Sono tre i principali protagonisti delle elezioni anticipate ucraine del 30 settembre, frutto di una lunga e grave crisi politico-istituzionale.
- Viktor Iushenko, il presidente filo occidentale:53 anni, sposato in seconde nozze con una cittadina americana di origini ucraine, ex funzionaria del dipartimento di Stato dell’era Bill Clinton. È stato dapprima governatore della banca centrale ucraina, poi premier tra il 1999 e il 2001 dell’allora presidente Leonid Kuchma, con il quale successivamente ha rotto accreditandosi come capo della fazione liberale e filo-occidentale della società ucraina. Alla fine del 2004, dopo aver subito un avvelenamento con diossina attribuito dal suo staff ai servizi segreti, e’ stato eletto presidente: determinante la mobilitazione di piazza della rivoluzione arancione promossa insieme alla sua alleata Iulia Timoshenko, che ha portato all’annullamento per brogli della vittoria del suo rivale filo russo Viktor Ianukovic. I suoi obiettivi principali sono portare Kiev nella Ue e nella Nato.
- Viktor Ianukovic, il premier filo russo: 57 anni, sposato, con due figli. Nato nella regione mineraria del Donetsk da padre bielorusso, orfano di madre ad appena tre anni, operaio, ha conosciuto la prigione, con una condanna per rapina nel 1968 e una per rissa nel ‘70, misteriosamente scomparse dai suoi dossier, tanto che afferma di essere stato prosciolto nel 1978.
A salvare il giovane Ianukovic da un destino di criminale, dicono i detrattori, sarebbero stati i servizi segreti sovietici, il Kgb, permettendogli di accedere a una laurea per corrispondenza in ingegneria meccanica. Con la protezione di un cosmonauta di origine ucraina, Georgi Beregovoi, è entrato nel Partito comunista iniziando l’ascesa lungo i sentieri della nomenklatura. Nel 1997 è stato nominato governatore della regione del Donetsk e nel 2002 premier, anche lui con Kuchma, che lo ha appoggiato pure nelle successive presidenziali del 2004. Dopo l’umiliazione dell’annullamento della sua elezione, si è preso la rivincita nelle elezioni politiche del 2006 e, approfittando delle divisioni interne agli arancioni, è riuscito a farsi nominare premier costringendo Iushenko ad una difficile coabitazione. Non si esprime bene in ucraino e spesso preferisce usare il russo.
- Iulia Timoshenko, icona rivoluzione arancione: 46 anni, imprenditrice miliardaria sposata con un oligarca ucraino, sempre elegantissima e con i capelli biondi avvolti in una treccia. Allevata da una ragazza madre in un quartiere operaio di Dnepropetrovsk, moglie e mamma ad appena 20 anni, è riuscita a laurearsi in economia. Poi il suo decisionismo e l’innegabile carisma - nonche’ le fortune del marito, un figlio della nomenklatura convertitosi oligarca - l’hanno portata in alto: da piccola proprietaria di un negozietto di videocassette a magnate degli idrocarburi. La ”principessa del gas”, come fu chiamata all’epoca, fini’ anche in carcere nel 2001 per contrabbando di metano - lei parla di una montatura dell’arcinemico Kuchma - e fu sottoposta a indagini in Russia con l’accusa di aver corrotto, quando era responsabile del settore energetico ucraino, quattro funzionari. Nel 2004 la svolta: si fa ‘pasionaria’ della rivoluzione arancione accanto al suo mentore Iushenko, trascina col suo entusiasmo la folla, che la ribattezza la Giovanna D’Arco di Kiev, sale alla carica di premier, prima donna in Ucraina nella stanza dei bottoni. Dura solo sette mesi, poi Iushenko la liquida tra reciproche accuse di incompetenza e favoritismi e lei si trasforma in sua acerrima rivale. Negli ultimi mesi si e’ riavvicinata al presidente e spera di tornare premier di una nuova coalizione arancione.
(ANSA)
- Giovedì 27 Settembre 2007

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