- Tags: burocrazia, europa, francesco-pira, francia, germania, governo, inghilterra, irlanda, monitoraggio, norvegia, siti, Spagna, Svezia, web
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“Bisogna rendersi conto che un sito istituzionale non dev’essere una vetrina, ma un servizio per il cittadino”. Francesco Pira, docente dell’Università di Udine, ha curato anche quest’anno la ricerca 2007 sui portali dei ministeri italiani e dei principali esecutivi europei (leggi il documento in pdf). “In Europa - dice a Panorama.it - la spinta all’interattività anche da parte delle istituzioni e dei governi è ormai un dato consolidato, non solo nel Nordeuropa, ma anche nei Paesi dell’Est, dove l’attenzione sta crescendo”.
Dialogo col cittadino, forum, blog, possibilità di sbrigare pratiche burocratiche online o di prenotare il rinnovo del passaporto o gli esami per la patente (come accade in Inghilterra): questi i parametri scelti dalla ricerca dell’Università di Udine, che stabilisce anche i criteri di grafica, usabilità, contenuti, comunicazione interattiva.In testa alla speciale classifica di miglior comunicazione via web si piazzano ex aequo Regno Unito e Francia, quest’ultima protagonista di un grande salto di qualità negli ultimi due anni: ora il sito francese è consultabile in tre diverse lingue, ha un sistema che garantisce la visibilità anche ai ciechi o diversamente abili e consente anche di scrivere mail direttamente al primo ministro. Bene anche Finlandia, Svezia e Austria, dove si possono scaricare i moduli per tutti gli sportelli della pubblica amministrazione e le informazioni relative ai tirocini professionali. Seguono Spagna, Norvegia e Germania, che si caratterizza per il forte contenuto di gallery fotografiche, come quella relativa alla presenza dell’esercito in Iraq. Fanalino di coda è invece il sito dell’Irlanda, che Francesco Pira considera povero di news sull’attività del governo e con troppi pochi link che permettano la diretta comunicazione tra cittadino e istituzioni. E l’Italia? “Il giudizio sul portale governativo è buono, in linea con la gran parte di quelli europei”, spiega il professor Pira. Poi aggiunge: “Noi, purtroppo, paghiamo il prezzo di una forte burocrazia che non consente ancora di usufruire di alcuni servizi via Internet. Inoltre gli stati esteri possono contare su una comunicazione interna molto forte, che da noi manca”. Insomma, così si va avanti, ma non per molto: “Il futuro è tutto dei portali dialoganti. Prima lo capiremo, meglio sarà per tutti. Cittadini in testa”.
- Giovedì 30 Agosto 2007


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Commenti
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Il 30 Agosto 2007 alle 14:11 quidproquod ha scritto:
Sarebbe interessante sapere quanti visitatori giornalieri hanno, codesti bei sitarelli delle P.A. Soprattutto Italia.it (quello del ministro che implora “plis, plis visit auar cantri!”) - costato agli italiani svariate decine di milioni di euro…
Il 31 Agosto 2007 alle 22:45 dolphin ha scritto:
Internet ha potenzialità delle quali forse ci sfuggono ancora i possibili sviluppi.
Una carta da giocare è sicuramente
l’opportunità di dialogo tra i cittadini e le istituzioni,queste ultime che spesso sentiamo cosi’ lontano da noi.
Ci sono poi i lati pratici, lo snellimento nei limiti del possibile, della burocrazia.
Certo non sarà facile, si parla di burocrazia, ma non è mai troppo tardi per cominciare.
Il futuro è on-line.
Il 2 Settembre 2007 alle 11:33 stuarthwyman ha scritto:
Mi stavo accingendo alla stesura del VII° atto de: “Le bufale di Attivissimo”, ma qualcosa mi ha impedito di procedere…
L’oggetto d’interesse della tragedia in 13 atti è il “Dossier sul WTC7″, scritto da Paolo Attivissimo, il controverso edificio crollato l’11 settemre 2001, alle ore 17:20.
La dinamica del suo crollo non è ancora riportata a distanza di sei anni (tra pochi giorni), sulla versione ufficiale dei fatti del 9/11.
Finora ci sono le indagini del NIST e della FEMA (due organi ufficiali), comunicate attraverso i loro rapporti.
Sulla base di questi rapporti, Attivissimo e il suo staff del blog “undicisettembre”, hanno scritto in un famigerato “Dossier sul WTC7″, dell’impossibilità che una demolizione controllata sia avvenuta traendo conseguenze in maggioranza da loro opinioni, riflessioni, deduzioni, senzazioni e sentori.
