La crisi politico-istituzionale ucraina esplode il 2 aprile scorso, dopo una coabitazione forzata dall’agosto 2006 tra il presidente filo occidentale Viktor Iushenko e il premier filorusso Viktor Ianukovic, riuscito a farsi eleggere grazie al tradimento degli arancioni da parte del leader del partito socialista Aleksander Moroz, diventato in cambio presidente del parlamento (Rada).
All’origine del braccio di ferro tra i due Viktor il ridimensionamento dei poteri del presidente e l’allargamento della maggioranza parlamentare a colpi di transfughi con il rischio di arrivare al quorum per emendare la costituzione.
- 2 Aprile2006: Iushenko scioglie la Rada e indice elezioni anticipate per il 27 maggio. Un gruppo di deputati della maggioranza filo russa ricorre alla corte costituzionale. Nei giorni successivi migliaia di manifestanti dei due schieramenti scendono in piazza, mentre la crisi si abbatte sulla corte costituzionale, tra dimissioni, pressioni e minacce ai giudici.
- 25 Aprile: Iushenko rinvia elezioni al 24 giugno.
- 4 Maggio: il presidente annuncia un accordo di principio con il premier sulle elezioni anticipate.
- 12 Maggio: Iushenko silura il segretario del consiglio nazionale di difesa e sicurezza Vitali Gaiduk e il 25 maggio allarga la composizione dell’organismo.
- 17 Maggio: accolte dimissioni presidente corte costituzionale.
- 24 Maggio: Iushenko silura il procuratore generale Sviatoslav Piskun e lo sostituisce con un suo uomo, Viktor Shemciuk. Piskun rifiuta di lasciare il posto, e il ministro degli interni, Vassili Tsushko, fedele a Ianukovic, si schiera al suo fianco. Valeri Gheletei, nuovo capo delle guardie presidenziali, cerca di occupare la procura per sloggiare Piskun, ma i suoi uomini si scontrano con reparti delle forze speciali (’berkut’) inviati dal ministro a difesa dell’edificio.
Il capo di gabinetto di Ianukovic parla di tentativo di colpo di Stato.
- 25 Maggio: Iushenko avoca a se’ il controllo delle forze dell’interno ma resta incertezza sulla fedeltà della polizia.
- 26 Maggio: Circa 2000 militari si muovono verso la capitale, su ordine di Iushenko, ma sono fermati dalla polizia stradale.
Tra le forze militari e di polizia c’e’ disorientamento.
- 27 Maggio: accordo tra Iushenko, Ianukovic e Moroz per elezioni il 30 settembre.
- 30 Maggio: liti in parlamento, che non riesce ad approvare le leggi concordate entro il termine di due giorni concesso dal presidente.
- 1 Giugno: la rada approva le leggi per le elezioni anticipate.
- 5 Giugno: Iushenko firma il decreto, il terzo da aprile, con cui scioglie il Parlamento e fissa le elezioni anticipate al 30 settembre. (ANSA).
- Giovedì 27 Settembre 2007

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Il 27 Settembre 2007 alle 19:34 L’Ucraina va al voto tra veleni e polemiche » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Domenica 30 settembre l’Ucraina va alle urne per eleggere il parlamento (Verhovna Rada). Si tratta di elezioni anticipate determinate dallo scioglimento del Parlamento deciso dal presidente ucraino Viktor Yuscenko lo scorso 2 aprile. Inizialmente Yuscenko ha firmato un decreto che prevedeva le elezioni parlamentari per il 24 maggio, poi spostate al 24 giugno (perché il Parlamento e il Governo ucraino hanno giudicato il decreto anticostituzionale e hanno fatto ricorso alla Corte costituzionale) e infine al 30 settembre, dopo un triplice accordo sulle date tra presidente, capo del governo e parlamento. Ciò che ha portato alla dissoluzione del Parlamento è stata una battaglia di potere lunga otto mesi tra il Presidente e il Parlamento. Le continue battaglie interne tra l’Alleanza di Unità Nazionale e l’opposizione si sono concretizzate spesso nel boicottaggio delle sessioni plenarie del Parlamento (leggi anche: Ucraina, le tappe della crisi). Due mesi fa è partita una campagna elettorale considerata da tutti come la più sporca e populista di tutti i tempi. Il Partito delle Regioni del premier Viktor Yanukovich è favorito, ma Yanukovich ha dichiarato qualche giorno fa che non si presenterà alle elezioni se non finiscono le provocazioni. Piovono critiche e lamentele da tutte le parti. Secondo alcuni osservatori, per esempio, le liste elettorali non conterrebbero molti degli aventi diritto e in compenso comprenderebbero persone decedute o semplicemente inesistenti. Fino ieri si potevano denunciare le irregolità, adesso invece le liste sono congelate. Pare poi esserci un altro “giallo-avvelenamento”. Il Ministro dell’interno, Vasily Tsushko, candidato dei Socialisti, ha dichiarato che è stato avvelenato con teofilina, un medicinale che preso in grande quantità diventa veleno. Alla fine di maggio Tsushko era stato ricoverato dopo uno strano infarto, e successivamente portato in una clinica in Germania. Pare che i risultati delle analisi confermino l’ipotesi di un possibile avvelenamento. Ci sono tre blocchi forti che corrono domenica per le elezioni: il Partito delle Regioni del Premier, Nostra Ucraina del Presidente Yucsenko e il Blocco di Yulia Timoscenko, protagonista della rivoluzione arancione. Alcuni osservatori reputano comunque queste elezioni una prova generale delle presidenziali di fine 2009 e una possibile dimostrazione della debolezza dell’attuale presidente. [...]
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