
Essere scagionato dalla prova del dna non è bastato a Kennedy Brewer, accusato dello stupro e dell’omicidio di una bambina di tre anni nell’Alabama: come scrive il New York Times, gli inquirenti pensano che abbia agito con l’aiuto di un complice, e quindi è possibile che il codice genetico ritrovato sulla scena del delitto non corrisponda al suo. Eppure il genoma è sempre più una prova decisiva nei processi: l’associazione Innocence project afferma di aver evitato quindici esecuzioni capitali grazie al dna.
In Gran Bretagna c’è perfino chi invoca una banca dati in cui raccogliere campioni del materiale genetico di tutta la popolazione nazionale, turisti inclusi: è il giudice inglese Stephen Sedley che vorrebbe un ampliamento del database dell’Ndnad (National Dna database) dove è memorizzato il dna di circa 3,5 milioni di cittadini britannici che hanno commesso delitti negli ultimi anni. Se il suggerimento di Sedley fosse raccolto, l’archivio nazionale dei genomi arriverebbe a circa 90 milioni di campioni: 60 milioni di abitanti del Regno Unito e circa 30 milioni di persone entrate in Inghilterra l’anno scorso.
E se il dna trovato dalla polizia nelle banche dati informatiche fosse simile, ma non uguale, a quello rinvenuto sulla scena del delitto? Potrebbe trattarsi di un fratello o un cugino: è giusto allora invadere la privacy familiare per dare la caccia al criminale? È un dibattito aperto negli Stati Uniti, dove c’è la più grande banca dati del mondo di codici genetici, il Codis dell’Fbi. E proprio grazie a questo database è stato possibile riaprire casi del passato e trovare i responsabili anche a distanza di anni.
Questa settimana per la prima volta è stato pubblicato l’intero genoma di un singolo individuo, il biologo Craig Venter: sono informazioni che potrebbero essere contenute in un dvd. E che rivelano la sua propensione a contrarre patologie fisiche e psichiche, dal tumore all’alcolismo. Il confine tra il diritto alla privacy e la tutela della sicurezza è ancora tutto da definire.
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- Giovedì 6 Settembre 2007

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Il 7 Settembre 2007 alle 20:36 Via Poma, indagato il fidanzato 17 anni dopo… Beato Alberto Stasi » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Due pareri eccellenti sulle indagini scientifiche: il procuratore ARMANDO SPATARO:”Vietato accontentarsi dei test , lo scrittore CARLO LUCARELLI: “Mai perdere di vista la trama” - Negli Usa, il dna accusa, scagiona. E divide [...]
Il 20 Settembre 2007 alle 18:17 Francia, sì al test del Dna per gli immigrati » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] L’Assemblea nazionale francese, e nello specifico la maggioranza di centrodestra, ha approvato un progetto di legge sull’immigrazione che autorizza a titolo sperimentale il ricorso a esami del Dna per provare il legame familiare. L’esperimento, in programma fino al 31 dicembre 2010, sarà sottoposto a titolo facoltativo a quei “candidati immigrati” che vogliono comprovare la loro affiliazione genetica ai familiari pronti ad accoglierli in Francia. L’emendamento, firmato dal deputato Thierry Mariani, ha suscitato le ire dell’opposizione (socialisti, comunisti e verdi) e di alcuni deputati dell’Ump (il partito del presidente Sarkozy). A ruota, nel suo editoriale Le Monde accusa la Camera dei deputati di “violare dei principi etici e giuridici”. Messo alle strette, il governo è corso ai ripari precisando per voce del primo ministro, François Fillon, che l’emendamento dovrà essere sottoposto ad alcune modifiche. Tre per la precisione: “il testo dovrà insistere sulla natura necessariamente volontaria del ricorso” ai test genetici; lo Stato dovrà “rimborsare il costo del test nel caso in cui l’affiliazione risulti reale” e, infine, la misura “entrerà in vigore a titolo sperimentale per due anni e sarà sottoposto al controllo del Parlamento”. Il testo di legge, che ora passerà al Senato, prevede anche ‘’la valutazione della conoscenza della lingua e dei valori della Repubblica’’ di chi vuole raggiungere la Francia: l’ esame sarà svolto nel paese d’origine. Il Partito socialista ha già annunciato un ricorso al Consiglio costituzionale. [...]
Il 29 Ottobre 2007 alle 8:28 Il blog di Maurizio Silvestri » Banca del DNA anche in Italia ha scritto:
[...] istituiamo l’anagrafe del DNA per tutti i cittadini. Dov’è che si firma? • Permalink •Trackback [...]
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