E’ giusto scrivere che una determinato fatto sia accaduto, quando non si hanno prove né dimostrazioni per farlo, se non attraverso forzate interpretazioni e omissioni, portando l’attenzione di un lettore su particolari e dettagli inducenti un crollo di un edificio di 47 piani, al fine di creare nel suo immaginario un’illusoria verità?
Credo di no, questo non è giusto.
La mia tragedia de “Le bufale di Attivissimo”, è arrivata al VI atto, non posso continuare perchè Attivissimo, ne ha inibito il link.
Non è la prima volta che minaccia la condivisione dei dati, è la terza!
Che spirito di verità è questo?
Vuoi fare conoscere una tua verità, senza permettere ad alcuno di sentire critiche o commenti suoi tuoi manufatti, Attivissimo?
Io accetto critiche e commenti, nel suo blog l’ho fatto e mi sono anche sentito dare del “boccalone”, dopo una mia replica mi sono visto cancellare il commento che oltra ad essere una battuta in tema non portava volgarità…
Il commento dell’altro non venne cancellato: questa è incoerenza.
Se dimostra di essere così incoerente, perchè, per quanto scrive nel suo blog, dovrebbe essere il contrario?
Paolo Attivissimo vuole dimostrare che non esiste nessuna congiura organizzata se non dai terroristi, dietro gli atti del 9/11.
Va bene, ci stò, ma per lo meno con spirito di autocritica e raziocinante sottomissione verso la scoperta della verità…
Non preconcettualmente: una mattina ti svegli e dici “…e se fosse tutto una bufala”, e allora ti attivi perchè le prove che torvi qua e là dimostrino quello che in realtà hai scelto già a che conclusione portino.
Non è un metodo.
Quanto più non accetti la critica, tanto più la tua teoria fa acqua da tutte le parti, come la versione dl 9/11.
Nei 6 atti scritti finora, non ho voluto influenzare il lettore con commenti e suggerimenti, ma ho cercato di portare l’attenzione a determinate parole e frasi di Attivissimo che porterebbero una persona critica a dubitare fortemente della correttezza del blog. Questo perchè riporta fotografie che lui commenta a seconda di ciò che voglia indicare in quella circostanza, non solo: le frasi, le parole, i titoli delle sezioni e, peggio di tutti il titolo stesso del suo dossier.
Coloro che scrivono su internet, stanno dietro ad un computer, ma nonostante questo il confronto è diretto, perchè invece Attivissimo elimina commenti, link o nasconde i suoi operati?
Forse mentre scrivo li sta modificando, perchè si è reso conto dei “buchi” che ci sono.
Attivissimo illude la gente nel rappresentare una verità.
E pensare che mi apostrofò redarguendomi sul leggere il suo dossier.
Ora il suo dossier non posso leggerlo…
Il 2 Settembre 2007 alle 11:34 stuarthwyman ha scritto:
http://bugietotali.blogspot.co.....m/
Il 12 Ottobre 2007 alle 19:13 Partiti e web, chi naviga e chi naufraga » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Mentre l’antipartitismo e il movimento dei “vaffa” hanno come mezzo principe di diffusione il web, i partiti politici per lo più naufragano, si arenano o galleggiano nella Rete. Mentre ogni post sul blog grilliano si riempie di migliaia di commenti, molti dei siti di partiti neanche sanno cosa siano i commenti e l’interattività tipica del web 2.0 (molti forse faticano anche a capire cosa sia il web 2.0). È questo quello che traspare dal Monitoraggio 2007 dei portali politici svolto dall’Università di Udine (qui in pdf), guidato dal professor Francesco Pira, che già aveva svolto un’indagine simile sui portali dei ministeri italiani e dei principali esecutivi europei. “In generale i siti sono fermi, non si è vista nessuna evoluzione sull’interattività se non addirittura qualche regressione; - afferma Pira - mancano gli strumenti di interazione vera per fare proposte e dialogare. I partiti che hanno inserito i blog in molti casi non li gestiscono in modo adeguato. Altri hanno fatto la scelta di linkare a community esterne”. Gli unici a raggiungere ampi consensi sono i siti personali di due politici, uno di centrosinistra e uno di centrodestra: quello di Antonio Di Pietro (guarda caso uno dei pochi non invisi a Beppe Grillo e aperto a discorsi anti-casta) e quello di Antonio Palmieri, onorevole di Forza Italia, che hanno raggiunto punteggi tra l’ottimo e il buono. Il primo, che ha creato una bella community con molti commenti, brilla in qualità dei contenuti e in comunicazione interattiva; il secondo, che è stato attento a inserire il CommentAudio ed è passato al blog, ha i suoi meriti in grafica e contenuti. Si inserisce tra i due, come migliore sito di partito, il portale della Margherita, “con una community vivace e partecipativa”, si legge nei risultati del Monitoraggio. [...]
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