Che la vita di Abdul Sattar Abu Risha rischiasse di essere breve lo si poteva immaginare, dopo averlo visto stringere la mano a George Bush durante la visita del presidente americano in Iraq il 3 settembre scorso. Ma che il suo assassinio sarebbe avvenuto nel giro di dieci giorni non era prevedibile. Il capo delle milizie tribali sunnite che nella provincia di Anbar si sono opposte ai sunniti estremisti di Al Qaida è rimasto ucciso nell’esplosione di un ordigno mentre rientrava a casa in auto nel capoluogo, Ramadi, a 110 km a ovest di Baghdad.
Abu Risha si sarebbe fermato per aiutare un uomo disabile fermo sulla strada e sarebbe stato investito dallo scoppio mentre risaliva in macchina. È il nono membro della sua famiglia ucciso negli ultimi 4 anni. Con lui, nell’attentato di oggi, è morta una sua guardia del corpo. La stretta di mano tra Abu Risha e Bush suggellava un accordo raggiunto già un anno fa tra gli americani e le tribù della zona, stanche di assistere allo strapotere di Al Qaida, che imponeva le sue regole alla popolazione e non si faceva scrupoli a sacrificare i civili.
Facile ipotizzare che sia stata Al Qaida ad assassinare il leader tribale, ma anche altri gruppi (sunniti e sciiti) che si oppongono alla presenza statunitense in Iraq potrebbero aver desiderato la morte di Abu Risha dopo averlo visto incontrare il capo della Casa Bianca.
Comincia così nel sangue il Ramadan, il mese sacro ai musulmani, che inizia oggi per i sunniti e domani per gli sciiti. Gli Stati Uniti hanno espresso il loro rincrescimento per l’omicidio. Bush aveva detto durante la tappa a Baghdad che una riduzione delle truppe americane in Iraq era possibile, visti i progressi sul fronte della sicurezza proprio nella provincia di Anbar, ottenuti grazie alla collaborazione delle tribù locali. La notizia dell’omicidio è arrivata poche ore prima del discorso televisivo con cui Bush illustrerà la sua strategia sull’Iraq.
- Giovedì 13 Settembre 2007

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Il 14 Settembre 2007 alle 11:31 Iraq, Bush annuncia il ritiro di 30 mila uomini » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Iraq: assassinato il capo delle milizie sunnite. Aveva stretto la mano a Bush [...]
Il 17 Settembre 2007 alle 10:54 Iraq, la strategia di Bush non convince la stampa araba » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Per il quotidiano giordano Al Arab Al Yawm il rapporto di Petreus e Crocker, invece, “rappresenta una visione irrealistica che non tiene conto del deterioramento delle condizioni in Iraq. E la cosa più pericolosa è che stabilisce le basi per una occupazione militare a lungo termine.” Interessanti anche le reazioni dei quotidiani panarabi editi a Londra, come per esempio Al Sharq Al Awsat. Il primo ospita i pareri contrastanti di due editorialisti: Hussein Shobokshi e Amir Taheri. Shobokshi definisce il rapporto “una nuova delusione” e riferisce che, nell’intervista rilasciata alla Fox News poco dopo la presentazione al Congresso, “l’ambasciatore Usa Ryan Crocker ha chiarito il suo concetto di vittoria e raggiungimento degli obiettivi, cioè realizzare la legge sul petrolio e la condivisione degli introiti petroliferi! Non c’è più la preoccupazione di diffondere la democrazia in Iraq, stabilire la pace, evitare la guerra civile ed altri slogan” lanciati prima della guerra, sottolinea Shobokshi, secondo cui “la relazione, a lungo dipinta dall’amministrazione Usa come la prova decisiva che sta procedendo nel giusto, non è stata convincente e ha rappresentato anzi una nuova prova del suo fallimento.” Di tutt’altro tenore l’articolo di Amir Taheri, intitolato “Una sconfitta made in Washington“, secondo cui non saranno gli attacchi della guerriglia a poter provocare un’eventuale ritirata americana, ma l’atteggiamento dell’opinione pubblica statunitense. Criticare e demotivare l’esercito aiuterà paradossalmente il nemico, secondo Taheri, che individua alcuni successi ottenuti dagli americani in Iraq, come la collaborazione delle tribù sunnite di Al Anbar nella lotta contro Al Qaida. Ma proprio questa collaborazione è giudicata invece rischiosa da Mostafa Zein sul giornale arabo edito a Londra Al Hayat. Per Zein infatti, l’alleanza con le tribù sunnite avrà l’effetto di “indebolire l’amministrazione centrale”. [...]
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