
Che un tribunale federale di Washington condanni per finanziamento illecito al terrorismo una multinazionale statunitense ha già dell’incredibile. Se poi la multinazionale in questione produce quanto di più innocuo e lontano dall’immagine che si ha di Osama & co., ovvero una banana, anzi milioni di banane, ci sarebbe persino da ridere. Invece è successo davvero. E da ridere c’è ben poco dal momento che la Chiquita Brands, questa la multinazionale in questione, ha ammesso di avere pagato tra il 1997 e il 2004 almeno 1,7 milioni di dollari agli squadroni della morte delle Autodefensas Unidas de Colombia (AUC), il principale gruppo paramilitare del paese sudamericano, considerato un “terrorist group” dal Dipartimento di Stato statunitense e guidato dall’oriundo Salvatore Mancuso.
“Moralmente ripugnante”. Così ha definito i pagamenti della Chiquita ai paramilitari il giudice del tribunale di Washington che lunedì 17 settembre ha condannato la multinazionale a una multa di 25 milioni di dollari ma che non ha potuto procedere contro nessuno dei dirigenti del gruppo. I manager della multinazionale, avendo ammesso le tangenti alle AUC già lo scorso marzo, si erano infatti assicurati l’impunità con un plea agreement, così si definisce negli Stati Uniti il patteggiamento tra l’imputato e il giudice. “Siamo stati costretti a pagare di fronte all’estorsione dei paramilitari e per proteggere i nostri dipendenti”, si è difeso James Thompson, dirigente della Chiquita. Difficile per lui sarà spiegarlo ai famigliari delle oltre 140 persone massacrate dalle AUC che hanno già iniziato una causa civile contro la multinazionale delle banane.
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- Martedì 18 Settembre 2007
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Commenti
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Il 18 Settembre 2007 alle 17:11 Corrado Buccieri ha scritto:
Però se va bene le banane sopravvivranno
al petrolio.
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