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Il Ramadan fatto di preghiere e digiuni? Non esattamente. Proprio come il periodo natalizio in Occidente, nei Paesi arabi il mese sacro per i musulmani significa corsa allo shopping, rialzo dei prezzi, traffico caotico, pubblicità martellanti in tv. “Il cibo – non il digiuno – descrive lo spirito di festa del mese sacro” spiega un articolo del settimanale egiziano Al Ahram Weekly, rivelando che ci sono due scuole di pensiero per gli acquisti: c’è chi, seguendo la tradizione, compra tutto l’occorrente prima che il Ramadan inizi, riempiendo il frigo e la dispensa di generi alimentari che possano bastare per tutto il mese, e chi invece va a fare spese ogni giorno, appena prima di cena (cioè prima che il tramonto consenta la rottura del digiuno rispettato durante la giornata), ritrovandosi bloccato nel traffico o in coda davanti alla cassa, visto che molti hanno avuto la stessa idea. Non tutti possono permettersi le laute cene e i dolci tipici che la tradizione imporrebbe. Lo stesso settimanale, in un altro articolo, ricorda quanto i prezzi siano aumentati recentemente in Egitto e aggiunge che, in base agli standard della Banca Mondiale, per vivere al di sopra della soglia di povertà una famiglia di 4 persone ha bisogno di circa 240 dollari (meno di 200 euro al mese), ma “questo è molto di più di quanto guadagnerebbe una famiglia media di 4 persone”.
Preoccupazioni simili sono espresse anche dalla stampa algerina. Il quotidiano Le Soir d’Algérie scrive che a causa degli aumenti dei prezzi, questo Ramadan “si annuncia già sfortunato per i padri di famiglia della classe media o poveri”.
E allora non resta che consolarsi davanti alla tv, che, come ogni anno di questi tempi, propone una maratona di telenovelas per l’occasione: dalla vicenda strappalacrime di una vedova che deve mantenere il suo bambino, alle imitazioni arabe di “Sex and the city” (ben due sceneggiati ruotano intorno alla vita di una giornalista titolare di una rubrica quotidiana), senza dimenticare “Il grido di una donna”, un feuilleton censurato fino a poco tempo fa perché parlava di un argomento scottante come la vita di una transessuale.
Ma c’è anche chi non ne può più delle tradizioni e invita a rompere i vecchi clichés. Egypt Today, mensile egiziano filo-occidentale, pubblica addirittura una guida di consigli pratici per non farsi sconvolgere l’esistenza un mese l’anno. Se si vuol digiunare va bene, ma per il resto si continui a fare una vita normale, senza abbuffarsi la sera di dolci e di telenovelas e senza farsi travolgere dall’obbligo dello shopping. Ricordiamocene anche noi, quando arriverà dicembre!
Eri Garuti
Amina News
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- Lunedì 24 Settembre 2007
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Il 24 Settembre 2007 alle 13:29 Turchia, il presidente Gul inciampa nel Ramadan » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Non solo preghiere: il Ramadan è anche shopping e traffico impazzito [...]
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