Abdullah Gül (che ha approvato stamani il nuovo governo Erdogan) è nato 57 anni fa a Kayseri, in Cappadocia. Dopo essersi laureato in Economia all’università di Istanbul, Gül ha ottenuto un dottorato in Gran Bretagna. Prima assistente universitario ha poi lavorato per quasi dieci anni come economista a Gedda, in Arabia Saudita, alla Banca Islamica per lo Sviluppo. Militante universitario dell’Unione Nazionale degli Studenti, di ispirazione islamica, Gül è tornato alla politica attiva nel 1991 entrando in parlamento come deputato del Refah, il Partito del Benessere, un’organizzazione filoislamica e antilaicista messa al bando nel 1998 dall’Alta Corte turca. Nel 1995 è stato ministro nel governo guidato dallo storico leader islamico Necmettin Erbakan. A questo periodo risalgono anche le dichiarazioni di Gül rilasciate ad un quotidiano inglese: “Siamo alla fine della repubblica. Se ad Ankara ora il 60% della popolazione vive in case di fortuna significa che il sistema laico ha fallito”. Frase che l’opposizione da tempo mostra come prova del pericolo che il nuovo presidente rappresenterebbe per la repubblica.
Dopo la caduta del governo Erbakan, Gül si è presentato in concorrenza con l’anziano leader come candidato a guidare il partito Fazilet (il Partito della Virtù) sciolto d’imperio nel 2001. Sconfitto, insieme a Tayip Erdogan ha guidato il manipolo di giovani contestatori - tra cui Erdogan - che hanno portato alla nascita del Partito della Giustizia e dello Sviluppo, Akp, attualmente al governo in Turchia. Dopo la vittoria elettorale del 2002 Gül è stato per un breve periodo primo ministro per poi cedere il passo a Erdogan ed assumere la carica di ministo degli esteri.
Sposato con Hayrünnisa, tre figli, Gül parla fluentemente arabo ed inglese. Proprio la moglie Hayrünnisa, con il suo velo, è stata nell’ultimo periodo al centro dell’attenzione e di feroci ironie. Da parte dei laici che non sopportano l’idea di vedere una donna velata sedere nel palazzo presidenziale. Da parte degli stilisti che si sono ingegnati nel tentativo di inventarle una nuova immagine. Tentativi che la signora Gül ha gentilmente rispedito al mittente. Hayrünnisa Gül in realtà sembra incarnare tutte le contraddizioni della nuova donna “islamica”. Sposatasi a soli 15 anni con il tradizionalissimo metodo dell’accordo tra genitori, ha poi altrettanto tradizionalmente abbandonato la scuola per dedicarsi alla famiglia. Durante il matrimonio però ha ripreso gli studi, conseguito il diploma e poi superato l’esame di ammissione all’università, facoltà di lingua e letteratura araba. Di fronte al rifiuto dell’università di accettare la sua iscrizione a causa del velo, la signora Gül - che non è stata invitata alla festa nazionale dell’esercito in programma domani - ha messo in mostra tutta la sua determinazione, lontana dal modello tradizionale della donna passiva, trascinando lo stato turco di fronte alla Corte Europa per Diritti Umani. Solamente la nomina del marito a ministro degli esteri nel 2003 l’ha convinta a ritirare la denuncia. La nuova first lady turca, che ha mantenuto nel clima rovente delle ultime settimane un profilo defilato, sembra quindi promettere sorprese ai suoi, molti, detrattori.
LEGGI gli altri articoli di Panorama.it: Il nuovo governo Erdogan - L’elezione di Gül rovina la festa delle forze armate - Laicità o deriva islamista - La questione curda
- Mercoledì 29 Agosto 2007


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Il 29 Agosto 2007 alle 18:53 Un governo europeista per la Turchia: Gul approva la lista dei ministri » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Sotto il velo della politica turca: il ritratto di Abdullah Gül [...]
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