- Tags: calcio, Coppa-dAfrica, Ghana-2008, Lomé, Mali, stadi, Togo, violenza
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Sospensione fino a nuovo ordine dello stadio di Lomé (Togo). È la prima decisione presa dalla Confederazione africana di calcio (Caf) in seguito ai gravissimi incidenti esplosi il 13 ottobre scorso al termine di Togo-Mali, partita valida per le qualificazioni della Coppa d’Africa delle Nazioni (CAN) in programma nel Ghana nel 2008. Dopo il triplice fischio finale, che ha decretato la vittoria della nazionale maliana per 2 a 0 e la conseguente esclusione dei togolesi dalla prossima Can, tifosi locali inferociti hanno invaso il campo per aggredire i giocatori del Mali. Fra questi, la stella del Siviglia, Frédérick Kanouté, colpito alla schiena da una “cinghiata” e Mamadi Sidibé, costretto ad un intervento chirurgico dopo un coltellata al braccio destro. Secondo il tecnico della nazionale maliana, Jean-François Jodar, “gli scontri sono durati una decina di minuti. Abbiamo raggiunto gli spogliatoi nel panico più assoluto. C’era sangue ovunque. Alcuni nostri supporter avevano la gamba fratturata, altri gravissime ferite alla testa”. Sotto accusa, la polizia togolese, incapace di fermare gli “hooligan” togolesi. Un’inchiesta è stata aperta. Le prossime sanzioni saranno ufficializzate tra un mese dalla commissione disciplinare della Caf.
Le violenze di Togo-Mali su YouTube
- Venerdì 19 Ottobre 2007

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Il 19 Gennaio 2008 alle 8:49 Coppa d’Africa, quando il calcio fa geopolitica e si tifa per lo sviluppo » Panorama.it - Mondo ha scritto:
[...] Perché? La presenza di giocatori africani nei campionati europei è un fenomeno ormai strutturale. Ciò che fa la differenza in questi ultimissimi anni è vedere il loro numero aumentare nei club più prestigiosi. Drogba e Eto’o sono solo la punta di un iceberg che consente a molti paesi di sfruttare la maturità conquistata da tanti calciatori africani in squadre come il Chelsea o il Barcellona. Che clima si respira in questa vigilia di Coppa d’Africa? Il clima è ancora abbastanza tranquillo, ma da domenica la musica è destinata a cambiare. Il folclore dei tifosi è un marchio di fabbrica del calcio africano. Anche se devo ammettere che ultimamente la violenza negli stadi è sempre più preoccupante. C’è pero dell’altro: dirigenti ultracorrotti, politici che sbarcano negli spogliatoi per cambiare la squadra, giocatori non pagati. Per non parlare dell’organizzazione… Ricordo la mia prima Coppa d’Africa, nel 1980 in Nigeria. Non c’era niente. Gli stadi erano in stato pietoso, gli organizzatori introvabili. Non si capiva chi faceva cosa. I giornalisti erano abbandonati a se stessi. Qualcosa è cambiato nel 1984, in Niger. Di quella edizione ho un ricordo memorabile: nonostante la sconfitta al primo turno, i tifosi locali non hanno mai cessato di festeggiare. Per quanto riguarda i politici, hanno sempre un occhio attento su ciò che finanziano. La Coppa d’Africa 2008 che edizione sarà? Per gli organizzatori non sarà facile, ci sono partite come Nigeria-Costa d’Avorio dove è prevista la presenza di un centinaio di giornalisti. Finora le cose sono andate abbastanza bene, a parte le solite gaffe. Ad esempio? Pochi giorni fa si è tenuta la cerimonia d’apertura della manifestazione. Stranamente la presenza delle autorità politiche ghanesi era molto scarsa. Si è poi saputo che il comitato organizzatore si era scordato di mandare l’invito al presidente del Ghana, John Kufuor. In vista dei Mondiali 2010 previsti in Sudafrica, non è proprio il massimo. L’immagine del calcio africano che i dirigenti veicolano all’estero è fondamentale per il futuro calcistico del continente. E non solo. perché il calcio, si sa, attrae soldi. [...]
Il 19 Gennaio 2008 alle 16:33 Coppa d’Africa, quando il calcio fa geopolitica e si tifa per lo sviluppo » eBlog Network - Magazine ha scritto:
[...] Perché? La presenza di giocatori africani nei campionati europei è un fenomeno ormai strutturale. Ciò che fa la differenza in questi ultimissimi anni è vedere il loro numero aumentare nei club più prestigiosi. Drogba e Eto’o sono solo la punta di un iceberg che consente a molti paesi di sfruttare la maturità conquistata da tanti calciatori africani in squadre come il Chelsea o il Barcellona. Che clima si respira in questa vigilia di Coppa d’Africa? Il clima è ancora abbastanza tranquillo, ma da domenica la musica è destinata a cambiare. Il folclore dei tifosi è un marchio di fabbrica del calcio africano. Anche se devo ammettere che ultimamente la violenza negli stadi è sempre più preoccupante. C’è pero dell’altro: dirigenti ultracorrotti, politici che sbarcano negli spogliatoi per cambiare la squadra, giocatori non pagati. Per non parlare dell’organizzazione… Ricordo la mia prima Coppa d’Africa, nel 1980 in Nigeria. Non c’era niente. Gli stadi erano in stato pietoso, gli organizzatori introvabili. Non si capiva chi faceva cosa. I giornalisti erano abbandonati a se stessi. Qualcosa è cambiato nel 1984, in Niger. Di quella edizione ho un ricordo memorabile: nonostante la sconfitta al primo turno, i tifosi locali non hanno mai cessato di festeggiare. Per quanto riguarda i politici, hanno sempre un occhio attento su ciò che finanziano. La Coppa d’Africa 2008 che edizione sarà? Per gli organizzatori non sarà facile, ci sono partite come Nigeria-Costa d’Avorio dove è prevista la presenza di un centinaio di giornalisti. Finora le cose sono andate abbastanza bene, a parte le solite gaffe. Ad esempio? Pochi giorni fa si è tenuta la cerimonia d’apertura della manifestazione. Stranamente la presenza delle autorità politiche ghanesi era molto scarsa. Si è poi saputo che il comitato organizzatore si era scordato di mandare l’invito al presidente del Ghana, John Kufuor. In vista dei Mondiali 2010 previsti in Sudafrica, non è proprio il massimo. L’immagine del calcio africano che i dirigenti veicolano all’estero è fondamentale per il futuro calcistico del continente. E non solo. perché il calcio, si sa, attrae soldi. [...]
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