Gli incendi che hanno devastato la Grecia hanno incendiato anche una campagna elettorale il cui esito fino a qualche mese fa appariva scontato, con un netto vantaggio, registrato nei sondaggi, del partito (Nea Demokratia) del premier conservatore uscente Costas Karamanlis. Medico di 51 anni dalle forti convinzioni liberiste, Karamanlis ha saputo porre fine tre anni fa, grazie anche a un’oratoria popolare e senza fronzoli, al ventennio di potere del Partito socialista (Pasok) fondato dal leggendario Andreas Papandreu, il padre della Grecia democratica. Suo figlio Yiorgos dirige oggi, come in una dinastia, le redini dell’opposizione: uomo raffinato e poliglotta, ex presidente dell’Internazionale socialista, Yiorgos è nato e ha studiato negli Stati Uniti, ed è tutto il contrario, nei modi, del tradizionale politico greco, un po’ rissoso e pronto sempre allo scontro ideologico. È lui da cui si dovrà guardare Karamanlis nelle elezioni anticipate fissate domenica 16 settembre. Elezioni infiammate dalle fiamme e dalle polemiche sui soccorsi a rilento in occasione dei numerosi e tragici incidenti di questa estate. Polemiche che, è emerso dagli ultimi sondaggi, stanno favorendo la rimonta dell’opposizione e rendendo più complessa la corsa dei candidati del governo in carica.
- Venerdì 14 Settembre 2007


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Commenti
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Il 17 Settembre 2007 alle 11:18 Grecia: vincono i conservatori. Nonostante le fiamme » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Messo a dura prova dalla gestione dell’emergenza incendi di agosto, il premier di Nuova democrazia Costas Karamanlis ha superato il test elettorale, ottenendo, a spoglio praticamente ultimato, il 41,86% dei voti, con 152 seggi dei 300 della camera unica greca (+13%), contro il 38,12% del Pasok, che ha ottenuto 102 seggi in parlamento (-15%) e che paga ancora gli scandali emersi durante la sua ventennale permanenza al potere. Ma è il partito di estrema destra La.o.s (Unione popolare ortodossa) la vera sorpresa di questa tornata elettorale: superando lo sbarramento del 3,5%, è il primo partito di ispirazione fascista a entrare in parlamento da quando, nel 1974, finì la dittatura dei colonnelli. Guidato da George Karatzaferis, il Laos raccoglie sotto un’apparenza moderata frange xenofobe e antisemite e si oppone all’ingresso della Turchia nell’Ue. Buono anche il risultato dei comunisti del Kke, saliti a quota 7,37 nei consensi. [...]
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