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	<title>Mondo &#187; Voci dai blog: in Birmania torna la paura</title>
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	<description>Canale Mondo di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 18:59:47 +0000</pubDate>
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		<title>Voci dai blog: in Birmania torna la paura</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Oct 2007 12:56:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo.papi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Retate durante la notte. Sfilate "oceaniche" organizzate dal regime nelle principali città del Paese per dimostrare che i militari hanno ancora il Paese in pugno. E un'agghiacciante  promessa: "Non cambieremo rotta". La voce dei cittadini, anche sul web, si fa sempre più flebile. <strong>LEGGI ANCHE:</strong> <a href="http://blog.panorama.it/mondo/index.php?tag=birmania">Speciale Birmania</a> -  <a href="http://forum.panorama.it/viewtopic.php?id=2739"><strong>FORUM</strong></a> - <a href="http://gallery.panorama.it/thumbnails.php?album=698">Guarda la <strong>GALLERY 1</strong></a> e la <strong><a href="http://gallery.panorama.it/thumbnails.php?album=733">GALLERY 2</a></strong>  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/displayimage.php?pos=-12097"><img src="http://gallery.panorama.it/albums/upload/foto-settembre/myanmar/mondo/normal_bangkok1.jpg" alt="Manifestazione davanti all'ambasciata del Myanmar a Bangkok, Thailandia.&lt;br /&gt; [i](Credits: Ansa)[/i]&lt;br /&gt;" border="0" /></a><br />
Retate  durante la notte. Desaparecidos. Siti web oscurati. Monaci  arrestati e trasportati nei campi di lavoro. Sfilate &#8220;oceaniche&#8221; organizzate dal regime nelle principali città del Paese per dimostrare che i militari hanno ancora il Paese in pugno. E stamani, <a href="http://www.panorama.it/home/articolo/idAA020001296423?template=templateSky" target="_blank">dalle colonne dell&#8217;ufficiale <em>New Light of Myanmar</em></a>,  un nuovo affondo contro la comunità internazionale (<a href="http://www.uaar.it/news/2007/10/06/onu-una-dichiarazione-condanna-della-violenta-repressione-birmania/" target="_blank">rea di aver condannato la repressione in Birmania</a>), ma anche una promessa che fa temere un altro bagno di sangue: &#8220;A Myanmar non esistono prigionieri politici. Per questo non cambieremo rotta, elimineremo tutti gli ostacoli che si frappongono sulla nostra strada&#8221;.</p>
<p>Questa è una storia. L&#8217;altra parte della storia la raccontano, sui <a href="http://blog.panorama.it/mondo/2007/09/25/birmania-anche-i-bloggers-sfidano-la-censura/" target="_blank">blog dell&#8217;opposizione in esilio</a>,  decine di cittadini, rigorosamente anonimi, pronti a squarciare il velo sulle verità della dittatura: da una settimana, in Birmania, dicono,  è tornata la paura. Una paura sorda che ha spinto migliaia di attivisti a rintanarsi  di nuovo in casa nella speranza che i militari non li prelevino nottetempo. Dice - su<a href="http://bbwob.blogspot.com/2007/10/firsthand-accounts-reveal-terror-of.html" target="_blank"> Burmese  bloggers</a> - una casalinga di Rangoon il 29 settembre: &#8220;Ho visto gente picchiata selvaggiamente. Gente che non stava nemmeno prendendo parte alle proteste. C&#8217;era un ragazzino, tutto solo, che stava guardando sfilare il corteo. Non urlava né batteva le mani.  Un colonnello gli si è avvicinato e ha cominciato a bastonarlo sulla schiena. È crollato a terra. Lo hanno caricato in uno di quei camion che portano via i manifestanti. Il colonnello ha detto: &#8220;Avete dieci minuti per sgomberare&#8221;. (&#8230;) Una mia amica ha perso suo figlio durante le proteste. Pensava fosse sulla via di casa, invece non l&#8217;ha più trovato&#8221;. Intanto, sull&#8217;ufficiale <em>New Light of Myanmar</em>  appare - sempre secondo il sito Burmese bloggers  -  l&#8217;altra verità, quella del regime: una foto dei manifestanti filo-birmani a Londra dell&#8217;8 settembre si trasforma, <a href="http://bp0.blogger.com/_4lag720uziA/RxNk4CEL88I/AAAAAAAACII/jwe37c-fZec/s1600-h/SkyFull-Liers.jpg" target="blank">nella didascalia</a>, in una manifestazione contro la guerra in Iraq.</p>
<p>Un ragazzo, anche lui anonimo, racconta invece di come la Giunta negli ultimi tempi  sia riuscita a distruggere la fiducia tra le persone.  Una cappa del silenzio è calata su tutto il Paese: &#8220;Non c&#8217;è più legame tra noi. Nel nostro quartiere i gruppi addetti alle sicurezza arrestano chiunque soltanto accenni a queste proteste. Persino nei locali dove andiamo a prendere il té dobbiamo imparare a tacere. Le spie sono ovunque. Possiamo rivolgere la parola soltanto alle persone che conosciamo.  I bar si sono svuotati: non ci sono soldi e oltrettutto che senso ha ubriacarsi quando non puoi rivolgere la parola a nessuno?&#8221;. Gente comune. Che ha smesso di ascoltare la radio attraverso cui, fino a qualche settimana fa,  si facevano un&#8217;idea di quello che accadeva in Birmania, al di là delle verità ufficiali. Ora ascoltare la radio, attraverso le onde provenienti dai gruppi di opposizione in Thailandia,  è diventato troppo pericoloso. E chiunque sia sorpreso con un cellulare o una telecamera o una macchina fotografica se la vede  confiscare. Racconta amareggiata un&#8217;insegnante, testimone di un&#8217;operazione di pulizia contro i monaci: &#8220;Sono quasi  50 anni che cerchiamo di proteggere la nostra cultura e cerchiamo di tollerare  i militari al potere. Ma questa volta hanno passato il segno. Hanno mancato di rispetto a quello abbiamo di più caro e sacro. Conosco decine di monaci. Uno di questi è vecchissimo, ha 78 anni. In tutta la sua vita non gli era mai capitato di doversi nascondere. Il giorno dopo che iniziarono le sparatorie ho fatto  visita al suo monastero: quello che ho visto sul suo volto non era paura, era amarezza, sconfinata. Il problema è che ora  i giovani monaci con cui ho parlato vogliono lasciare tutto. Non hanno più la forza di andare avanti. Mi hanno detto: &#8220;Meglio imparare a tacere&#8221;. Gli ho chiesto perché, ho detto loro che sarebbe stata una sconfitta per il buddismo. &#8220;Che senso ha la meditazione?&#8221;, mi hanno detto. &#8220;Il potere della meditazione non impedirà loro di continuare a massacrarci&#8221;.</p>
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