![[i]24 settembre 2007 -[/i] Due cortei, che raccolgono decine di migliaia di persone ciascuno, stanno sfilando attraverso Yangon, Myanmar. Secondo i testimoni, le strade sono gremite di gente che applaude ed incoraggia i monaci buddisti e alcuni manifestanti brandiscono cartelli in cui chiedono riconciliazione nazionale e la liberazione di prigionieri politici. Si tratta della più importante manifestazione contro il regime militare al potere degli ultimi vent'anni, giunta oggi al settimo giorno consecutivo.<br /> [i](Credits: Ansa)[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/upload/foto-settembre/myanmar/normal_myanmar00.jpg)
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L’appello è disperato: “Qualcuno può fare qualcosa per la nostra nazione, ora all’interno di Yangon sembra una zona di guerra. Ho sentito degli spari al telefono, oltre cinquanta colpi, proprio ora, ma le persone non stanno abbandonando la protesta e sempre più gente scende in strada”. È il racconto in diretta di Ko-htike, un blogger birmano che da Londra sta pubblicando su internet immagini e testimonianze degli scontri nella sua nazione, inviate con i cellulari da chi sta partecipando alla rivolta contro la giunta militare a Yangon, ex capitale della nazione.
Mentre il numero delle vittime continua a salire e si denunciano rastrellamenti casa per casa, a poche ore dalla morte del cronista giapponese Kenji Nagai, ai giornalisti stranieri viene data la caccia come pericolosi criminali. I gruppi editoriali privati birmani hanno deciso di sospendere le pubblicazioni a causa dell’aggravarsi della situzione a Yangon, la principale città del paese, dove è diventato impossibile assicurare la distribuzione dei giornali. Il provvedimento riguarda in particolare i quattro settimanali del gruppo Eleven media, i due settimanali del gruppo Yangon Media e i settimanali Kamudra, Voice e Market.
Ma fortunatamente Ko htike non è solo a dare voce al paese sotto assedio: altre persone stanno diffondendo sul web immagini dalle strade affollate di monaci, giovani universitari, civili esasperati. In questi giorni siti come Flickr e Technorati hanno raccolto centinaia di fotografie che documentano la repressione violenta del regime birmano. E tra i blogger italiani crescono di ora in ora le adesioni alla campagna mondiale per la manifestazione di oggi: i partecipanti indosseranno una maglietta rossa in segno di solidarietà ai monaci.
Secondo l’associazione Open net soltanto lo 0,1% della popolazione birmana può accedere a internet. In queste ore la giunta al potere nell’ex Birmania sembra aver fatto tagliare l’accesso a Internet, nell’intento d’impedire la trasmissione on line di fotografie, video e persino semplici notizie su quanto sta accadendo nel Paese asiatico, unica fonte d’informazione all’esterno. Abbassate le saracinesche di tutti i bar della città dotati di terminali, nessuna risposta al telefono dagli uffici del maggiore provider nazionale.
I controlli sono rigidi, ma l’associazione di giornalisti Reporter senza frontiere è riuscita a diffondere un manuale per aggirare i filtri sul web che isolano la Birmania dal resto del mondo.
LEGGI ANCHE: Sergio Romano: perché le sanzioni non servono - I blogger sfidano la censura - Lettere dalla mia Birmania: Aung San Suu Kyi racconta in un libro il suo paese - Partecipa al FORUM - Guarda la GALLERY
- Venerdì 28 Settembre 2007


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Commenti
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Il 28 Settembre 2007 alle 10:29 janis2007 ha scritto:
il link al blogger birmano non funziona…
Il 28 Settembre 2007 alle 11:35 Lettere dalla mia Birmania: Aung San Suu Kyi racconta il suo paese » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Birmania, è caccia ai giornalisti ma online trapelano notizie e foto [...]
Il 28 Settembre 2007 alle 11:45 redazione ha scritto:
janis, adesso i link funzionano
Il 28 Settembre 2007 alle 11:55 marietto ha scritto:
c’è anche http://mr-jade.blogspot.com/
Il 28 Settembre 2007 alle 14:28 Birmania, le immagini choc dell’omicidio del fotografo giapponese » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Caccia ai giornalisti, ma online trapelano notizie e foto - L’intervista a Sergio Romano - Il VIDEO servizio sull’uccisione del fotografo giapponese - Se i blogger sfidano la censura - Partecipa al FORUM - Guarda la GALLERY [...]
Il 1 Gennaio 2008 alle 21:21 Kenya: il governo censura la tv, ma i blogger raccontano gli scontri » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Come nella rivolta dei monaci Birmani, testimoni e attivisti stanno riversando sul web decine di immagini di negozi saccheggiati, strade devastate e razzie. E già alcuni ricordano la strage del Rwanda nel 1994, una guerra civile in cui morirono tra gli 800mila e un milione di Hutu e Tutsi. [...]
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