- Tags: Afghanistan, Des-Browne, kabul, talebani
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Mentre si aggravano le condizioni del militare italiano liberato ieri in Afghanistan, il ministro della difesa britannico Des Browne ha fatto propria, nel corso del congresso laburista, un’antica massima diplomatica: la pace si fa con i nemici. I nemici con cui sarà inevitabile aprire un negoziato sono in questo caso i talebani che, nelle parole del ministro, “devono essere coinvolti prima o poi nel processo di pacificazione poiché non andranno via dall’Afghanistan come, credo, Hamas non se ne andrà dalla Palestina”.
Pragmatismo diplomatico o improvvida esternazione che rischia di delegittimare l’azione sul campo dei soldati della coalizione internazionale? Il dibattito è aperto. Mesi fa, all’indomani del rapimento di Daniele Mastrogiacomo, fu Piero Fassino a sostenere questa tesi, suscitando non poche polemiche tra i politici di casa nostra. Questa volta tocca nientemeno che al capo della diplomazia della Gran Bretagna sostenere questa ipotesi: una differenza non da poco. “Non credo che in quel Paese possa essere instaurato uno Stato di diritto - ha dichiarato Browne - Il ritorno alla pace dovrà passare per una soluzione che abbia come fondamento radici islamiche”. Una frase pronunciata dal capo della diplomazia inglese che, sei anni fa, agli albori di Enduring Freedom, sarebbe stata semplicemente impensabile. Come impensabile sarebbe stata l’ipotesi di un tavolo della pace con gli eredi del mullah Omar.
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- Martedì 25 Settembre 2007

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Commenti
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Il 26 Settembre 2007 alle 13:33 Così lavorano, e rischiano, gli 007 italiani in Afghanistan » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] I rischi in questo mestiere sono elevatissimi, specie in paesi dove la scarsa presenza di civili occidentali rende difficile non dare nell’occhio. Nel 2004 almeno due agenti vennero catturati e picchiati da miliziani iracheni ma una rapida trattativa portò rapidamente alla lori liberazione. In Afghanistan le cose non sono filate così lisce. Del resto la situazione in tutto il settore occidentale dell’Afghanistan è in grave deterioramento. Lunedì 2 militari spagnoli sono stati uccisi e 4 sono rimasti feriti nell’esplosione di un ordigno stradale a Farah, dove i combattimenti sono ormai quotidiani. Nella provincia di Herat gli attacchi con esplosivo alle forze alleate sono passati da 30 nel 2005 ai 160 registrati nel 2006. Anche la provincia di Badghis, sotto il comando italiano ma presidiata dagli spagnoli, registra un crescendo delle attività talebane e stamattina un elicottero dell’Isaf ha dovuto effettuare un atterraggio di emergenza. La Nato ha precisato che non ci sono vittime e nessuno dei militari della coalizione a bordo del mezzo è risultato ferito. Nell’area operano una decina di elicotteri spagnoli e 8 italiani. LEGGI ANCHE: Agenti del Sismi liberati in Afghanistan: troppe versioni per un blitz - Il ministro della Difesa britannico: i talebani al tavolo della pace [...]
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