di morte, sono già quattrocentodue le esecuzioni capitali eseguite nelle carceri texane negli ultimi venticinque anni, dal 1982 a oggi. Una cifra record per il boia di questo Stato del profondo sud americano: 24 erano state le condanne in tutto 2006, 19 nel 2005, ancora meno l’anno precedente, secondo una progressione che non accenna a diminuire (guarda il link) nonostante la grande mobilitazione delle associazioni abolizioniste in tutto il mondo. In tutto, le condanne capitali eseguite nei penitenziari texani nel 2007 rappresentano quasi due terzi di tutte quelle eseguite negli Stati Uniti nello stesso periodo e circa il 40 per cento di quelle avvenute nel Paese negli ultimi trentuno anni.
L’appello di Jeremy Irons
Alla base c’è anche un criterio razziale, rilevabile per altro nelle statistiche di qualsiasi Stato. Emerge dai dati ufficiali fornite dal Dipartimento di Giustizia dello Stato: il 30% dei condannati sono bianchi, il 41% afroamericani, il 28% ispanici. Questi ultimi tre casi non fanno eccezione: dopo il 33enne nero Daroyce Mosley, condannato a morte il 28 agosto, e il 32enne ispanico John Amador, giustiziato stamani, tocca a Kenneth Foster. Il 22 agosto scorso, in concomitanza con l’esecuzione di Johnny Conner (leggi le sue ultime volontà), i 27 paesi dell’Unione europea all’unanimità avevano colto l’occasione per ribadire senza riserve la loro opposizione alla pena capitale e per chiedere al Texas di prendere in considerazione una moratoria. Niente da fare: secondo Amnesty International il 91% delle esecuzioni si concentra ancora in sei paesi, la Cina, l’Iran, il Pakistan, l’Iraq, il Sudan e gli Stati uniti.
Leggi anche: L’ingiusta condanna di Kenneth Foster
- Mercoledì 29 Agosto 2007

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Commenti
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Il 29 Agosto 2007 alle 15:13 eleonora.voltolina ha scritto:
Un’amara considerazione.
Purtroppo i media statunitensi cercano di far passare il messaggio che la pena di morte è giusta anche attraverso i telefilm di maggior successo.
Ieri sera mi è capitato di vedere sul satellite una puntata di Csi, era una di quelle puntate “miste” in cui i cast si incrociano. Nel caso specifico, la squadra di Csi Miami capeggiata da Horatio-occhiale-scuro-Caine si trasferiva a New York per collaborare con la squadra di Csi New York nella caccia a un efferato omicida.
A un certo punto, un agghiacciante scambio di battute tra i due capi:
Horatio: “Voglio che, quando lo prenderemo, questo assassino sia processato a Miami”
Mac: “Perchè?”
Horatio: “Perchè in Florida abbiamo la pena di morte”
Mac: “Anche a New York l’abbiamo”
Horatio (ironico/critico): “Sì, peccato che non avvengano esecuzioni dal 1976″
Mac (quasi scusandosi, e dissociandosi): “E’ la politica…”.
Finchè gli americani verranno bombardati da questo tipo di messaggi, sarà ben difficile che i meno colti riescano a capire che è un vanto - e non un dato negativo - che lo stato di New York non esegua condanne alla pena capitale.
E spiace constatare che una serie per altri versi così ben fatta come Csi debba poi celatamente veicolare messaggi così retrogradi e forcaioli.
Il 29 Agosto 2007 alle 15:52 tiziana_debiagi ha scritto:
I neri sono i più condannati a morte d’America (un condannato a morte su tre è nero), eppure i neri rappresenti soltanto il 12% della popolazione USA.
A proposito, proprio oggi il 28 agosto, ma del 1963, un nero davanti a migliaia di persone fece un bel discorso che parlava di un sogno - “I have a dream”, diceva - il sogno di un mondo dove bianchi e neri venivano trattati DAVVERO nella stessa maniera…)
Il 29 Agosto 2007 alle 17:22 Corrado Buccieri ha scritto:
Mi sembra assurdo che la pena di morte
sia riservata ai neri d’America.
Se non ci fosse la pena di morte,avrebbero senz’altro più morti.
Il 29 Agosto 2007 alle 18:41 ermete_di_fraia ha scritto:
“Mi sembra assurdo che la pena di morte
sia riservata ai neri d’America. Se non ci fosse la pena di morte,avrebbero senz’altro più morti.”
Ma… che significa?
Il 30 Agosto 2007 alle 13:50 momo ha scritto:
IO NON TROVO ASSOLUTAMENTE SBAGLIATA LA PENA DI MORTE, MI DISPIACE, MA SONO TALMENTE STUFA E SCHIFATA DEL MONDO IN CUI VIVIAMO CHE RITENGO LA PENA DI MORTE UNA “GIUSTA” RISPOSTA A CHI HA CAUSATO LA STESSA COSA AD UN’ALTRO ESSERE UMANO.
ANZI DIRO’ DI PIU’, LA “LEGGE DEL TAGLIONE” E’ ANCHE MEGLIO.
GIUSTIZIARE CON LO STESSO METODO CHE IL COLPEVOLE HA USATO NEL SUO DELITTO.
ABBIAMO LE CARCERI PIENE DI DETENUTI, CHE VIVONO ALLE SPALLE DI COME NOI PAGHIAMO LE TASSE.
COSA FANNO NELLE CARCERI ??? PERCHE’ NON VENGONO RIPRISTINATI I LAVORI FORZATI ?? E POI PER CORONARE IL “BUONISMO” DI QUESTO PAESE LI FACCIAMO ANCHE USCIRE IN MODO DA POTER COMMETTERE ALTRI CRIMINI… IO NON HO PAROLE!!!
LA GIUSTIZIA NON FUNZIONA !!!
Il 30 Agosto 2007 alle 19:10 andrea.dambrosio ha scritto:
PENA MORTE: TEXAS, GOVERNATORE COMMUTA PENA FOSTER ++
(ANSA) - NEW YORK, 30 ago - Il governatore del Texas Rick Perry ha commutato la pena di morte per Kenneth Foster in un ergastolo.
BN 30-AGO-07 19:01 NNNN
Il 30 Agosto 2007 alle 19:46 Foster, il governatore del Texas concede la grazia: ergastolo » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Ma quale moratoria, in Texas tre esecuzioni in tre giorni - Texas-Italia: lettere di un condannato a morte all’amica che vuol salvarlo [...]
Il 31 Agosto 2007 alle 10:09 ermete_di_fraia ha scritto:
Scusate ma il signor Momo (e i molti italiani che la pensano come lui), nel commento qui sopra sta dando un ottimo suggerimento per la prossima finanziaria: dice “ABBIAMO LE CARCERI PIENE DI DETENUTI CHE VIVONO ALLE SPALLE DI NOI CHE LE TASSE!” Tra le righe di questa sua pacata riflessione intravedo una buona idea: i galeotti italiani ci costano un casino, si potrebbe giustiziarli tutti in modo da risparmiare! O almeno, per i reati meno gravi, sostituire la prigionia, che pesa sui bilanci e quindi su noi contribuenti, con le più economiche pene corporali (taglio della mano, frustate, ecc.).
Questo tra le altre cose consentirebbe allo stato di vendere i numerosi immobili carceri , a questo punto vuoti e inutili, e quindi di abbassare le imposte a noi cittadini per bene.
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