Niente sesso, siamo egiziani, si sarebbe potuto dire fino a poco tempo fa. Ora però le cose stanno cambiando, come testimoniano anche le pubblicità degli afrodisiaci, sempre più frequenti sulle tv arabe. Un recente spot dà lo spunto al settimanale egiziano in inglese Al Ahram Weekly per tracciare un’analisi sociologica del rapporto tra gli egiziani e il sesso. Il linguaggio del filmato è allusivo, non esplicito. Un uomo di mezza età arriva a casa e la sua giovane moglie dice di aver tentato di chiamare il suo telefonino “per tutta la notte”, ma di averlo trovato sempre “fuori servizio”. Lui risponde singhiozzando: “Può succedere”, e lei se ne va indignata. Ecco allora apparire sullo schermo la soluzione: un farmaco che promette un “credito” inesauribile.
Alle difficoltà in camera da letto sono dedicati anche molti programmi televisivi, su emittenti di Stato e private, tra cui una trasmissione settimanale condotta da una sessuologa che si ispira rigorosamente ai dettami dell’Islam. Nonostante questo, gli egiziani non si sono però ancora abituati a parlarne liberamente. Proprio questa contraddizione è tra le cause dei problemi psico-fisici degli egiziani, secondo il sociologo Said Mustafa, citato da Al Ahram Weekly, che osserva: “Il sesso è disprezzato in pubblico e adorato in privato”. A ciò si aggiunge che, mentre gli stimoli televisivi e il confronto con l’Occidente non fanno che amplificare l’attenzione a questa sfera: gli obblighi religiosi e culturali, uniti alla crisi economica che tende a far slittare l’età in cui ci si sposa, sottopongono i giovani a tensioni e frustrazioni che possono sfociare in disturbi veri e propri. Secondo le statistiche ufficiali, l’8 per cento degli uomini egiziani soffre di disfunzioni erettili. Ma dal punto di vista sociale, altre cifre sono ancora più eloquenti: sette milioni di disoccupati, nove milioni di celibi e nubili sopra i 30 anni, il 40 per cento dei matrimoni combinato tra cugini e non frutto di autentico amore. E visto che sposarsi costa troppo, una soluzione a buon mercato è, per molti uomini, pagare una cifra irrisoria per accedere alla tv satellitare e masturbarsi davanti a un film porno. Anche perché “le autorità religiose in Egitto hanno stabilito che la masturbazione è il male minore rispetto ai rapporti prematrimoniali”, riferisce il sociologo, sottolineando però che questo comportamento, in alternativa a un vero rapporto di coppia, può condurre all’alienazione. Secondo Mustafa, l’Egitto è destinato a diventare una società sempre più laica e libera dal punto di vista sessuale, ma solo se saprà coltivare e sviluppare libertà e progresso anche nella politica e nell’economia.
- Lunedì 3 Settembre 2007


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