Da “asset” sul libro paga della CIA negli anni Settanta (100mila dollari l’anno) a numero di telefono (202 633-1000) diffuso dai principali network statunitensi nel dicembre 1989 affinché chiunque lo vedesse ne segnalasse la presenza alle autorità. Domenica 9 settembre “Faccia d’ananas” Manuel Noriega, l’uomo forte di Panama tra il 1983 e il dicembre 1989, quando gli Stati Uniti invasero il piccolo paese centroamericano, ha sorpreso di nuovo tutti, comprese le tre figlie che gli avevano già preparato a casa la festa di bentornato. Come annunciato dai mass-media e dallo stesso sito delle prigioni federali statunitensi, invece di uscire dal Federal Correctional Institution di Miami, Florida, il carcere dove ha scontato 17 lunghi anni per narcotraffico, lavaggio di denaro ed estorsione, Noriega, vecchio amico di Pablo Escobar e socio del cartello di Medellín, è infatti stato “trattenuto” a “tempo indeterminato”, nonostante abbia pagato i suoi debiti con la giustizia statunitense.
Come spiega BBC Mundo ci si attendeva che Noriega venisse liberato per essere immediatamente estradato in Francia, dove era stato condannato nel 1999 a dieci anni di carcere per lavaggio di denaro ma… l’appello dei suoi avvocati difensori ha fatto saltare tutto. I legali di “Faccia d’ananas” stanno infatti cercando di far rientare il loro assistito a Panama dove, pur essendo stato condannato a oltre 60 anni di carcere per l’omicidio di alcuni oppositori politici, potrebbe facilmente ottenere gli arresti domiciliari a causa di un’età avanzata (73 anni, ma c’è chi sostiene ne abbia qualcuno di meno) e una salute cagionevole.
La storia di Noriega, alleato degli Stati Uniti sin dai tempi della presidenza Ford in funzione anti-comunista e poi nemico pubblico numero uno, segnò un’epoca per almeno tre motivi.
Innanzitutto fu il primo caso in cui venne chiesto l’arresto di un capo di stato straniero da parte di un tribunale statunitense. Poi anticipò l’atteggiamento futuro di Washington nei confronti di altri “personaggi” come Osama bin Laden, alias Tim Osman, o a Saddam Hussein, che come Noriega sono passati in un decennio dallo status di alleati a quello di nemici pubblici numero uno degli Stati Uniti. Infine l’inizio della fine di Noriega si lega a filo doppio con l’esplosione dello scandalo Iran-Contras, da cui emerse chiaramente il “do ut des” tra l’amministrazione Reagan e l’uomo forte di Panama. In cambio dell’aiuto per ripulire la sua immagine dopo la pubblicazione sul New York Times di un articolo di Seymour M. Hersh, Noriega diede infatti la sua disponibilità al tenente-colonnello della Marina Usa Oliver North (che oggi lavora come commentatore alla televisione Fox) ad aiutare i Contras, che all’epoca si opponevano ai sandinisti in Nicaragua. North e Noriega si incontrarono il 22 settembre del 1986 a Londra per perfezionare l’accordo ma, purtroppo per entrambi, tre settimane dopo fu abbattuto dall’esercito sandinista un aereo pieno di documentazioni compromettenti che fece esplodere lo scandalo dei Contras. Quello fu l’inizio della fine per il capo di stato-narcotrafficante Manuel Noriega.
- Martedì 11 Settembre 2007


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